Frutticoltori trentini beffati dalle compagnie assicurative dopo i danni da gelo e grandine?

Quella del 2017 è stata sicuramente un’annata da dimenticare per moltissimi agricoltori trentini che, a causa del maltempo (gelate tardive, grandine, vento…), hanno subito una riduzione parziale o, in alcuni casi, totale della produzione.

Nonostante la grande perdita, le peripezie di queste persone non erano destinate a finire con il maltempo. Infatti, soprattutto nelle ultime settimane, un folto gruppo di agricoltori della Valle di Non ha contattato il sottoscritto per denunciare una situazione che ha davvero dell’incredibile.

Tutte le storie che mi sono state raccontate hanno alcuni fattori in comune. Tutto parte con il verificarsi di una gelata primaverile nel periodo richiesto dalle compagnie per l’attivazione della polizza assicurativa già pagata (un periodo che può variare dai tre ai sei giorni e all’interno del quale gli agricoltori non hanno una copertura assicurativa). Gli agricoltori lamentano inoltre di non essere stati contattati dai periti quando invece ci sarebbe l’obbligo e che, a quanto sembra, avrebbero eseguito delle perizie a loro insaputa (ovviamente in loro assenza) e, a risultati ottenuti, li avrebbero contattati presentando una quantificazione del danno causato dal gelo tardivo volutamente esagerata così da non liquidare l’eventuale danno da grandine (che in seguito si è verificato).

Al momento, questi contadini si trovano quindi privi dell’indennizzo dovuto loro a causa del gelo (visto che la gelata tardiva si è verificata in un periodo dai tre ai sei giorni all’interno del quale agli agricoltori non è riconosciuta la copertura assicurativa pagata) e anche di quello dovuto loro a causa della grandine. Infatti il danno presentato dalle prime perizie dovute al gelo tardivo è tale per cui la produzione stimata dovrebbe essere minima o nulla e invece, visto che i frutti in molti casi sono presenti (e danneggiati dalla grandine), il danno stimato dalle nuove perizie è assolutamente inutile al fine di ottenere un indennizzo. Le intenzioni delle compagnie assicurative si sono rivelate poco sincere nel momento in cui alcuni agricoltori hanno provato ad alzare la voce: infatti a questi contadini è stata recapitata una proposta di indennizzo parziale, naturalmente rifiutata.

L’impressione generale che si è formata all’interno del gruppo di agricoltori è quella che le compagnie assicurative si siano riunite in un cartello in modo da risparmiare sulla pelle di chi non ha alcun mezzo per difendersi.

Il sottoscritto ritiene che tutto ciò non sia assolutamente giusto e degno di una Regione come il Trentino–Alto Adige, la quale dovrebbe fare di tutto per difendere una categoria di persone che scelgono di lavorare la terra e di investire sul proprio territorio.

Premesso quanto sopra si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. se la Provincia è a conoscenza delle anomalie segnalate da questi agricoltori;
  2. se la Provincia è a conoscenza del motivo per il quale per l’attivazione della polizza assicurativa è necessario attendere un periodo di tempo che può variare dai tre ai sei giorni;
  3. se la Provincia ha in serbo delle proposte per il risarcimento di questi agricoltori.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia – AGIRE per il Trentino

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 19 settembre 2017:

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 18 settembre 2017, in attesa di risposta. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 5059/XV

 

 

 

 

L’articolo su “Agenzia giornalistica Opinione”: Agricoltori trentini truffati dalle compagnie assicurative?

 

 

 

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