Il Sindaco di Pergine ​intimidisce gli Agenti della Polizia Locale dopo l’interrogazione provinciale?

Si porta all’attenzione del Consiglio provinciale una vicenda che riguarda direttamente il sottoscritto per fatti connessi all’adempimento del mandato e all’esercizio delle proprie funzioni consiliari.

Si sa, le informazioni volano ormai veloci grazie alla rete e una comunicazione partita da un Comune del Trentino difficilmente si può pensare rimanga all’interno dei confini dello stesso, tanto più se la stessa parte dal primo cittadino della città e se viene indirizzata ad una moltitudine di persone. Tale informativa, visti anche i contenuti “particolari” viene inoltrata, condivisa, e capita che arrivi anche a chi era senza saperlo oggetto di quel documento. Così sono venuto incidentalmente a conoscenza di una comunicazione decisamente inusuale inviata mediante indirizzo email istituzionale dal Sindaco di Pergine tramite la Segreteria del Corpo di Polizia locale dell’Alta Valsugana a tutti gli agenti di Polizia. Il contenuto della missiva sarebbe il seguente:

 

Inviato: venerdì 21 luglio 2017

Oggetto: Comunicazione del Sindaco

Buongiorno a tutti,

mi sento in dovere di intervenire a seguito delle ultime vicende interne al Corpo di Polizia Locale e per il mio carattere sarei molto più diretto ma cercherò di contenermi ed essere diplomatico riservandomi comunque di incontrarvi tutti durante il briefing per un sereno scambio di idee.

Posso capire la patetica interrogazione del consigliere provinciale CIA il cui unico obiettivo è utilizzare la pancia della gente per cercare una riconferma in consiglio provinciale e mantenere il suo lauto stipendio ma non capisco assolutamente quei pochi agenti di questo corpo di Polizia Locale che mettono in cattiva luce tutti i loro colleghi con iniziative quali ad esempio la questione “braghe”.

Mi limito a dire, come suggerito da qualcuno di voi, che prima di porre certe questioni nei confronti dell’opinione pubblica sia opportuno pensare come tutti noi, e mi ci metto anch’io almeno fino al 2020, siamo fortunati e privilegiati ad avere un lavoro sicuro e dignitoso. Un lavoro difficile e di grande responsabilità che evidentemente avete scelto di fare e che i cittadini apprezzano.

Ringrazio di cuore quelli di voi, e sono la stragrande maggioranza, che si sono dissociati sia con una comunicazione scritta o verbale e che tutti i giorni affrontano la giornata lavorativa con impegno e dedizione. Buon lavoro

Roberto Oss Emer

 

Ora, è noto che l’interrogazione è un semplice atto ispettivo che come Consigliere provinciale ho il diritto/dovere di portare avanti in seguito a qualunque tipo di segnalazione, con lo scopo di verificare e possibilmente correggere determinate disfunzioni nelle istituzioni provinciali.

Nel merito, l’interrogazione oggetto di contestazione, la numero 4795/XV del 17 luglio 2017, riguarda esclusivamente la difformità da quanto previsto dal Regolamento provinciale di acquisti effettuati dalla Polizia Locale Alta Valsugana: si intende capire quindi perché una legge provinciale non viene rispettata, fra l’altro senza alcun giudizio di tipo politico da parte dello scrivente.

L’interrogazione contestata non riguarda quindi la comodità, la qualità o il risparmio derivante dall’acquisto di un determinato capo per gli agenti di Polizia, questioni che se usate come giustificativo degli acquisti difformi rischierebbero comunque di aprire scenari abbastanza imprevedibili: immaginiamo infatti cosa potrebbe accadere se i cittadini di Pergine Valsugana decidessero di appellarsi alla comodità o al risparmio per parcheggiare fuori dagli appositi stalli, senza disco orario o in modo difforme al Codice della strada. Se invece si ritenesse il Regolamento provinciale non adeguato a garantire la comodità e la qualità necessaria agli operatori, allora ancor di più si confermerebbe la necessità dell’atto ispettivo per fare luce sul problema.

Oltre alle considerazioni nel merito dei contenuti “contestati”, è forse opportuno approfondire le discutibili modalità adottate da un primo cittadino per inviare comunicazioni al personale tramite mail istituzionale. Risparmiando le valutazioni sul linguaggio utilizzato e sulle considerazioni personali che già qualificano il mittente, cosa grave appare che lo stesso sembri voler intimidire gli agenti, quelli che “mettono in cattiva luce tutti i loro colleghi”, peraltro un’elaborazione del tutto personale del signor Sindaco, infatti nessuno risulta aver messo “in cattiva luce” chicchessia.

