Mentana e quel “tarlo” dell’Autonomia. Se le singole Regioni sono più forti, anche lo Stato è più forte.

Per la serie “Errare è umano, perseverare è diabolico”, si torna ancora una volta sulla questione legata all’intervento del giornalista Enrico Mentana sull’Autonomia trentina.

Se nel suo intervento in piazza a Trento, sostenendo che «sarebbe ragionevole che l’autonomia l’avessero o tutte o nessuna», aveva lasciato intendere una visione dove l’Autonomia poteva essere una soluzione da applicare anche alle altre regioni, nel suo nuovo intervento sui social il conduttore televisivo sembra sgomberare ogni dubbio sulla sua visione negativa dell’Autonomia speciale, come “privilegio” immotivato che fa “crescere a scapito delle altre” alcune regioni.

Al dì la dei facili riferimenti agli sprechi siciliani, per i quali non può certo essere chiamato a rispondere il Trentino (anche perchè se si assumono 22 mila forestali la colpa non è “dell’autonomia”, ma semmai della gestione politica…), questa volta Mentana prosegue con domande che vorrebbero sembrare complesse, ma che lette da qui assumono un contenuto di faciloneria disarmante: “Perché ritorna nelle regioni a statuto speciale il 90% del gettito fiscale versato allo stato, molto più che nelle altre regioni?”, si chiede il giornalista. La risposta è quasi scolastica: perché con quella parte di gettito fiscale prodotto dal territorio e che “ritorna” sul territorio, la Provincia autonoma di Trento gestisce direttamente competenze e servizi che altrove vengono gestiti dallo Stato italiano. E lo Stato dovrebbe essere molto felice di questo, perché se dovesse occuparsi direttamente delle strade o della sanità tra le montagne trentine, tanto per fare due esempi “classici”, finirebbe per spendere di più a parità di qualità, ma più probabilmente investirebbe di meno sul territorio, con il risultato di trovarci con un territorio depresso in più.

Evidentemente questo Mentana lo sa già e non è su questo che vuole andare a parare, il suo tarlo è sull’origine dell’Autonomia: “condizioni storiche e convenienze politiche portarono la neonata repubblica italiana a concedere statuti speciali […] Ora tutto questo semplicemente non ha senso”. Ed è proprio su questa “concessione” che probabilmente partono i fraintendimenti, infatti l’autonomia, come noto, non è stata concessa o “elargita” grazie all’intercessione di De Gasperi, ma lo Stato italiano l’ha dovuta semplicemente “riconoscere” e attribuire, come un vero e proprio contratto alla pari. Questo si doveva per ripristinare alcune distorsioni storiche.

Ma Mentana saprà sicuramente anche questo, e strizzando l’occhio alla recente vicenda della Catalogna o alla questione di Kurdistan e Armenia, forse perde di vista che anche quassù c’è stata violenza, guerra, fame e povertà, superate proprio grazie all’autogoverno, e che il problema non è tanto nelle regioni che vede “crescere a scapito delle altre”, ma piuttosto in quelle che non crescono come le regioni autonome.

Ecco perchè alla fine di questa querelle, sarebbe bello arrivare ad una sintesi unanime che riconosca la potenzialità delle autonomie regionali, non certo viste come tramite per raggiungere intenti separatisti, ma come possibilità per valorizzare al meglio le caratteristiche tipiche di ogni territorio e favorire la responsabilità nell’utilizzo delle risorse.

Se le singole Regioni sono più forti, anche lo Stato è più forte, ed è anche in quest’ottica che vanno visti i prossimi referendum per l’Autonomia di Veneto e Lombardia.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 6 ottobre 2017:

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 5 ottobre 2017.

 

 

 

 

L’articolo su “Agenzia giornalistica Opinione”: Mentana – autonomia PAT, Cia: se le regioni sono forti, anche lo Stato è forte

 

 

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