Si rivedano i requisiti per il riconoscimento delle scuole di sci in provincia di Trento.

Premesso che, il riconoscimento delle scuole di sci in provincia di Trento è disciplinato dalla legge provinciale 23 agosto 1993, n. 20, concernente “Ordinamento della professione di guida alpina, di accompagnatore di media montagna e di maestro di sci nella provincia di Trento e modifiche alla legge provinciale 21 aprile 198, n. 7 (Disciplina delle linee funiviarie in servizio pubblico e delle piste da sci)” e dal relativo regolamento di esecuzione approvato con decreto del Presidente della Provincia 27 febbraio 2007, n. 3-83/Leg. In particolare, gli articoli 40, comma 1, e 40 bis, comma 1, lettera f), della legge provinciale n. 20 del 1993, individuano, rispettivamente, le scuole di sci come “organizzazioni alle quali fanno capo più maestri di sci, che esercitano stabilmente la loro professione nel territorio provinciale, allo scopo di svolgere in modo coordinato la loro attività e che presentano i requisiti previsti dal regolamento di esecuzione di questa legge”, e rinviano al regolamento di esecuzione per la definizione delle condizioni per il riconoscimento e la revoca del riconoscimento delle scuole di sci. Il decreto del Presidente della Provincia n. 3-83/Leg del 2007, nell’articolo 31, comma 1, ha quindi individuato i requisiti e le condizioni del riconoscimento, rinviando, a sua volta (comma 6 bis dell’articolo 31), ad una deliberazione della Giunta provinciale per la determinazione dei criteri e delle modalità per la presentazione della documentazione necessaria per la verifica, da parte delle strutture provinciali competenti, del rispetto dei requisiti e condizioni fissati.

Osservato, più nello specifico, che, la lettera a) del comma 1 dell’articolo 31 del citato regolamento di esecuzione, stabilisce, come requisito e condizione per il riconoscimento della scuola, l’“adesione da parte di maestri di sci in numero minimo di diciotto.” e, “al fine di garantire la necessaria continuità nel funzionamento dei servizi turistici”, che “i maestri costituenti l’organico minimo devono presentare una dichiarazione con la quale affermano di assumere l’impegno a prestare la loro opera presso la scuola per almeno sessanta giorni nel periodo di apertura invernale delle strutture ricettive della località turistica e di non aver assunto analogo impegno presso altra scuola”.

Rilevato pertanto che, i limiti attualmente in vigore risultano già essere molto selettivi, tanto da diventare addirittura insostenibili per le piccole scuole a seguito dell’adozione della deliberazione della Giunta provinciale 11 dicembre 2015, n. 2284, di attuazione del citato comma 6 bis dell’articolo 31 del regolamento di esecuzione, che stabilisce sia che “entro il 31 agosto di ogni anno le scuole di sci devono inviare al Servizio competente in materia di turismo una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, sottoscritta dal legale rappresentante, indicante – relativamente all’ultima stagione invernale, per i maestri costituenti l’organico minimo – i giorni o il volume di ore complessivo in cui i medesimi hanno prestato la loro opera in riferimento al periodo di apertura invernale delle strutture ricettive della località turistica ove la scuola di sci opera (art. 31 comma 1 lettera a) del regolamento di esecuzione della L.p 23 agosto 1993, n. 20)”, sia che la mancata presentazione di questa dichiarazione equivale a violazione dell’obbligo di comunicazione in capo alla scuola circa la perdita dei requisiti o delle condizioni previsti per il riconoscimento (articolo 31, comma 6, del regolamento di esecuzione).

Tutto ciò, porterà quindi, in maniera inevitabile, ad eliminare le piccole scuole di sci ad oggi esistenti sul territorio provinciale, permettendo solamente la prosecuzione di quelle che sono radicate ormai da tempo nelle località turistiche e che al loro interno possono vantare la presenza di un numero elevato di maestri di sci – tale da raggiungere il numero minimo di organico fissato (18 maestri) – e l’effettiva prestazione dell’opera dei medesimi maestri per un considerevole periodo (60 giorni) nel corso della stagione invernale.

