Scandalo sanità: crolla il castello di carte dell’eccellenza trentina.

Sembra che anche il 2018 sarà un anno costellato di processi e scandali. L’ultimo, fresco di stampa, riguarda la nostra sanità, con perquisizioni presso l’APSS e intercettazioni. Si parla di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, ma anche corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, rivelazione di segreti, con gare pilotate per strumentazione e manutenzioni, ma anche mazzette per appalti: una terminologia finora estranea al vocabolario trentino.

Si dovrà certamente attendere il lavoro degli inquirenti, ma è impossibile non esprimere disgusto per questo ennesimo episodio fuori dai limiti della decenza. Pare stia crollando il castello di carte della tanto decantata “eccellenza” trentina, un castello di carte generato da decenni di governo di centrosinistra, in balia di ogni folata di vento come fosse una tempesta. Un sistema consolidato e ormai incancrenito, che ha impedito quell’alternanza tanto necessaria nelle istituzioni pubbliche per garantire un positivo ricambio e vigilanza nei vari uffici, all’ombra da troppi anni e ormai saturi di aria stantia. La nostra Provincia autonoma sempre meno sarà ricordata per la propria storia e rigore, bensì per la mancanza di etica morale. Una lacuna che sta portando i cittadini a sentirsi rappresentati più dalla magistratura che dalla politica.

Da anni si evidenziano questioni poco chiare, dal caso Trento Rise a rapporti poco chiari tra reti di società collegate all’Azienda sanitaria, o vere e proprie truffe all’interno della stessa con lacune nei sistemi di controllo, eppure in questi casi la Provincia fornisce sempre risposte incomplete, rassicuranti ed evasive, mirate a ovattare e silenziare ogni voce critica. A questo si aggiungono le nuove disposizioni, con le quali si censurano interrogazioni che rispetterebbero ogni norma e regolamento del Consiglio provinciale, oscurando nomi di dirigenti o cassandone parti intere, ma ormai sembra che ci sia paura solo a nominare alcuni argomenti, preferendo nascondere la testa sotto la sabbia.

Dalle opposizioni non può che partire una richiesta immediata al Presidente della Provincia Ugo Rossi, affinché faccia la massima chiarezza su questo scandalo. Questo non è un gioco: si sta parlando a chiare lettere di un vero e proprio sistema di stampo mafioso, come ebbi a dire alla finanziaria del 2017. Purtroppo sembra che avessi ragione, anche se all’epoca fui tacciato di eresia politica.

Si sperava che almeno la sanità fosse esente da certi scandali, dovendo occuparsi della prevenzione, cura e riabilitazione delle persone, e non della spartizione di risorse. Al comune cittadino che assiste a tutto questo, sembra ormai che più che una gestione pubblica fondata sul diritto, anche il Trentino sia diventato una terra governata dai “dritti”.

Cons. Claudio Cia – AGIRE per il Trentino

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 28 gennaio 2018:
L’articolo sul quotidiano “Corriere del Trentino” del 28 gennaio 2018:
L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 28 gennaio 2018:

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 27 gennaio 2018.

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Terremoto nella sanità Trentina: 7 indagati per corruzione, turbativa d’asta e associazione a delinquere.

 

 

L’articolo su “Agenzia giornalistica Opinione”: Cia: “Scandalo sanità:,crolla il castello di carte dell’eccellenza trentina.”

 

 

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*