SAIT: la Provincia tagli i ponti con chi adotta la “politica dello scarto”

Occupati del SAIT ulteriormente vessati dall’ansia e dal timore per il futuro delle loro famiglie e di loro stessi, vedendosi confinati nell’impotenza di fronte alla ormai certa conclusione del rapporto di lavoro con questa azienda.

È ormai chiaro a tutti che il SAIT ha sposato la politica dello scarto, dove persone e professionalità non vengono considerate come risorse, ma costi da abbattere, e lo fa esternalizzando servizi e mansioni. Così si possono usare le persone al bisogno, senza necessità di coinvolgerle nelle scelte aziendali, come avviene nella gestione del personale “ordinario”.

SAIT sta agendo come un’azienda che affronta la crisi in chiave squisitamente capitalistica, mentenendo però le agevolazioni fiscali riconosciute alle cooperative.

La politica non deve essere ambigua e deve saper gridare forte che l’attuale dirigenza SAIT ha tradito quei principi e quei valori che sono alternativi allo scopo del puro profitto, proprio delle imprese  capitalistiche.

Il suo Presidente ne è un esempio: mentre lui accumula incarichi e – si presume – i relativi compensi, i dipendenti che licenzia vengono privati della dignità e del sostentamento necessario al mantenimento delle loro famiglie. La Provincia non deve rendersi complice di questo comportamento, ma tagliare i ponti con chi toglie il pane ai nostri cittadini.

Cons. Claudio Cia

NB: si segnala che il mio primo comunicato sulla questione esuberi SAIT risale quasi ad un anno fa… segno che tanto si è parlato, ma molto poco di concreto è stato fatto in un anno per queste persone: 130 esuberi tra i dipendenti SAIT, ma nel mondo della cooperazione non c’è mai un responsabile

 

La lettera sul quotidiano “l’Adige” dell’11 ottobre 2017:

 

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 9 ottobre 2017.

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: SAIT, la Provincia tagli i ponti con chi adotta la “politica dello scarto”

 

 

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