Disturbi dell’apprendimento (DSA): concessione automatica dell’indennità di frequenza

La dislessia, disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), consiste in una particolare difficoltà nelle abilità scolastiche, ossia nel leggere, scrivere e nei calcoli. La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e solitamente si accompagna a problemi nella scrittura e nel calcolo: disortografia, disgrafia, discalculia. La dislessia non comporta un deficit di intelligenza, neurologico o sensoriale, anzi un bambino dislessico è un bambino intelligente e molto spesso vivace e creativo. Tale disturbo è dovuto ad un’alterazione neurobiologica che porta ad una disfunzione nel funzionamento di alcuni gruppi di cellule deputate al riconoscimento delle lettere-parole e il loro significato.

Spesso risulta difficile immedesimarsi nei problemi vissuti dai genitori, così come risulta difficile comprendere le enormi fatiche dei loro figli. Recentemente è intervenuta la L. 170/2010 (“Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”) per tutelare il percorso didattico dei ragazzi dislessici, ma anche per differenziare i bambini dislessici da quelli aventi altre forme di handicap. Gli alunni con DSA necessitano di bisogni educativi speciali (BES) e di attivare più canali sensoriali simultaneamente. Possono pertanto avvalersi di mezzi compensativi e dispensativi di flessibilità didattica, nonché disporre di tempi più lunghi per l’esecuzione delle prove. La L. 170/2014 sostiene che il consiglio di classe individua l’alunno con DSA, ne dà comunicazione alla famiglia e si attiva per la stesura di un Piano Didattico Personalizzato (PDP).

L’art. 2 della L. 289/1990 (“Modifiche alla disciplina delle indennità di accompagnamento di cui alla L. 21 novembre 1988, n. 508, recante norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti e istituzione di un’indennità di frequenza per i minori invalidi”) prevede la possibilità di richiedere un’indennità mensile di frequenza sulla base del requisito di “difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età”, difficoltà previamente accertate dalle commissioni mediche periferiche, vedasi l’APSS per quanto riguarda la nostra Provincia.

Purtroppo, va evidenziato che al minore dislessico non viene automaticamente riconosciuta l’indennità di frequenza. Ciò a nostro avviso costituisce un vulnus, uno spiacevole limite a cui sarebbe opportuno porre rimedio attraverso un correttivo. I soggetti affetti da DSA devono essere seguiti con lezioni specifiche, devono adoperare materiali e libri particolari, devono essere aiutati a migliorare pian piano. Ciò comporta notevoli spese economiche, e non tutte le famiglie sono in grado di farsene carico.

Anziché perseguire l’intento di sperperare il denaro dei contribuenti con la realizzazione di fantomatici centri di “non-studi” sull’autonomia, sarebbe bello valorizzare la stessa con i fatti, valorizzarla distinguendoci dal resto d’Italia, dando l’esempio e sostenendo i genitori. Una recente sentenza del Tribunale di Prato ha respinto a marzo 2016 un ricorso dell’Inps e ha decretato che i ragazzi dislessici hanno sempre diritto ad ottenere l’indennità di frequenza per le spese scolastiche, spese mediche e terapie di riabilitazione. Smettiamola col sostenere che i fondi non ci sono: restiamo umani e proviamo a creare qualcosa di concreto.

Tutto ciò premesso,

il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna la Giunta:

  1. a garantire, tramite promozione di un fondo, l’attivazione dell’indennità di frequenza per tutti i bambini e i ragazzi affetti da DSA, sulla scorta di diagnosi medica rilasciata dall’APSS, comprovante la natura del disturbo;
  2. a individuer strumenti e modalità per concedere l’indennità in via prioritaria e automatica a famiglie con più di due figli o che vivono in condizioni di disagio economico.

 

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

 

Proposta di mozione presentata il 9 settembre 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: mozione 460/XV

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