Accoglienza migranti ad ogni costo, quando si supera il limite della ragionevolezza

La situazione dell’emergenza migranti appare sempre più critica e può solo peggiorare, visto che l’invasione dei profughi è previsto durerà almeno 20 anni. Dunque prepariamoci a una crisi continua, con milioni di disperati in marcia verso l’Europa. Molti sono però i paesi che hanno già reintrodotto controlli ai propri confini e altri si stanno organizzando per fare la stessa cosa. E bene fanno, perché è nel diritto di ogni popolo difendere la propria identità e coesione sociale, cosa che i politici quaquaraquà europei pare abbiano sottovalutato.

E’ prevalsa la politica del buonismo a qualunque costo, dell’accogliamo tutti poi si vedrà. Uno spot capace di convincere ogni disperato che, una volta arrivati in Europa, nessuno ti caccia via. Solo una minima parte fugge da conflitti e persecuzioni, tant’è che otto migranti su dieci non hanno diritto d’asilo. Non va poi taciuto il fatto che l’iter burocratico per accertare e definire tale diritto dura mediamente 2 anni, tempi che espongono al rischio di non sapere neppure a chi abbiamo aperto la porta di casa.

E’ di questi giorni la relazione annuale dei servizi segreti al Parlamento, con cui si denuncia il rischio altissimo di esposizione del nostro Paese alla minaccia jihadista a causa di notevoli vulnerabilità di sicurezza. Sentire Rossi dichiarare che se «l’Austria blocca, noi accoglieremo» è fonte di grande preoccupazione. Come si possono prendere decisioni simili, che avranno ripercussioni sulle future generazioni e sull’identità di un territorio, senza tenere conto della volontà dei cittadini?

L’accoglienza è un valore, ma solo qualora essa poggi su requisiti di ragionevolezza. Il principio dell’accoglienza deve essere calato nella realtà, si possono accogliere solo le persone a cui siamo capaci di garantire una vita dignitosa. Invece, nel nostro caso, ogni limite di buonsenso sembra prossimo ad essere oltrepassato. Gli errori fatti in Europa si propagano grazie all’inettitudine di una politica locale slegata dalla vita reale. Presto non sapremo più aiutare dignitosamente né i profughi attualmente ospitati né i nostri cittadini, che già pagano il prezzo di questa politica. Presto inizieranno a manifestarsi i primi segni di malessere sociale, le cui prime vittime saranno proprio chi propagandiamo di voler accogliere. E presto sarà il momento di trovare i responsabili.

Giovanni Paolo II ebbe a dire che «costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i migranti e i rifugiati, significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto il diritto a non emigrare, a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria». Tutto stiamo facendo fuorché questo, perché gli interessi in campo sono grandi… e, ahimè, di tutt’altra natura.

Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 4 marzo 2016:

Rossi va oltre il buonsenso

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 3 marzo 2016.

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Accoglienza migranti a ogni costo, quando si supera il limite della ragionevolezza.

 

 

 

In allegato a fondo pagina l’articolo sul quotidiano “Trentino” del 4 marzo 2016.

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