Interramento della ferrovia: sogno di una notte di mezza estate del Sindaco Andreatta?

Come candidato sindaco alle ultime elezioni comunali per la città di Trento avevo portato avanti l’idea di una città “normale”, senza manie di grandezza, dei piccoli passi fatti uno dopo l’altro. E’ più o meno dal 2001 che si sente parlare di un progetto che vedrebbe l’interramento della tratta cittadina della ferrovia. Ciclicamente, ovvero in prossimità delle tornate elettorali, il centrosinistra estrae il bastone con la carota per attrarre elettori proponendo futuribili progetti che in alcuni casi sono anche interessanti, magari utili, alcuni anche richiesti dalla cittadinanza, ma che poi si perdono man mano in qualche cassetto.

Buolevard, Nordus, Smart city… tutti nomi altisonanti di progetti evanescenti, che molto poco hanno dato di concreto agli abitanti di Trento e che invece molto piacciono al centrosinistra trentino e al sindaco Andreatta. Sono i frutti di una politica che ha il vizio di fantasticare, quando il momento richiederebbe più che mai di tenere i piedi ben saldi a terra.

Nel merito dell’argomento rispolverato dal sindaco Andreatta, c’è da evidenziare che il progetto di interramento è legato alla realizzazione del TAV nella tratta Verona-Monaco, quindi non riguarda solo la città di Trento, di sicuro non dipende dalle voglie estive del Sindaco, ma interessa un’infrastruttura ben più estesa. Agire per il Trentino guarda positivamente ad un eventuale interramento della tratta cittadina ferroviaria, ma con un pelo di realismo evita di utilizzare argomenti di interesse nazionale e transnazionale, quantomeno in attesa di poter analizzare l’intera opera ed il suo effettivo impatto sulla popolazione trentina.

Se con il dimezzamento dei costi l’interramento della ferrovia costerà “solo” 350 milioni e “non è più un sogno” per il primo cittadino, che ne è di tutte le altre opere cittadine, dalla bonifica dell’ex Sloi, alla sistemazione di Piazza Mostra e delle aree dismesse a Trento nord, alla funivia per il Monte Bondone?

Prima di pensare all’interramento della tratta cittadina, che poi non sarebbe totale ma solo parziale, sarebbe bene capire cosa accade su tutto il territorio della Provincia. Cosa ne sarà della mobilità sul nostro territorio tra 10, 15, 20 anni? Veneto e Provincia di Bolzano procedono spediti disegnando un futuro di mobilità su rotaia che colleghi le Dolomiti, mentre Trento, assente ingiustificata dal dibattito sulla mobilità delle valli, sembra guardare dalla finestra, come se il pendolarismo da e per la città non esistesse.

Agire per il Trentino auspica che il signor Sindaco possa esprimersi anche su questi temi, magari meno modaioli ma sicuramente più concreti, senza fermarsi a piangere sulle ceneri del progetto dell’archistar Bousquet, a ciò che fu di Metroland, o a interrogarsi sul progetto Nordus, il prolungamento della ferrovia Trento-Malè verso sud ad utilizzo urbano, giustificato da dati pompati per dimostrarne l’utilità.

La sensazione è che alla fine si stiano solo colmando le spoglie pagine dei quotidiani d’agosto, parlando di progetti che alla fine in pochi conoscono, dai costi indefiniti, lavori di cui si riparlerà forse nel 2030, quando i loro padrini politici saranno ben lontani nel momento in cui arriverà il conto da pagare.

Cons. Claudio Cia​

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 9 agosto 2017.

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