Gli affitti “generosi” della Provincia: prezzi alti quando paga il pubblico, bassi quando affitta a privati

Lo scrivente Consigliere con interrogazione n. 4967/XV, ha sollevato la questione dello sperpero di risorse in locazioni passive che, inutilmente, si protraggono anche da trent’anni, a danno della pubblica amministrazione. I dati e la risposta fornita in data 20 febbraio 2018, nonostante le interpretazioni finalizzate pretestuosamente a giustificare il tutto, non fanno invece che confermare una gestione, soprattutto passata, volta allo spreco e di cui il cittadino deve prendere conoscenza.

E’ impossibile infatti che qualsiasi contribuente non si chieda per quali ragioni la pubblica amministrazione, per decenni, abbia sperperato centinaia di milioni di euro, ingrassando società immobiliari e famiglie trentine tra le più facoltose, con le cui risorse si sarebbe potuto costruire un intero quartiere di proprietà della pubblica amministrazione e soprattutto ci si chiede per quanto la stessa intenda proseguire in questa direzione.

La domanda precedente trova ancor più ragione quando si pensa alle decine di immobili chiusi della Provincia, alcuni pure in ottimo stato, interrogandosi se possa essere così difficile incrociare edifici disponibili di proprietà con fabbisogni di spazi in affitto. Personalmente la mia risposta è no, al pari di qualsiasi cittadino contribuente. Un esempio su tutti l’ex Centro Culturale Santa Chiara, o l’ex questura e l’ex carcere, mentre intanto si continuano a spendere cifre da capogiro, per uffici giudiziari (Giudice di pace, Corte dei Conti, T.A.R.), ma anche molti altri come il complesso dell’ex biblioteca di Via Endrici, l’ex Hotel Panorama di Sardagna, ecc…

Il tutto soprattutto quando si pagano locazioni con vari zeri ai privati, anche per semplici magazzini.

Sul web qualsiasi cittadino può comprendere quali siano le reali tariffe di mercato, come prendere consapevolezza di come finalmente i prezzi di uffici e spazi commerciali siano in discesa da tempo. Eguale consapevolezza hanno i proprietari degli immobili locati alla p.a. che ben sanno che gli stessi andrebbero spesso “a vuoto” per anni; emblematico il caso della terza torretta di Trento Nord di fronte al Bren Center, che dopo la dismissione della PAT è in cerca di qualcuno che la occupi da quasi un decennio. Eppure nonostante ciò, sorge spontaneo interrogarsi perché la PAT attraverso i propri uffici, non eserciti una vera contrattazione al ribasso, per portarli dopo anni di inutili esborsi, almeno ai reali prezzi di mercato correnti.

Analizzando i dati forniti con risposta del 20 febbraio 2018, parrebbe infatti che i ribassi della maggior parte dei pochi casi sui quali lo scrivente ha richiesto dei dati, siano andati ben poco oltre il 15%, parametro di fatto imposto da una normativa nazionale. Prendiamo ad esempio il caso del Centro per l’impiego di Trento, o dell’attuale sede del CFP-UPT di Cles. Personalmente ritengo i prezzi esposti del tutto fuori mercato e non credo si possa giustificare ad esempio, come nel caso del Centro per l’Impiego, la locazione separata nell’immobile di 35 posti auto a 32 euro cadauno al mese! Curioso reperire a mezzo web grandi spazi a breve distanza, a prezzi al metro di quasi un terzo.

Ovviamente la generosità della PAT e della p.a. non si limita a sostenere società immobiliari e famiglie tra le più ricche della nostra provincia, ma applica un concetto molto contraddittorio in un’ottica di corretta gestione, mentre è invece perfettamente coerente in un’ottica di sperpero di soldi pubblici e sostegno invece di pochi privilegiati. Mentre infatti i prezzi di mercato salgono ai vertici quando le locazioni sono passive e le deve sostenere “mamma Provincia”, invece divengono misteriosamente ai minimi di mercato o simboliche quando è la stessa “mamma” o enti collegati a dare in locazione i propri spazi.

Da un primo monitoraggio effettuato, presso ad esempio la società Trentino Trasporti, con non poca difficoltà, considerato che tali dati dovrebbero essere pubblici e visibili a mezzo web, mentre così non era, ho potuto reperire una lista di decine di immobili di valore, affittati, a cifre risibili.

