130 esuberi tra i dipendenti Sait: ma nel mondo della cooperazione non c’è mai un responsabile.

130 è il numero degli esuberi annunciati dal presidente del Sait Renato Dalpalù e dal direttore Luca Picciarelli, in seguito all’approvazione del piano di “ristrutturazione aziendale” da parte del CdA.

130 dipendenti sui 400 che lavorano nella sede centrale, un taglio quindi superiore al 30%, tutti impiegati e magazzinieri. Un vero e proprio “tributo in esseri umani” che la presidenza ha portato al CdA, in mancanza della capacità di produrre valide alternative commerciali di rilancio. A fronte di tali numeri i dettagli dell’operazione sono stati scarni e non è noto l’obiettivo finale che si vuole raggiungere. Dei 130 esuberi annunciati pare che saranno pochi quelli che potranno andare in pensione, quindi è presumibile che la maggior parte di questi lavoratori finirà in mobilità o in cassa integrazione a zero ore.

Il Presidente del consorzio delle cooperative di consumo trentine Dalpalù ha dato una spiegazione: «Si doveva agire sui costi della struttura centrale che, inevitabilmente si ripercuotono sul prezzo dei prodotti. Il costo del lavoro incide per due terzi sul costo della struttura. Per questo ci siamo presi la responsabilità».

Eppure era solo maggio 2016 quando la situazione del SAIT veniva presenta con toni decisamente positivi: «Bene la gestione caratteristica, risultato migliorato rispetto al 2014, con un utile della gestione ordinaria che sfiora i 2 milioni. Dimezzato l’indebitamento. L’impegno del nuovo direttore Luca Picciarelli per il rilancio commerciale. Tre capisaldi: qualità, convenienza, accoglienza nei punti vendita. “Riallineati” i beni immobiliari alle valutazioni di mercato. Renato Dalpalù: consegno ai soci un consorzio ristrutturato finanziariamente, commercialmente e anche dal punto di vista immobiliare». Così citava il comunicato “SAIT presenta il bilancio. Assemblea dei soci il 29 maggio 2016” e riportato sul sito della Cooperazione Trentina in data 10 maggio.

Ma è sulla gestione straordinaria che va puntata l’attenzione, con le operazioni di “riallineamento ai valori di mercato” dei beni immobili di proprietà non più strategici e posseduti da Sait direttamente o attraverso Coopersviluppo, e altre operazioni che complessivamente hanno portano il risultato finale negativo prossimo a 11 milioni. “In questo momento – commentava il Presidente Dalpalù in vista dell’assemblea dei soci del 29 maggio 2016 – la situazione patrimoniale e finanziaria del Consorzio non desta preoccupazioni ed ha la capacità di assorbire questa scelta. A riprova, in queste settimane stiamo definendo due operazioni finanziarie nel medio termine per complessivi 10 milioni di euro, che ci permetteranno di ridurre il costo del nostro indebitamento e rappresentano altresì la conferma della fiducia del sistema bancario nei nostri confronti”.

Ciò che stride con l’annuncio di 130 esuberi tra i lavoratori Sait, è che nel mondo della cooperazione sembri non esserci mai un responsabile. Sorprende che non ci sia una presa d’atto, con le relative conseguenze, dell’inadeguatezza dimostrata dalla dirigenza, che evidentemente fa pagare all’ultimo anello della catena l’incapacità di fare previsioni adeguate e di presentare un credibile piano di rilancio.

Evidentemente tra i “costi della struttura centrale” non vengono considerati quelli dei vertici, in primis l’onnipresente Renato Dalpalù, vero recordman che ad oggi risulta ricoprire più o meno 36 incarichi di cui 28 imprese in cui è presente e 10 come diretto rappresentante di impresa, con 147 cariche recesse. Presidente di SAIT, Presidente di Coopersviluppo S.p.A., Presidente di Fincoop, la Finanziaria Trentina della Cooperazione, Consigliere e membro del Comitato esecutivo della Federazione Trentina della Cooperazione e che abbiamo visto anche come Presidente di Primiero Sviluppo e Consigliere della Vales s.c.s. e di altre cooperative sociali come la Alisei. Cumulo di incarichi che non poco si prestano a innescare possibili conflitti di interessi.

Un intreccio tutto all’interno del mondo della cooperazione (e della Provincia), con SAIT che ad esempio controlla il 50% di Trentino Sviluppo e il 51% di Coopersviluppo, che a sua volta controlla il 20% di Primiero Sviluppo, quest’ultima controllata al 40% da BTD Primiero e 40% dalla Famiglia Cooperativa di Primiero… tanto per arrivare a ricordare alcune società già note alle cronache per operazioni che poco richiamano i valori della cooperazione; anzi, più propriamente fanno carta straccia dei principi portati avanti da don Guetti, come l’assenza di fini speculativi dall’impresa cooperativa (sic!).

premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. quali sono le situazioni di difficoltà economica, finanziaria o commerciale in cui versa il Sait e tali da giustificare un tale taglio del personale;
  2. come usciranno gli esuberi, in quali settori saranno scelti e qual è l’obiettivo che ci si propone di raggiungere con tale piano di “ristrutturazione aziendale”;
  3. come è possibile che una realtà in una situazione così delicata sia presieduta da un presidente con un cumulo di incarichi dirigenziali – con, si presume, rispettivi compensi – tale da mettere in dubbio l’umana capacità di gestire una piccola impresa;
  4. in quante e quali società, a partecipazione diretta o indiretta della Provincia di Trento, è rincontrabile la presenza come titolare di cariche o qualifiche dell’attuale Presidente di Sait, e a quanto corrisponde il cumulo delle rispettive indennità;
  5. se negli ultimi 5 anni le indennità percepite dal Direttore e dal Presidente di Sait hanno subito incrementi, chi le ha determinate, e ad oggi a quanto ammontano;
  6. se negli ultimi 5 anni le indennità percepite dai membri del CdA di Sait hanno subito incrementi, chi le ha determinate, e ad oggi a quanto ammontano.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino” dell’11 novembre 2016:

Sait, i dirigenti non pagano le scelte sbagliate

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 10 novembre 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 3745/XV

 

Risposta ricevuta il 4 maggio 2017: risposta interrogazione 3745 – esuberi SAIT

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Esuberi Sait, quando si taglierà sulla dirigenza?

 

 

 

Il servizio sul TGR:

 

 

 

La mia intervista a RTTR durante lo sciopero dei lavoratori SAIT davanti alla sede dalla Cooperazione, venerdì 18 novembre…

 

 

 

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