Progetto Trentino e il ritorno della politica del camaleonte.

Ormai due anni fa parlavo della “politica del camaleonte”, simpatico animaletto noto per la sua capacità di mutare colore, un’immagine che in politica ben si presta a delineare quei soggetti che in vista delle elezioni cambiano il proprio abito per meglio adattarsi all’habitat più conveniente. All’epoca il mio riferimento era in risposta ad affermazioni del consigliere Viola, ora finalmente transitato ufficialmente nel PATT e criticato dai vertici del suo gruppo “Progetto Trentino”.

A solo un mese di distanza è lo stesso PT a dichiararsi disponibile a transitare nella maggioranza: «Vogliamo dare il nostro contributo, noi siamo disponibili se non creiamo disturbo», immaginandosi anche un inchino, l’immagine diventa completa. Se una scelta simile è comunque legittima, risulta in ogni caso incomprensibile, soprattutto alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal suo presidente Marino Simoni: «Abbiamo escluso alleanze con Lega, Fratelli d’Italia e Cia, noi non possiamo stare insieme a chi basa la propria azione politica sul populismo e la demagogia. Abbiamo sbagliato nel 2015 alle comunali a Trento».

Da queste dichiarazioni apprendiamo che l’unico punto fermo per PT è non allearsi con chi ha una collocazione politica ben chiara e non ambigua, tutto il resto è appetibile, purché tendente a sinistra. Stupisce anche l’accusa di “populismo e demagogia” da parte di chi è stato all’opposizione fino a ieri contro le politiche di Ugo Rossi, per poi finire a sostenerlo: siamo sicuri che non sia questa ambiguità, mascherata da paroloni in politichese che si ispirano al senso di responsabilità, ad allontanare la gente dal voto alimentando la disaffezione generale verso la politica?

Riguardo al commento sullo “sbaglio” alle comunali 2015 direi che non hanno sbagliato, i calcoli gli hanno fatti giusti, altrimenti non avrebbero fatto neanche un consigliere; dico inoltre che quando ho accettato di rappresentare il centrodestra unito alle elezioni comunali di Trento, come candidato sindaco per la città, io non scherzavo, ci ho creduto e con me anche tanti che con entusiasmo mi hanno sostenuto durante la campagna elettorale. Ora scopriamo invece che per “Progetto Trentino” è stato un incidente di percorso: quale credibilità può avere un soggetto politico che appare guidato più dagli opportunismi che dalle idee?

La lunga corsa verso le provinciali del 2018 è ormai iniziata e rattrista come certi movimenti, invece di affrontare con grinta e convinzione i reali problemi della gente, si concentrino invece sulla costruzione di equilibri politici entro i quali realizzare le proprie ambizioni di potere. Se PT era nato come alternativo al centrosinistra autonomista, oggi muta la propria natura, dimostrando una spiccata coerenza nel voler far parte ad ogni costo di un futuro governo.

Si dice spesso che “solo gli stupidi non cambiano opinione”, ma in politica è anche vero che alcuni lo fanno con una frequenza sospetta e sempre per proprio tornaconto. Personalmente, preferisco avere a che fare con chi cambia opinione il meno possibile, ed “Agire per il Trentino” è nato anche per contrastare queste ambiguità politiche: la nostra bussola non è taroccata e non rinneghiamo le nostre sensibilità. “Agire” si colloca fin dalla sua origine nel centrodestra, e nostri interlocutori naturali sono Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Non piaceremo a tutti, ma almeno tutti sanno chi siamo e dove siamo, perchè la vera alternativa al centrosinistra non può che iniziare con la chiarezza e la trasparenza verso chi ci guarda e ci ascolta.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 9 gennaio 2017:

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali l’8 gennaio 2018, in replica all’articolo del quotidiano “Trentino” dello stesso giorno:

 

 

 

 

L’articolo su “Secolo Trentino”: Progetto Trentino e il ritorno della politica del camaleonte.

 

 

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