Speed check: profili di rilevanza contabile del progetto di sicurezza stradale “NoiSicuri”?

Con determinazione n. 12 dd. 10.08.2012 del Dirigente del Corpo Intercomunale della Polizia Locale del Comune di Pergine Valsugana, allora era Savio Raffaello Gonzo, avente ad oggetto “Progetto sicurezza stradale NOISICURI – nolo dissuasori di velocità Velo OK. Affido alla ditta Plus Service Srl, di Padova, per un importo complessivo di €.3.751,00”, il Comune di Pergine Valsugana affidava alla Plus Service Srl., l’esecuzione della prima fase del “progetto Noisicuri” che, secondo l’offerta presentata dalla medesima ditta ed assunta a prot. n. 27446 del 02/08/2012, prevedeva il noleggio e l’installazione per un periodo sperimentale di due mesi di n. 8 dissuasori della velocità denominati “Velo OK”, per un importo complessivo forfettario di €. 3.751,00 (IVA compresa);

Nelle premesse di tale determinazione veniva altresì espressamente previsto che le apparecchiature per la rilevazione della velocità sarebbero state gestite dalla Polizia Locale, compresa la loro installazione all’interno dei dissuasori. Il cosi detto periodo sperimentale che avrebbe dovuto consentire di verificare al meglio la validità e l’efficacia del sistema, comprendeva:

  • analisi del territorio e definizione progetto;
  • monitoraggio e analisi preventiva del traffico e della velocità;
  • conferenza stampa di presentazione del progetto (per descrivere correttamente il progetto);
  • campagna divulgazione del progetto (per sottolineare l’aspetto preventivo del progetto ed informare la cittadinanza);
  • fornitura ed installazione dei dissuasori;
  • monitoraggio ed analisi successiva del traffico e delle velocità (dati che raffrontati con il primo monitoraggio daranno un dato oggettivo dell’efficacia del sistema);
  • conferenza informativa rivolta ai cittadini con la presentazione dei risultati;
  • attivazione dell’attività di rilevazione delle infrazioni;
  • servizio spostamento cabine nei siti alternativi eventualmente predisposti.

Terminato il periodo di sperimentazione, in base all’offerta assunta a prot. n. 27446 del 02/08/2012, l’Amministrazione avrebbe avuto la possibilità di restituire i dissuasori alla ditta fornitrice o, in alternativa, riscattare i dissuasori con l’abbuono di quanto già corrisposto per la sperimentazione, al prezzo di € 9.000,00 o, ancora, passare ad un’ulteriore fase del progetto.

Sennonché, fin dal giorno in cui i dissuasori “Velo OK” venivano consegnati al Corpo di Polizia Locale del Comune di Pergine Valsugana, gli agenti incaricati della loro installazione ed utilizzo dovevano constatare che sarebbe stato impossibile collocare l’apparecchiatura per la rilevazione delle infrazioni (autovelox) all’interno degli stessi, in quanto la larghezza degli autovelox in dotazione alla Polizia Locale [1] (49 cm) era superiore a quella dei dissuasori (47 cm): non potevano dunque essere realizzate le attività più importanti previste dalla determinazione per il cosi detto periodo sperimentale.

Circa quattro mesi più tardi, tuttavia, nonostante pare non fosse mai stato inserito dalla Polizia Locale alcun rilevatore all’interno dei dissuasori, al fine di monitorare il numero di veicoli transitanti e le velocità medie, non essendoci dunque alcun riscontro oggettivo sulla loro reale efficacia, il Dirigente della Direzione Servizi alla Città e al Territorio, Loris Moar, vista e valutata congrua l’offerta della ditta Plus Service Srl di data 2 agosto 2012, dato atto che “così come esposto nella riunione rivolta alla cittadinanza tenuta dal Comandante Savio Raffaello Gonzo in data 21 dicembre 2012, l’esito della fase sperimentale è giudicato positivo, ricevute indicazioni dal Corpo Intercomunale di Polizia Locale di procedere, per competenza, al riscatto a titolo definitivo dei dissuasori, con determinazione n. 10 dd. 28/01/2013 disponeva di affidare alla ditta Plus Service Srl la fornitura a riscatto degli otto dissuasori già installati, per un importo complessivo forfettario di € 9.000,00, oltre ad IVA 21%, per complessivi € 10.890,00.

