Accreditamento di Villa San Pietro ad Arco (TN), Cia: “Soddisfazione per la decisione della Giunta provinciale”.

E’ con grande soddisfazione che si apprende della decisione della Giunta provinciale di aggiungere ulteriori 16 posti letto ai 20 già accreditati alla struttura di Villa San Pietro ad Arco.

Negli ultimi anni più volte avevo chiesto alla precedente amministrazione provinciale di attivarsi per la messa in rete di Villa San Pietro con le realtà di cura e riabilitazione psichiatrica della Provincia di Trento, al fine di dare una valida opportunità ai pazienti del territorio dell’Alto Garda e di tutta la Provincia. Evidenziavo infatti che la struttura era convenzionata con l’Alto Adige e la vicina Regione Veneto ma non con la Provincia di Trento. Si verificava quindi una situazione paradossale, con pazienti trentini costretti a rivolgersi altrove per ricevere cure e supporto psichiatrico, quando sul proprio territorio esiste una struttura di eccellenza per la sua forma strutturale e per la metodologia di cura e riabilitazione adottata. Con altri atti politici avevo chiesto alla Giunta Rossi di attivare, finalmente, una convenzione per permettere l’accesso di tali pazienti alla struttura, ma la mia proposta è stata sempre bocciata.

Così nel febbraio 2019 ho ripresentato un ordine del giorno per chiedere di avviare un percorso per riportare Villa San Pietro nella rete delle strutture convenzionate. Dopo un confronto con l’Assessore provinciale alla sanità, Stefania Segnana, ho scelto di ritirare il documento in quanto mi è stato assicurato che si stava già lavorando in tale direzione: ora la notizia positiva del raggiungimento di questo importante obiettivo.

La struttura va così a inserirsi a pieno titolo nella filiera dei servizi a favore dei pazienti, potendo operare in collegamento con la rete dei servizi specialistici territoriali, con i servizi sociali e con l’unità ospedaliera, rappresentando così uno dei nodi della rete di assistenza per la salute mentale provinciale.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 19 marzo 2018:

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