Panizza ammette: oggi manca una forza in grado di garantire l’autonomia. Il Pd? Non è una garanzia.

Nella campagna acquisti del partito autonomista che sta portando al sodalizio con il consigliere di minoranza Walter Viola, facendo parlare apertamente di “Patt-Dc”, e che sta per inglobare anche l’Assessore Daldoss, chi vuole prendersi i “meriti” dell’operazione in corso è nientemeno che Franco Panizza. Il senatore e segretario del partito autonomista, spiega che con Viola e Daldoss il Patt «potrà diventare quella forza in grado di garantire l’autonomia che oggi al Trentino manca». E ancora: «Ora non ci sono più partiti nazionali che sono una garanzia di difesa dell’autonomia. Il Pd non è una garanzia.»

Ohibò, e tutte quelle presunte garanzie per la nostra autonomia, vantate ai tempi del referendum costituzionale di Renzi? Saranno contenti di queste considerazioni i sui compagni di coalizione del Partito democratico, dei quali ci saremmo dovuti fidare ciecamente qualche mese fa, ascoltando proprio gli autonomisti?

Ma Panizza non si limita a esplicitare l’inconsistenza raggiunta dal “suo” Patt, dichiarando l’incapacità di garantire per la nostra autonomia; trascinato dall’esaltazione rincara la dose, dichiarando che «Una volta c’erano Degasperi, Piccoli, Postal a garanzia del Trentino, ora dobbiamo pensarci noi». Non è chiaro se Panizza usi il “noi” come plurale maiestatis per alimentare il proprio ego, certo che dai messaggi lanciati emerge una certa contraddittorietà: prima spiega che oggi non ci sono forze in grado di garantire l’autonomia, poi dimentica di essere del partito “autonomista” e cade sul “faccio tutto io”. L’equazione a questo punto potrebbe portare a pensare che essendoci lui a Roma, se l’autonomia non è ritenuta sufficientemente garantita, il problema potrebbe essere proprio lui.

L’unica certezza del Patt del futuro è però la sua ricandidatura a senatore, e mette già le mani avanti sul collegio elettorale: «La Val di Non è nel collegio di Trento: l’ho rivendicato nel 2013 e lo farò di nuovo. E’ il mio territorio». E anche qui emerge una visione di un Trentino “medievale” con il signorotto di turno, che passa nel suo feudo circondato dai cortigiani, distaccato sempre più dalla realtà che lo circonda.

Ora si vedrà se nel “suo” territorio Panizza ci passa solo come comparsa o se ha ancora un minimo di percezione della realtà, perché per portare a termine lo schema del nuovo “Patt-Dc” sarà imprescindibile un secondo mandato di Ugo Rossi, e questo non sembrerebbe ben accetto né dai suoi compagni di coalizione, né dai trentini, stufi di essere considerati una riserva indiana col suo capo tribù.

​Cons. Claudio Cia​

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 22 novembre 2017, come commento all’articolo del quotidiano “l’Adige” dello steso giorno:

 

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Panizza ammette: oggi manca una forza in grado di garantire l’autonomia. Il Pd? Non è una garanzia.

 

 

 

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