Un centro di recupero anche per i piccoli animali selvatici non cacciabili

Nel territorio della Provincia di Trento esistono due centri per il recupero della fauna selvatica, istituiti dalla Provincia Autonoma nell’ambito delle attività previste dalla legge provinciale n.24 del 1991, che dispone che la fauna selvatica ammalata o ferita venga re-introdotta nel proprio habitat naturale previa riabilitazione e cura.

Nello specifico si tratta del Centro Recupero Avifauna Selvatica, affidato alla gestione della Lipu e nel quale ogni anno vengono ricoverate e curate diverse centinaia di uccelli selvatici in difficoltà, e il Centro Fauna Alpina del Casteller gestito dall’Associazione cacciatori, che accoglie specie cacciabili.

Per quanto riguarda le altre specie, in particolare piccoli mammiferi non cacciabili (fra questi a titolo d’esempio si ricordano ricci, scoiattoli, ghiri, pipistrelli…), un punto di riferimento esiste solo formalmente. Si tratta di specie protette dalla legge nazionale n.157 dell’11 febbraio 1992 che delega alle regioni “norme in ordine al soccorso, alla detenzione temporanea e alla successiva liberazione di fauna selvatica in difficoltà” e che la Provincia di Trento è chiamata a far rispettare. Non è consentita infatti la detenzione di alcun esemplare di fauna selvatica senza una specifica autorizzazione del Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma.

Per soccorrere un animale ferito è essenziale agire tempestivamente e correttamente, evitando iniziative personali, spesso fatali per la sopravvivenza di qualsiasi esemplare selvatico.

Il cittadino che si trovasse nella situazione di prestare soccorso a un piccolo mammifero protetto si rende però conto di dover affrontare non poche difficoltà. I due centri di recupero citati in premessa assistono infatti uno gli uccelli selvatici e l’altro le specie cacciabili, ognuno quindi con determinate competenze e strutture e soprattutto con specifiche autorizzazioni, e non è chiaro a chi affidare le cure di piccoli mammiferi protetti, quelli per capirsi “non cacciabili”.

Tutto ciò premesso, il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna la Giunta:

a creare le condizioni affinché sia reso operativo quanto prima un centro di recupero atto ad ospitare piccoli mammiferi protetti non cacciabili, per attuare in maniera completa la legge 157/1992, cosicché i cittadini possano affidare gli animali soccorsi ad un centro di recupero con la certezza che verranno accuditi con l’obiettivo di reintrodurli nel loro ambiente naturale.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Proposta di mozione presentata il 14 marzo 2017, in attesa di discussione. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: proposta di mozione n. 556/XV

 

 

Sullo stesso argomento e con uguale premessa ho presentato anche un’interrogazione: Piccoli animali selvatici: manca un centro per curarli?

 

 

 

L’articolo su “Agenzia giornalistica Opinione”: Piccoli animali selvatici: manca un centro per curarli?

 

 

 

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