Protonterapia: la Provincia diventa “procacciatrice” di pazienti?

Il centro di protonterapia rappresenta senza dubbio il modello di come un’opera pubblica non vada realizzata: prima si è costruita, in corsa si è pensato a come gestirla (costo preventivato di 500 mila euro al mese), successivamente si è incolpata Roma per il mancato inserimento nei LEA e ora che questo problema è stato superato la Provincia stanzia 270mila Euro nei prossimi tre anni per “procacciare” pazienti!

È un opera che pare risponda più all’ego e ad interessi di qualcuno, che non rispondono alla reale domanda, e che ora obbliga a raccattare pazienti da ogni dove trattati come logiche di “marketing” e considerati alla stregua di clienti disperati a cui proporre un prodotto/servizio da affibbiargli.

La vicenda del centro di protonterapia per la cura dei tumori era cominciata nel 2004 e all’euforia iniziale sono seguiti gli enormi costi dell’opera, 104 milioni il costo finale, e di gestione dello stesso, pari a 13,50 milioni all’anno per almeno 15 anni. Il Centro, entrato in funzione solo a fine 2014, conta oggi poco più di 300 pazienti trattati quando per poter raggiungere un equilibrio fra entrate ed uscite sarebbe necessario curarne almeno 700 all’anno.

E’ qui che si innesta il problema posto dalla mancanza di pazienti: il venir meno del gettito da parte del sistema sanitario nazionale carica dei costi la Provincia che per farvi fronte sacrifica altri servizi primari. Una situazione poco edificante, che si somma al sottoutilizzo della struttura e che toglie credibilità ad una Provincia autonoma che dovrebbe fare dell’arte del buon governo la sua ragione di esistere.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. se per questa iniziativa verrà indetto un bando o se il tutto sarà in capo all’Ufficio stampa dell’Apss e se è previsto l’impiego di personale in quiescenza e in tal caso indicare il nominativo o i nominativi;
  2. se, qualora fosse chiamato un altro soggetto per la gestione del “marketing” della protonterapia senza bando, può indicare la ragione sociale;
  3. se, dopo le dichiarazioni del Ministro Lorenzin, durante il festival dell’economia, dove annunciava l’imminente approvazione del tariffario, non fosse il caso, invece, di spingere affinché tale tariffario venga approvato il prima possibile onde evitare appunto lo sperpero di denaro pubblico.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 17 settembre 2017:

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata in data 17 settembre 2017, in attesa di risposta. l’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 5058/XV

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