Riforma dei giudici di pace: la Provincia di Trento sostenga la magistratura onoraria.

Il 10 luglio 2017 il Governo ha approvato il decreto legislativo di riforma della magistratura onoraria e dei giudici di pace fortemente voluta dal Ministro di Grazia e Giustizia. Fra i punti più importanti, vengono introdotti la riorganizzazione degli uffici dei giudici di pace, l’individuazione dei compiti e delle attività delegabili dal magistrato professionale al magistrato onorario e lo statuto unico della magistratura onoraria; questo in conformità alla legge n. 57 del 28 aprile 2016, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”.

Tuttavia, nonostante i buoni propositi, le richieste dei giudici di pace in gran parte non sono state accolte e a quanto dichiarato dall’Unagipa (Unione nazionale giudici di pace) non solo gli scioperi dei magistrati onorari proseguiranno (e più intensamente), ma verranno organizzate anche delle manifestazioni e addirittura delle impugnazioni ai decreti ministeriali attuativi della riforma Orlando. Non da ultimo, il caso in questione verrà perfino trattato il prossimo 22 novembre 2017 dinanzi al Parlamento Europeo.

È indubbio che la magistratura onoraria (suddivisa in Giudice di pace, Giudici onorari di Tribunale, Vice Procuratori onorari e Giudici ausiliari delle Corti d’Appello) rappresenti una parte fondamentale per la giustizia italiana, così come per la Provincia autonoma di Trento dove si rileva una presenza significativa e interessante dei magistrati in questione, per la precisione a Borgo Valsugana, Cavalese, Cles, Mezzolombardo, Pergine Valsugana, Riva del Garda, Rovereto, Tione di Trento e Trento.

Questa riforma anziché valorizzare tale categoria non fa altro che creare ulteriori problematiche che col tempo peggioreranno. Prima di tutto, con questa riforma non si rispettano minimamente le indicazioni di organismi importanti come il Consiglio di Stato, l’Unione Europea, l’Associazione Nazionale Magistrati e il Consiglio Superiore della Magistratura; inoltre, non si introducono tutele efficienti per quanto concerne ad esempio il trattamento economico, la stabilità lavorativa e i diritti fondamentali, come in materia di maternità o previdenza sociale. Alcune realtà territoriali hanno già mandato dei segnali, come le Regione Marche e la Regione Sardegna: sarebbe ora che anche la Provincia autonoma di Trento si esprima in merito.

Tutto ciò premesso, il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna la Giunta a:

attivarsi presso il Governo prima della seduta del Parlamento Europeo del 22 novembre 2017, affinché si promuova al più presto una rimodulazione della riforma della magistratura onoraria secondo i principi ed i dettami della Costituzione (in particolare gli articoli 35, 36, 37, 38 e 107) e dell’Unione Europea (raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa CM/Rec (2010)12 del 17 novembre 2010) in materia di indipendenza della magistratura e dei diritti del lavoro, tenendo doverosamente conto anche delle richieste dell’Unagipa in riferimento alla continuità lavorativa, retribuzione, previdenza sociale, infortuni e malattie professionali, maternità e diritti sociali.

Cons. Claudio Cia

 

Esito dell'iniziativa

 

Proposta di mozione depositata il 20 ottobre 2017, in attesa di discussione. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: mozione n. 622/XV

 

 

 

L’articolo su “Agenzia giornalistica Opinione”: Giudici di pace, Cia: mozione a tutela della Magistratura onoraria

 

 

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