Considerata l’impossibilità di collocare l’apparecchiatura per la rilevazione delle infrazioni (autovelox) in dotazione alla Polizia Locale all’interno dei dissuasori “Velo OK”, il Vice Comandante del Corpo Intercomunale di Polizia Locale del Comune di Pergine Valsugana, Andrea Tabarelli, con determinazione n. 20 dd. 18/07/2013, disponeva di affidare alla ditta SIPA S.r.l. la fornitura di una cabina “Kit Velo OK” modello dispositivo “TruCAM”, posizionabili sui dissuasori a cabina “Velo OK”, secondo l’offerta registrata al prot. n. 25041/2013 e per un importo complessivo di €. 2.153,80 (IVA compresa). Tali cabine, grazie alla maggior capacità delle sedi di alloggiamento predisposte per il posizionamento delle apparecchiature autovelox, avrebbero consentito la collocazione al proprio interno di dette apparecchiature altrimenti impossibile attraverso l’utilizzo della sola strumentazione originariamente acquistata (dissuasori “Velo OK”), non compatibile con gli autovelox in dotazione della Polizia Locale per le ragioni esposte in precedenza (dimensioni non sufficienti del vano destinato ad accogliere l’autovelox).

In seguito all’acquisto di una cabina “Kit Velo Ok” – modello dispositivo TruCAM da montare ogni volta sul “Velo Ok” che si intende utilizzare, il neo Comandante della Polizia Locale del Comune di Pergine Valsugana pare si sia accorto altresì del fatto che le apparecchiature per la rilevazione delle infrazioni (autovelox) erano obsolete o addirittura guaste e pertanto inutilizzabili. Per far fronte a tale problema il Comandante decideva allora di chiedere in prestito la strumentazione per la rilevazione della velocità (TruCAM) in dotazione al Corpo Intercomunale di Polizia Locale Bassa Valsugana. Il comandante del Corpo Bassa Valsugana acconsentiva a tale prestito, parrebbe però a condizione che l’apparecchiatura venisse utilizzata soltanto dal personale del Corpo di Polizia Locale Bassa Valsugana appositamente preparato e che il controllo delle infrazioni venisse svolto compatibilmente con gli orari di servizio dell’agente della Bassa Valsugana preposto. Come corrispettivo del prestito, risulterebbe essere stato chiesto che gli agenti del Corpo Alta Valsugana si recassero (con mezzi del Corpo) nel territorio della Bassa Valsugana a svolgere controlli sulla statale degli automezzi pesanti.

Allo scopo dunque di reperire un dispositivo finalmente utilizzabile all’interno dei dissuasori “Velo Ok” (così come modificati a seguito dell’installazione delle cabine “Kit Velo Ok”) si sarebbe contravvenuto all’obbligo, ribadito in tutte le determine del progetto “NOISICURI”, che il controllo venisse effettuato esclusivamente dagli agenti del Corpo della Polizia Locale del Comune di Pergine Valsugana con attrezzature in dotazione dello stesso, parrebbe dando luogo peraltro ad ulteriori e non preventivati oneri economici per l’Amministrazione. Tale soluzione si mostrava in ogni caso del tutto insoddisfacente, posto che i controlli effettivamente svolti con lo strumento in dotazione al Corpo di Polizia Locale Bassa Valsugana si riducevano ad un paio nell’arco di alcuni mesi e che in occasione degli stessi venivano rilevate soltanto tre infrazioni!

Pur a fronte di tali risultati a dir poco fallimentari, nel mese di novembre del 2013, con determinazione n. 158 del Dirigente della Direzione Servizi alla Citta’ e al Territorio, Loris Moar, il Comune di Pergine Valsugana disponeva l’acquisto di altri 4 dissuasori da posizionare sulle strade di alcune frazioni di Pergine, con un ulteriore esborso di 4.928,80 euro.

