Riforma del welfare anziani: buoni propositi, ma non calati nella realtà della nostra società.

La legge presentata come “riforma” del welfare anziani, che istituisce lo “spazio argento”, in realtà non è altro che un timido tentativo di creare un’unica regia dei servizi in capo alle Comunità di Valle, per affrontare le problematiche e i bisogni dei tanti anziani che rimangono nel loro domicilio, anzichè ricoverati in Rsa.

Anche se in sé la norma non è negativa, personalmente la considero poco promettente, non realista, perché non considera il contesto sociale a cui è destinata. Rimarrà lettera morta laddove l’anziano non può contare su un famigliare e su relazioni forti e stabili.

Nel 1971 in Trentino le famiglie unipersonali, ovvero famiglie con un solo componente, erano 19.993, nel 2011 erano 75.975 (+55.982) e oggi, nel solo capoluogo, rappresentano ormai il 40% del totale delle famiglie residenti.

Se si considera poi che a livello provinciale gli over 65 nel 2015 erano poco più di 111mila, mentre oggi sono otre 115mila e nel 2050 si prevede possano arrivare a 193mila, non è azzardato concludere che questa norma non è rispondente alle reali esigenze degli anziani in stato di bisogno. L’aumentata aspettativa di vita è sicuramente positiva, ma non possiamo negare che, non di rado, questa è accompagnata da solitudine, poli-patologie, perdita dell’autonomia, depressione, demenze degenerative (ad oggi tra i 6 e 8mila casi)… situazioni, queste, che determinano un aumento del costo della vita non facile da affrontare, ad esempio, per gli oltre 30mila anziani trentini che vivono con una pensione di appena 500 euro al mese.

Inoltre non possiamo sottovalutare il fenomeno degli espatri: 1689 trentini nel solo 2017, che lasciano il nostro territorio in cerca di lavoro o per studio (di questi il 49,6% sono donne, che si sa, sono quelle più propense a prendersi cura dei genitori anziani). Ci sono territori, come la Valsugana, la cui popolazione iscritta all’AIRE (Anagrafe degli Italiani all’Estero) è pari ad un terzo della popolazione residente: ad esempio se guardiamo a Roncegno Terme, la popolazione iscritta all’AIRE è di 1.204 unità a fronte di una popolazione residente di 2.885.

Dunque non illudiamoci, questa norma sarà funzionale a istituire l’ennesimo ufficio presso le Comunità di Valle, che spenderanno i 5 milioni racimolati negli utimi cinque anni con i ticket raccolti nei pronto soccorso degli ospedali trentini, per trattare il problema degli anziani come delle asettiche e spinose pratiche da evadere.

Cons. Claudio Cia

 

La lettera sul quotidiano “l’Adige” del 14 novembre 2017:

Esito dell'iniziativa

 

Lettera inviata ai media locali il 10 novembre 2017.

 

 

Il mio intervento completo in aula: intervento completo sulla riforma del welfare anziani

 

 

 

L’articolo su “Agenzia giornalistica Opinione”: Cia, riforma del welfare anziani: buoni propositi, ma non calati nella realtà

 

 

 

Allegati:

 

Le tabelle con i dati riportati sugli espatri:

 

 

 

 

 

La “riforma anziani” in schede sul sito di Trentino Salute: schede riforma anziani

 

 

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