Ferrovia dell’Avisio: quando sarà attuata la mozione numero 38 del 2014?

Con la mozione numero 38 del 12 giugno 2014 “Interventi a sostegno dell’attività di studio e progettazione relativa alla realizzazione di una ferrovia delle Valli dell’Avisio”, il Consiglio provinciale, all’unanimità, impegnava la Giunta ad attuare due punti:

  1. ad avviare nel più breve tempo possibile lo studio di fattibilità di una ferrovia che colleghi Trento con le valli dell’Avisio, approfondendone, tra l’altro, gli aspetti finanziari;
  2. a coinvolgere nella redazione dello stesso le istituzioni del territorio e le associazioni di cittadini costituite per questo scopo, in particolare valorizzando l’attività di studio ed approfondimento realizzati in questi anni dall’associazione Transdolomites.

A quanto risulta allo scrivente gli impegni presi con tale mozione non sono stati ancora portati a termine. Risale ad agosto 2016 l’ultimo aggiornamento sullo stato di attuazione della mozione in oggetto, e indicava come “in avanzato stato di attuazione” la valutazione della documentazione in essere. Mentre le prime iniziative che stanno contribuendo a liberare dal traffico automobilistico le Dolomiti hanno iniziato a raccogliere gradimento a livello internazionale, stona l’inerzia dell’Amministrazione provinciale trentina nel tracciare il futuro dei collegamenti ferroviari alpini.

Solo pochi giorni fa, il 17 luglio 2017 a Belluno, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha esposto due ipotesi progettuali per la realizzazione di un ambizioso ma lucido progetto che prevede un investimento di 800 milioni di euro per collegare Venezia a Cortina in poco più di due ore. Il collegamento ferroviario fra Calalzo di Cadore e Cortina d’Ampezzo sulla sede della vecchia linea del «Treno delle Dolomiti» potrebbe essere ripristinato al massimo in 10 anni. Interessanti le sue dichiarazioni: “La presentazione di oggi dimostra che per noi non è un sogno irrealizzabile – scrive il presidente della Regione Veneto –, che la Regione sta seriamente lavorando a questo progetto, che ci crede, anche in forza dell’intesa firmata con il Ministro delle infrastrutture e il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano a febbraio del 2016. Da allora non siamo stati fermi e oggi consegniamo alle valutazioni del territorio due ipotesi progettuali di tracciato, affinché sia scelta quella ritenuta più vantaggiosa per l’intero bellunese”.

Infatti la Regione Veneto dichiara di voler chiudere la fase di consultazione con il territorio entro fine settembre. Dal Comunicato stampa della Regione Veneto, emerge che tale progetto vada considerato nel quadro più ampio dei futuri collegamenti dolomitici, con passaggi verso l’Alto Adige e l’Austria, guardando alla Svizzera. Per quanto riguarda la prosecuzione del treno tra Cortina e la Val Pusteria, Zaia ha precisato che la progettazione di questo tratto è di competenza dell’Alto Adige, la quale Provincia dovrà scegliere se collegarsi a Cortina da Dobbiaco o da Brunico.

E la Provincia di Bolzano non resta certo a guardare, infatti già un anno fa, il 29 luglio 2016, è stato presentato dalla SAD, società che gestisce i trasporti ferroviari in Alto Adige, un progetto ancora più ambizioso che prevede un investimento complessivo di 1,6 miliardi di euro per collegare Bolzano con Cortina d’Ampezzo, attraversando l’altipiano dello Sciliar, la Val Gardena, la parte alta della Val Badia e Passo Falzarego per un percorso di circa 85 chilometri e una stima di oltre 6 milioni di passeggeri trasportati annualmente.

Ma ancora nel febbraio 2016, in sede di firma dell’intesa tra Veneto e Provincia di Bolzano, il Presidente Kompatscher guardava già in avanti: “Ora guardiamo al futuro con la prospettiva del collegamento transfrontaliero della Svizzera”, dichiarava alla stampa.

Insomma, mentre il Veneto e la Provincia di Bolzano corrono, volano, Trento sembra guardare dalla finestra, ferma ancora a pensare alle ceneri del progetto Metroland, o a interrogarsi su un possibile prolungamento della ferrovia Trento-Malè verso sud ad utilizzo urbano.

Cosa ne è stato degli impegni presi con la mozione approvata nel giugno 2014?

Avremmo potuto essere i pionieri della futura mobilità delle Dolomiti, grazie anche alla visione lungimirante dell’Associazione Transdolomites, che da anni promuove l’obiettivo di una ferrovia che colleghi Trento alla Valle di Fassa, passando per la Valle di Cembra e la Valle di Fiemme, ma con una visione che supera il singolo tracciato, con l’obiettivo appunto di collegare le Alpi, da Venezia alla Svizzera. Se vogliamo essere parte di questo, serve la volontà politica.

Già nel luglio 2013 Transdolomites portò in Consiglio provinciale una petizione popolare che vide l’adesione di circa 8.000 cittadini. Da novembre 2016 il lavoro dell’Associazione si è orientato a far prendere coscienza della questione ai Consigli Comunali delle Valli di Cembra, Fiemme e Fassa, ma anche alla città di Trento, assente ingiustificata dal dibattito sulla mobilità delle valli, come se non esistesse il pendolarismo da e per la città capoluogo. Alcuni Consigli comunali hanno già approvato documenti con le quali si stimola la Giunta provinciale a portare avanti gli obiettivi della mozione numero 38 del 12 giugno 2014, elaborando lo studio di fattibilità che si attende ormai da anni.

Nel 2013 si disse che trovandosi nella fase conclusiva della legislatura “l’aspetto tempo” avrebbe potuto rivelarsi penalizzante. Non si vorrebbe che l’avvicinarsi inesorabile del 2018 possa rivelarsi ulteriormente penalizzante.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. quando è previsto si porteranno a compimento gli impegni presi con la mozione numero 38 del 12 giugno 2014 “Interventi a sostegno dell’attività di studio e progettazione relativa alla realizzazione di una ferrovia delle Valli dell’Avisio”;
  2. qual è lo stadio di attuazione dello studio di fattibilità di una ferrovia che colleghi Trento con le valli dell’Avisio, approfondendone, tra l’altro, gli aspetti finanziari, così come previsto dalla mozione numero 38 del 2014;
  3. quali iniziative sono state assunte per il coinvolgimento nella redazione dello stesso delle istituzioni del territorio e delle associazioni di cittadini costituite per questo scopo, in particolare valorizzando l’attività di studio ed approfondimento realizzati in questi anni dall’associazione Transdolomites, così come previsto dalla mozione numero 38 del 2014.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata in data 26 luglio 2017, in attesa di risposta. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 4824/XV

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