Ddl su difesa civica, garanzia dei minori e garanzia dei detenuti: la “miracolosa” moltiplicazione delle istituzioni

Al di là di ragioni politiche per cui qualcuno può volere istituire il Garante dei detenuti si evidenzia il rischio di distruggere l’attuale “Difensore-civico-Garante-dei-minori”, cioè una figura del tutto diversa, unitaria, e per giunta già operativa da molti anni. Infatti se venisse approvato questo ddl, il Garante dei minori nascerebbe per effetto di uno smembramento dal Difensore-civico-Garante-dei-minori, senza che vi sia alcuna seria ragione di smembrare questa istituzione.

Questo ddl vuole solo costituire due nuovi uffici, due poltrone da riempire, due posizione di rendita. Insomma, una “miracolosa” moltiplicazione delle istituzioni. Se proprio vogliamo potenziare l’ufficio della difesa civica, lo si potenzi, mantenendolo razionalmente un ufficio unitario ed incrementando le risorse umane al costo, ad esempio, di un funzionario, o persino di due, che sono comunque molto meno impattanti, sui costi delle istituzioni, di un Garante dei minori (semi)autonomo, con probabilmente uno o due funzionari e chissà cos’altro e un Garante dei detenuti.

I punti negativi della riforma in sintesi:

1 – Si appesantisce il procedimento, in quanto presumibilmente i cittadini dovranno passare previamente dal Difensore civico, e poi recarsi dal Garante dei minori. E’ paradossale che la politica lavori per rendere deliberatamente complessi e potenzialmente gravidi di conseguenze procedimenti ed istituti che hanno sempre funzionato senza particolari intoppi. E questo lo si fa per creare un nuovo incarico, una nuova poltrona. E’ chiaro che non necessariamente dovrà sorgere un conflitto tra Difensore civico e Garante dei minori, ma è altrettanto chiaro che la lacerazione di un istituto unitario favorisce seriamente conflitti interni ad un sistema di garanzia che da decenni opera come sistema unitario.

2 – Il ddl oggi in discussione “uccide” in maniera insensata un Garante dei minori che funziona, ma poi lo risuscita sotto altra veste, con costi maggiorati. Il garante, resuscitato come soggetto semi-autonomo, comporta un aumento dei costi del servizio senza una ragione, o con un evidente risultato: quello di creare un’altra posizione di rendita a favore di una nuova istituzione.

3 – Sui costi va poi detto che il ddl è formulato in maniera molto vaga, là dove specifica che sarà il Difensore civico a disporre delle risorse del caso a favore del Garante dei minori. Considerato che il Difensore civico dipende dal Consiglio provinciale, immagino che il Difensore civico non potrà dare risorse economiche, ma dovrà dare risorse di altra natura. Si riconosce implicitamente che il Garante dei minori viene creato nonostante il Difensore civico sia un ufficio già perfettamente strutturato per gestire la garanzia dei minori, al punto che i funzionari del Difensore civico rappresentano risorse perfettamente adeguate per la garanzia dei minori. Dunque la vantata specializzazione del Garante dei minori stesso è un pretesto.

4 – Va sottolineato inoltre che non ci sono i numeri per dare da lavorare ad un funzionario. Al momento le pratiche riguardanti minori raggiungono la cifra di punta di 64 unità all’anno. Non avrebbe senso neppure se le pratiche raddoppiassero, perché il Difensore civico ha gestito numeri assoluti impressionanti con un numero di dipendenti pari a quelli che ha attualmente. In ogni caso le indicazioni contenute nelle relazioni annuali dicono che basterebbe inserire presso il Difensore civico-Garante dei minori un funzionario in più in organico, per gestire numeri molto elevati di pratiche.

5 – E’ plausibile ipotizzare che il Garante dei detenuti sarà impegnato ben poche ore in settimana, ciononostante assorbendo risorse in misura sproporzionata rispetto a ciò che farà. Nella relazione del 2005 la cons. Borgonovo Re, riferendosi in maniera implicita anche ai minori, che lei già tutelava come Difensore civico, affermava: “Non si comprende quindi la necessità per istituire una figura di difensore ad hoc per una specifica categoria di persone che porterebbe inutili costi e duplicazioni”.

6 – Lo stesso PD e UPT, oggi ancora sui banchi della maggioranza, nel 2009 affermavano che questa frattura fra Difensore civico e Garante dei minori non è giustificata. La relazione al ddl specificava i vantaggi della soluzione proposta: “un risparmio di spesa ed organizzativo mantenendo inalterate le possibilità di intervento in materia di minori ed adolescenti”. Si era anche detto di quel ddl (poi approvato) che “il disegno di legge riporta in capo al difensore civico tutte le prerogative del garante dell’infanzia e non è quindi una rinuncia alla base ideale su cui poggiava la figura, bensì un intervento di mera riorganizzazione e razionalizzazione.

Si ringrazia per l’attenzione,

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Sintesi dell’intervento nel corso della seduta dell’8 giugno 2017.

 

 

L’articolo su “Agenzia giornalistica Opinione”: Ddl difesa civica Pat: Cia, miracolosa moltiplicazione delle istituzioni

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Garante dei detenuti e dei minori: la “miracolosa” moltiplicazione delle istituzioni

 

 

 

Le relazioni annuali del Difensore Civico: relazioni annuali

 

 

Vedere ad esempio la relazione 2008-2009 tra le pagine 48 e 52:

 

“esprimendo semmai perplessità e preoccupazione quando tali figure tendono a moltiplicarsi, a polverizzarsi ed a sovrapporsi, con conseguente disorientamento per le stesse istituzio ni, nonché per i cittadini al cui servizio sono destinate”, “non è comunque moltiplicando le figure di garanzia (un richiamo in tal senso viene dal Consiglio d’Europa, Risoluzione 80/1999) che si assicura una efficace tutela dei diritti e degli interessi protetti dall’ordinamento giuridico”

Vedere ad esempio la relazione 2005 pagine 92 e 93:

 

“Gli istituti di difesa civica in effetti già svolgono la funzione di tutelare i diritti fondamentali di tutti i cittadini, applicando il principio di eguaglianza, quindi senza alcuna discriminazione: non si comprende quindi la necessità per istituire una figura di difensore ad hoc per una specifica categoria di persone, che porterebbe inutili
costi e duplicazioni.

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