Prodigo di consigli, il primo cittadino suggerisce inoltre “che prima di porre certe questioni nei confronti dell’opinione pubblica sia opportuno pensare come tutti noi (…) siamo fortunati e privilegiati ad avere un lavoro sicuro e dignitoso”. Una frase che buttata lì senza altre spiegazioni non può che suonare come un bell’invito all’omertà, quasi un avvertimento per dire che chi non si allinea alle aspettative dei vertici rischia il posto, quel “lavoro sicuro e dignitoso” messo a rischio da chi osa “porre certe questioni nei confronti dell’opinione pubblica”.

Inoltre il signor Sindaco sembrerebbe voler sollecitare al personale una comunicazione scritta o verbale per “dissociarsi” dalla mia terribile iniziativa (cioè l’interrogazione consiliare), ulteriore metodo che gli permetterebbe di marchiare i fedelissimi, o i più proni, per distinguerli invece dai “dissidenti” interni, cioè chiunque non sia riverente allo stesso.

Alla luce di quanto sopra viene da chiedersi cosa possa suscitare tanta animosità nel primo cittadino di Pergine, tanto più che è noto e riportato dai media come tale Sindaco faccia parte dei cosiddetti “sindaci civici” che rivendicano un modello di governo più vicino ai cittadini, “del proporre civile”, responsabile, solidale, dialogante, non populista e che non parla alla pancia della gente (salvo poi utilizzare il tema del “lauto stipendio”, argomento che notoriamente è il cavallo di battaglia dei populisti DOC).

Una storia che pare frutto di arroganza e ignoranza istituzionale, che insegna come un primo cittadino non possa pretendere di essere rispettato dai suoi concittadini, quando è il primo che dimostra disprezzo verso le altre Istituzioni.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. se risulta confermato l’invio della comunicazione citata in premessa, tramite mail istituzionale dal Sindaco di Pergine, a tutti gli agenti della Polizia locale dell’Alta Valsugana;
  2. quanti soldi la Provincia stanzia per la Polizia locale dell’Alta Valsugana;
  3. in virtù di tale spesa, se la Provincia intende intervenire a tutela dell’autonomia professionale e libertà degli agenti messa in pericolo dall’azione portata avanti dal primo cittadino di Pergine e se non consideri censurabile il comportamento di stampo intimidatorio messo in atto utilizzando la propria funzione pubblica;
  4. se non ritenga importante ribadire che chiunque, anche gli agenti della Polizia Locale, hanno il diritto/dovere di segnalare nella massima libertà qualunque cosa ritengano opportuno, anche tramite i rappresentati eletti in Consiglio provinciale;
  5. anche alla luce di quanto descritto in premessa, se non ritenga opportuno avviare un percorso di riforma della Poliza Locale, affinché si arrivi ad un corpo unico di Polizia a valenza Provinciale, sganciato quindi dalle logiche localistiche, anche in un’ottica di maggiore efficienza e risparmio;
  6. quale garanzia può dare sul rispetto della cosiddetta “insindacabilità”, in base alla quale i consiglieri provinciali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse nell’esercizio del loro mandato, per garantire che ogni decisione consiliare sia liberamente adottata in condizioni di reale autonomia, in piena indipendenza da ogni azione o comportamento, interno ed esterno, che possa metterla in pericolo, quando poi si trovano primi cittadini che sembrano voler aizzare il Corpo di Polizia locale contro chi ha esercitato un proprio diritto/dovere?
  7. se anche il Presidente della Giunta provinciale ritiene “patetica” l’interrogazione 4795/XV, ed eventualmente in quali parti.
  8. considerato che l’interrogazione provinciale non è indirizzata alla “pancia” di nessuno, bensì al massimo organismo di rappresentanza di questa Provincia, si chiede se i Sindaci e Comandanti dei Corpi di Polizia locale siano informati del fatto che i consiglieri provinciali hanno tra le funzioni conferitegli anche il diritto/dovere di presentare interrogazioni, e nel caso, se non fosse opportuno ragguagliarli con una informativa specifica con allegato Statuto speciale e Regolamento interno del Consiglio provinciale.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 30 luglio 2017:

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata in data 24 luglio 2017, in attesa di risposta. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 4812/XV

 

 

 

L’e-mail del Sindaco…

 

 

 

 

L’articolo su “Il Dolomiti”: Pergine, dopo la “fuga di notizie” il sindaco scrive ai suoi agenti: “Non capisco chi mette in cattiva luce i suoi colleghi. Ricordatevi che abbiamo tutti un lavoro sicuro e dignitoso”

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Il Sindaco di Pergine ​intimidisce gli Agenti della Polizia Locale dopo l’interrogazione provinciale? Cia chiede spiegazioni alla Giunta

 

 

L’articolo su “Agenzia giornalistica Opinione”: Polizia Locale Alta Valsugana, Cia: il sindaco di Pergine intimidisce gli agenti?

 

 

La vignetta di Domenico La Cava su “La Voce del Trentino”:

 

 

 

 

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