Con nuova determinazione del Vicecomandante del Corpo Intercomunale di Polizia Locale (la n. 28 dd. 19.11.2013) si provvedeva infine a porre rimedio alle notevoli difficoltà logistiche causate dal sopradescritto accordo con la Polizia Locale della Bassa Valsugana, acquistando un misuratore di velocità tele laser TruCAM con fotocamera digitale al prezzo complessivo di euro 14.637,56.

Verso la fine di gennaio 2014 gli agenti incaricati di svolgere i controlli velocità con i “Velo ok”, scrivono al comandante per concordare un incontro, per decidere di un eventuale spostamento dei “Velo ok”, in quanto, sin dall’inizio era chiaramente emerso il fatto che, i “Velo ok” erano stati collocati in posizioni in cui non è possibile svolgere controlli della velocità a prescindere dalle apparecchiature collocate al loro interno. Essi infatti sono stati collocati in luoghi o posizioni in cui non possono materialmente funzionare: in curva, presso un intersezione o un dosso, o ancora coperti da lampioni o altri ostacoli. Il Comandante Tabarelli si sarebbe mostrato favorevole a tale incontro che però alla fine non si è mai svolto ed i “Velo ok” sono rimasti nelle loro posizioni inutilizzabili.

Il 05 marzo 2014 il comandante ordina agli agenti di svolgere un controllo per comprendere quali “Velo ok”, nelle posizioni attuali, possano essere utilizzati per il controllo della velocità (ordine di servizio del 05/03/14). Gli agenti svolgono il controllo e mettono per iscritto i risultati. Si precisa che viene verificata la posizione soltanto di alcuni “Velo ok”, degli altri a tutt’oggi non parrebbe essere più stata fatta nessuna verifica. Nonostante tutto ciò i “Velo ok” non vengono spostati ed anzi il Comandante, probabilmente accortosi della loro infelice posizione, da ordine di svolgere controlli della velocità senza più utilizzare i “Velo ok” (come si evince da ordine di servizio del 02/04/2014).

Nell’ambito del progetto di sicurezza stradale “NOISICURI” varato dal Corpo Intercomunale di Polizia Locale Alta Valsugana sono stati dunque sino ad oggi installati sul territorio comunale di Pergine Valsugana e lungo le strade provinciali nelle frazioni di Madrano, Ischia, Nogarè e Canezza 12 dissuasori di velocità “Velo OK”. Altri 3 sono stati acquistati dal comune di Tenna e collocati in via Variante.

Si tratta di dispositivi che, come più volte chiarito dal Ministero dei Trasporti (si vedano in particolare le circolari del 24 luglio 2012 e del 30 settembre 2013) “non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal Nuovo Codice della Strada (Dlgs n. 285/1992) e dal connesso Regolamento di Esecuzione e di Attuazione (DPR n. 495/1992), e dunque per essi non risulta concessa alcuna omologazione ovvero approvazione, ai sensi dell’art. 45 c. 6 del Codice e dell’art. 192 c. 2 ovvero c. 3 del Regolamento”. Sempre secondo il Ministero “l’eventuale impiego come componenti della segnaletica non può essere autorizzato in quanto i manufatti non sono riconducibili ad alcuna delle fattispecie previste dal vigente Regolamento” e, addirittura, “nel caso d’installazione a bordo strada, deve essere valutata la possibilità che tali manufatti possano costituire ostacoli, ancorché posti al di fuori della carreggiata, e la conseguente opportunità di proteggerli adeguatamente ai sensi della vigente normativa in materia di dispostivi di ritenuta”.

Si tratta dunque di dispositivi non a norma e perfino pericolosi. Già sotto tale profilo l’utilizzo di denaro pubblico per il loro acquisto potrebbe configurare gli estremi del danno erariale, in quanto la relativa somma sarebbe stata sottratta alla destinazione di altri fini istituzionali dell’ente, restando così disancorata dal perseguimento dell’interesse pubblico.