Di seguito alcuni casi di locazioni passive di Trentino Trasporti, desumibili desumibili dal sito web:

  • Capannone ex deposito Bentivoglio a Cles, oggetto di molteplici interrogazioni da più esponenti del consiglio provinciale, locato dall’anno 1995: euro 64.875,68
  • Capannone Località la Rupe a Mezzolombardo: euro 48.000,00
  • Capannone a Predazzo, Località Ischioni: euro 27.422,85
  • Rimessa skibus a Canazei: euro 18.600,00

Esempi invece di locazioni attive, acquisite regolarmente e formalmente con richiesta di accesso atti, in quanto dati di fatto non desumibili e comprensibili a mezzo web e di cui ancora oggi, nonostante richiesta formale, non mi è stato concesso di conoscere i nominativi dei fortunati beneficiari “in ossequio alle vigenti disposizioni in materia di trasparenza e privacy”:

  • Capannone-magazzino di 160 mq a Rovereto: canone annuale di euro 6.000,00
  • Capannone a Rovereto di 385 mq: canone annuale di euro 2.522,60, evidentemente difficile a credersi…
  • Appartamento a Cavalese di 99 mq, canone annuale 5.401,08 cioè 450 euro al mese
  • Appartamento a Mostizzolo di 55 mq, canone annuale di 2.190,24 cioè 182,52 euro al mese
  • Appartamento a Predaia di 61 mq, canone annuale di 1.800,00 cioè 150 euro al mese
  • Appartamento a Trento città di 59 mq, canone annuale di 4.080,00 cioè 340 euro al mese
  • Appartamento a Mezzolombardo di 65 mq, canone annuale di 3.866,21 cioè 322 euro al mese
  • Appartamento a Molveno di 110 mq, canone annuale di 2.433,68 cioè 202,80 euro al mese. Si specifica che non ci sono errori di scrittura, visto l’evidente anomalia del dato
  • Appartamento a Riva del Garda di 80 mq, canone annuale di 3.679, 56 cioè 306,63 euro al mese
  • Appartamento a Tassullo di 70 mq, canone annuale di 1.971,01 cioè 164,25 euro al mese
  • Appartamento a Trento città di 78 mq, canone annuale di 3.600,00 cioè 300 euro al mese
  • Appartamento a Trento città di 96 mq,canone annuale di 5.892,00 cioè 491 euro al mese

Si evidenzia inoltre come Questi ovviamente sono solamente alcuni delle tante decine di casi, per non entrare nei dettagli delle locazioni attive di negozi, bar, che comunque saranno oggetto di preciso monitoraggio.

Per quanto riguarda specificatamente la PAT di seguito si riportano solamente alcuni casi di locazioni passive di capannoni e magazzini, anche per un paragone con le locazioni attive di Trentino Trasporti:

  • Magazzini in locazione dalla società “Cardo Costruzioni”, Loc. Spini di Gardolo, per canoni annuali di 40.968,00 e 33.367,49.
  • Magazzini in locazione dalla società “Colle”, Via Brennero 169, per canone annuale di 158.844,00
  • Magazzino in locazione dalla società “Carni e Salumi Troier”, Località Spini, per canone annuale di 26.413,00.
  • Magazzino in locazione dalla società “Autocentro” a Riva del Garda, per canone annuale di 57.404,66.

Premesso quanto sopra, si interroga l’Assessore competente per sapere:

  1. per quali ragioni non siano state effettuate concrete ed efficaci contrattazioni per portare gli immobili a locazioni passiva e tanto più quelle in rinnovo contrattuale (come è stato il caso del CFP-UPT di Cles, il Centro per l’Impiego e altri) ai reali prezzi di mercato ed esercitando i diritti e gli interessi della p.a., tanto più per i lavori di manutenzione straordinaria, a carico del locatore, invece sostenuti dalla p.a. per decine e decine di migliaia di euro?
  2. Come ritenga l’Amministrazione provinciale di giustificare la posizione del Centro per l’Impiego di Trento, in locazione da vent’anni, il cui importo è palesemente fuori mercato, con posti auto che dovrebbero essere compresi nel canone di locazione già elevato, mentre la p.a. esborsa un importo con il quale sono quasi reperibili posti auto chiusi in centro città o garage chiusi?
  3. Che soluzione intenda trovare la p.a. per reperire, auspicabilmente con una razionalizzazione degli spazi o un accorpamento presso altri uffici, una sede alternativa al Centro per l’impiego?
  4. Se si renda conto l’Amministrazione provinciale di dover ricercare una soluzione o l’acquisto della stessa sede, piuttosto che proseguire per altri decenni a sprecare altri milioni di euro per un immobile che sarebbe già stato ampiamente acquistato.
  5. Se e come la p.a. intenda avviare una concreta azione di contrattazione su tutti gli immobili locati, in particolare su quelli di importo più consistente e di lunga data?
  6. Come l’Amministrazione provinciale giustifichi casi come quelli citati di Trentino Trasporti e quali provvedimenti intenda adottare.
  7. Come l’Amministrazione giustifichi i casi elencati delle locazioni passive. Per quali ragioni, tanto più trattandosi di magazzini, non si è ricorso ad altro spazio periferico o nella disponibilità della pubblica amministrazione? Per ciascuno di tali immobili si richiede, in quanto non riportato, il costo al metro quadrato, il totale delle locazioni dal primo anno di contratto esistente, trattandosi di posizioni in corso anche da un quarto di secolo.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 19 aprile 2018:

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