Referendum sui licenziamenti Sait​​: una roulette russa che decreta il fallimento di politica e sindacati.​

Sono profondamente turbato dalla vicenda del referendum, che ha decretato il licenziamento di 80 lavoratori Sait (“esuberi” vengono ormai ormai freddamente chiamanti), con la ricollocazione entro due anni di 20 licenziati in altre cooperative.

Al di là della tragedia delle 60 persone che resteranno per strada, è semplicemente da criminali l’idea di usare un referendum per avallare i licenziamenti della gente. L’assemblea non si era neppure espressa, anzi, il clima era sfavorevole all’accordo, e allora ci si è inventati questo referendum, in modo tale che nel segreto dell’urna e nella paura generale ognuno cercasse di salvarsi, dividendo così i lavoratori.

E non mi si venga a dire che la differenza con i 116 esuberi prospettati inizialmente è stata “salvata”, perché se sono li è perché sono funzionali all’azienda, che evidentemente voleva solo l’avvallo da parte de sindacati. Una volta la sinistra avrebbe fatto le barricate per evitare questi licenziamenti, oggi addirittura trova gli escamotage per far votare i ​licenziamenti agli stessi lavoratori, con la complicità dei sindacati. Alla fine di questa grottesca vicenda, chi ne viene fuori anche bene sono ​addirittura ​i vertici Sait, rimasti dietro le quinte facendo da regia dell’operazione.

Questo referendum tra lavoratori, per farsi fuori a vicenda come in una roulette russa, decreta il fallimento di politica e sindacati, e la vittoria dell’arroganza, che si antepone ai valori della cooperazione che evidentemente non esistono più.

​Cons. Claudio Cia​

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 22 dicembre 2017:

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 21 dicembre 2017.

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Referendum sui licenziamenti Sait​​: una roulette russa che decreta il fallimento di politica e sindacati.​

 

 

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