A ciò si aggiunga che, a prescindere da ogni considerazione in ordine alla loro non omologabilità e pericolosità, le modalità d’installazione e di utilizzo dei dissuasori acquistati dal Comune di Pergine Valsugana sembrano essere risultate tali da vanificare del tutto, almeno nella maggior parte dei casi, ogni possibilità di legittima rilevazione della velocità dei veicoli.

Occorre infatti precisare che qualora, come nel caso di specie, negli stessi venga inserito il modello d’autovelox “TruCAM”, la rilevazione della velocità avviene fotografando la parte posteriore del veicolo nella corsia di marcia sul lato di strada ove è posizionato il contenitore, allorquando il veicolo stesso, superato lo strumento, si trova ad almeno 15 metri da esso. Per un utilizzo ottimale sono dunque necessari dai 40 ai 60 metri di strada rettilinea, con nullo o modesto dislivello, senza ostacoli o intersezioni dopo lo strumento nella direzione di marcia dei veicoli. Ebbene, dei dodici dispositivi installati, ben 7 risulterebbero del tutto inutilizzabili. Dei tre installati a Tenna, tutti risulterebbero inutilizzabili.

In particolare, quello di via Spolverine risulta posizionato a breve distanza da intersezione e la presenza di un lampione rende impossibile per l’autovelox inquadrare i veicoli di passaggio; altri tre sono posizionati in corrispondenza di intersezioni (quella tra via Lagorai e via del Mani, quella tra via Padova e via Cismon e quelli tra via Rosmini); quelli installati in via Padova (in corrispondenza del civico n. 2) ed in via Regensburger sono posizionati su un tratto di strada curvilineo (il primo con un lampione ad ostacolare il raggio d’azione dell’autovelox ed il secondo nei pressi dell’intersezione con via Montesi); quello installato in loc. Ischia è posizionato su un tratto di strada curvilineo ed in dislivello.

Dei rimanenti 5 dispositivi, solo uno (quello posizionato in via Rosmini in corrispondenza del civico n. 19/A) risulterebbe utilizzabile, mentre gli altri risulterebbero installati in posizioni che, pur non rendendoli materialmente inutilizzabili, destano notevoli perplessità in ordine alla validità di eventuali rilevazioni di infrazioni (essendo quello di Canezza installato su strada in dislivello, quello di Madrano su strada ove è in vigore limite di 30 km/h in assenza di idonea segnaletica, quello di Nogarè in prossimità di intersezione e con strada in dislivello e quello di via Dolomiti in prossimità di tratto curvilineo). Quelli installati a Tenna si trovano: due su un dosso ed uno su un tratto rettilineo, ma troppo fuori dalla carreggiata per poter rilevare la velocità.

In definitiva, sono stati spesi ben 16.794 Euro (esclusi i dispositivi installati dal Comune di Tenna) per l’acquisto di dodici dissuasori rimasti in gran parte del tutto inutilizzati.

Le determinazioni di cui in premessa sembrerebbero essere state emesse senza prestare la benché minima attenzione nella gestione del denaro pubblico, posto che dapprima sono stati acquistati dei dissuasori del tutto incompatibili con i dispositivi autovelox in dotazione al Corpo di Polizia locale e poi sono stati spesi ulteriori 2.153,80 euro per l’acquisto di un dissuasore mobile rimasto comunque inutilizzato fino all’acquisto di un nuovo autovelox in sostituzione di quelli in dotazione, risultati obsoleti o addirittura guasti.

La stessa situazione parrebbe permanere anche al giorno d’oggi (2017) e anzi pare si sia addirittura aggravata in quanto il dissuasore mobile risulterebbe rotto e pertanto non possono più essere effettuati controlli velocità neppure con quest’ultimo. E pare che l’autovelox venga collocato esternamente e davanti al dissuasore “Velo ok”: in caso di accertamento di violazioni queste indicherebbero come luogo della violazione, proprio l’esatta posizione del “Velo ok”, in maniera tale da sembrare che quest’ultimo sia stato effettivamente utilizzato anche se, in realtà l’accertamento delle violazioni avviene sì in quel preciso luogo, ma l’apparecchiatura è posizionata appena fuori.