Valutato pertanto che, stante la normativa ora vigente, l’assenza della citata dichiarazione di cui alla deliberazione giuntale n. 2284 del 2015 costituisce oggettivamente elemento per la revoca del riconoscimento della scuola di sci, si ritiene doveroso rilevare che il mancato raggiungimento del periodo di tempo richiesto di prestazione dell’opera (60 giorni), di frequente ormai, non sia dovuto alla volontà e disponibilità dei maestri di sci, ma sia piuttosto riconducibile a fattori che non posso essere predeterminati o programmati in anticipo, altalenanti e non influenzabili, quali la mancanza di innevamento, l’andamento del mercato turistico, il delicato momento dell’intera economia, che porta sempre meno turisti a frequentare le stazioni sciistiche e, a maggior ragione, ad avvalersi della scuola di sci. A fronte di ciò, risulta ancor più inopportuno determinare requisiti talmente stringenti da risultare soffocanti e irragionevolmente restrittivi per l’esercizio della libera concorrenza e per il motore dell’economia del turismo trentino.

Considerato altresì che, in provincia di Bolzano, la stessa materia è regolamentata dalla legge provinciale 19 febbraio 2001 n. 5, e che lì, a seguito dell’applicazione della direttiva (Bolkestein) 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, sono stati aboliti i limiti più restrittivi fissati in precedenza per l’autorizzazione all’esercizio delle scuole di sci, si chiede che anche in provincia di Trento vengano rivisti i requisiti e le condizioni stabiliti per il riconoscimento delle scuole di sci.

Visti gli articoli del disegno di legge 14 novembre 2016, n. 175 (Legge di stabilità provinciale 2017), ed in particolare le disposizioni del capo VI in materia di economia e salute, nonché del disegno di legge 14 novembre 2016, n. 174 (Legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2017), ed in particolare le disposizioni del capo VI in materia di turismo, lavoro e commercio,

il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna la Giunta a

  1. a rivedere, entro il 31 agosto 2016 o quantomeno in tempo utile per la prossima stagione invernale, i requisiti e le condizioni previsti dall’articolo31, comma 1, del regolamento di esecuzione della legge provinciale 23 agosto 1993, n. 20, di cui al decreto del Presidente della Provincia 27 febbraio 2007, n. 3-83/Leg (Approvazione del regolamento per l’esecuzione della legge provinciale 23 agosto 1993, provincia di Trento”), rendendo in particolare meno restrittivi i limiti di numero minimo di maestri di sci aderenti alla scuola e di giorni di prestazione d’opera nel periodo di apertura invernale;
  2. a rivedere, entro il 31 agosto 2016 o quantomeno in tempo utile per la prossima stagione invernale, altresì la deliberazione della Giunta provinciale 11 dicembre 2015, n. 2284, attuativa dell’articolo 31, comma 6 bis, del decreto del Presidente della Provincia n. 3-83/Leg del 2007, in particolare lì dove prevede la presentazione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante i giorni o il volume di ore in cui i maestri di sci costituenti l’organico minimo della scuola hanno prestato la loro opera nell’ultima stagione invernale (lettera b) del punto 1. del dispositivo;
  3. a predisporre, entro il 31 agosto 2016 o quantomeno in tempo utile per la prossima stagione invernale, una normativa e una disciplina analoga a quella vigente in provincia di Bolzano, dove, per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio della scuola di sci, non si richiede né un numero minimo di maestri di sci aderenti alla scuola né un numero minimo di giorni d’opera da prestare nel corso della stagione invernale.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Proposta di ordine del giorno n. 33 collegata al Disegno di Legge 14 novembre 2016, n. 176/XV (Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2017-2019): proposta ritirata come Odg in quanto è stata riproposta come mozione

 

 

 

L’iter sul sito del Consiglio provinciale: ordine del giorno 33

 

L’iter della mozione sul sito del Consiglio provinciale: proposta di mozione 526/XV

 

 

 

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