Almeno fino alla determinazione del 19.11.2013, con cui è stato deliberato l’acquisto dell’autovelox TRUCAM (e dunque per più di un anno dall’avvio del progetto “NOISICURI”), i dissuasori sono rimasti del tutto inutilizzati, cosa che potrebbe configurare un danno erariale (è nota la giurisprudenza della Corte dei Conti, secondo cui sussiste danno erariale anche “in caso di acquisto di attrezzatura che, contrariamente alle conclamate motivazioni di soddisfacimento di urgenti esigenze, sia rimasta inutilizzata per un determinato periodo, con la conseguenza che, pur se il bene è entrato nel patrimonio dell’ente, denaro pubblico di rilevante importo è stato impiegato senza una iniziale contropartita di utilità, sicché la somma occorsa, per un lasso di tempo è stata sottratta alla destinazione di altri fini istituzionali dell’ente, in tal modo restando disancorata dal perseguimento dell’interesse pubblico; Corte dei Conti, Sez. II, 14.04.1997).

Appare in conclusione meritevole di verifica da parte della Provincia la situazione sopra descritta che ha visto le deliberazioni di una spesa non indifferente per l’esecuzione di una prima fase di prova dei dissuasori di velocità, che parrebbero essere state assunte senza nemmeno preoccuparsi di verificare che gli stessi dissuasori fossero compatibili con gli apparecchi autovelox in dotazione al proprio Corpo di Polizia Locale, disponendone ddirittura l’acquisto, apparentemente del tutto incuranti del totale insuccesso della fase sperimentale (realizzata peraltro soltanto in minima parte) e apparentemente consapevoli della necessità di affrontare nuovi, consistenti e non preventivati costi a carico dell’amministrazione per poterne consentire un effettivo utilizzo (sia pur del tutto occasionale e di dubbia legittimità).

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  • se è a conoscenza di come è stato portato avanti il progetto di sicurezza stradale “NOISICURI” da parte di amministratori e dirigenti preposti e che ha interessato anche strade provinciali;
  • se esistono direttive provinciali che disciplinano l’uso e la distribuzione degli “Speed Check” sulle strade del Trentino;
  • se è possibile sapere quanti “Speed Check” fissi sono stati dislocati sull’intero territorio provinciale, quanti di questi effettivamente sono efficienti ed utilizzati per il controllo della velocità e quanti invece sono installati al solo scopo di deterrenza;
  • se gli “Speed Check” sono stati acquistati da ditte diverse o da un unico fornitore e in tal caso indicarne la ragione sociale dello stesso;
  • se, oggettivamente sono dimostrabili risultati di aumento della sicurezza stradale e diminuzione della velocità dei veicoli a seguito del ricorso dei “Speed Check” fissi;
  • se sono a disposizione i dati relativi alle sanzioni comminate con l’uso dei “Speed Check” installati, quante invece con l’uso dei “Speed Check” mobili e, infine, quante con il semplice uso dell’autovelox posizionato a ridosso della gabina “Speed Check” fissa;
  • come si giustifica l’acquisto e il posizionamento di “Speed Check” fissi viste le direttive che impongono un loro uso effettivo e non dissuasivo?

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

 

[1] L’autovelox in dotazione alla Polizia Locale è il Sodi scientifica, modello 104/C-2, numero di serie 918368 (rilevatore) e 905455 (elaboratore/analizzatore), data di ultima taratura 27/12/2010, data di scadenza taratura 26/12/2011, omologazione Ministero dei Trasporti Prot. 1123 16 05 2005. Si tratta di un’apparecchiatura acquistata probabilmente prima del 1997: è estremamente ingombrante, oltre per la larghezza del rilevatore (49 cm.), per le innumerevoli altre parti di cui è composta, e, non essendo stata revisionata, non risulterebbe poter essere legittimamente utilizzata per l’attività di accertamento delle violazioni.

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 6 agosto 2017, in attesa di risposta.

 

 

 

Gli articoli sulla stampa locale: Speed check inutulizzabili, il pasticcio delle “scatole” arancio per autovelox

 

 

 

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