Affittopoli? Massima trasparenza sul patrimonio immobiliare della Provincia di Trento

In questi giorni sta tornando alla ribalta delle cronache nazionali lo scandalo romano di “Affittopoli”, una girandola di affitti, subaffitti, morosi, non aventi diritto. Le indagini che stanno interessando la capitale evidenziano un quadro impietoso di contratti scaduti, affidamenti irregolari, abusivi e privilegiati, con i casi emblematici di appartamenti affittati nel centro storico per canoni ampiamente inferiori a quelli di mercato. Alloggi a due passi da Piazza San Pietro dati in locazione per poco più di 10 euro al mese, una casa con vista sui Fori Imperiali a circa 23 euro, o una vicino al Colosseo a 25 euro.

Anche la Provincia di Trento dispone di un vasto patrimonio immobiliare, con strutture affittate a terzi e altrettanto numerosi contratti di affitto che la Provincia paga per l’affitto di uffici, rimesse, magazzini. Si pensi ad esempio al Grand Hotel Imperial di Levico Terme, che risulta affidato in comodato d’uso, così come l’edificio di via Brescia a Trento che ospita il Centro sociale Bruno. O si pensi ai grandi edifici non utilizzati, come l’ex Hotel Panorama di Sardagna, il complesso ex Artigianelli di Susà di Pergine o la scuola di sport invernali al Passo del Tonale, il cui valore diminuisce inesorabilmente all’avanzare del loro stato di degrado.

Preme quindi cercare di contribuire a creare le condizioni di massima trasparenza affinché la provincia di Trento possa evidenziare la sua totale estraneità a qualunque episodio simile e dare garanzie ai cittadini di una gestione oculata e ponderata del patrimonio immobiliare pubblico.

Va rilevato che chi volesse cercare informazioni sugli immobili della Provincia lo potrebbe fare sul sito della società apposita “Patrimonio del Trentino s.p.a”, società che si occupa del patrimonio immobiliare degli enti pubblici del Trentino, con l’obiettivo di recuperare “adeguati margini di rendimento, attraverso una gestione flessibile, la razionalizzazione e il contenimento dei costi di gestione”. Nella sezione “amministrazione trasparente” del sito della società, però, l’elenco del patrimonio immobiliare e quello dei canoni di locazione e affitto è decisamente poco utilizzabile, non riportando nemmeno una data dell’ultimo aggiornamento, la destinazione di utilizzo delle strutture indicate, o non riportando proprio diversi immobili la cui proprietà è notoriamente della Provincia, come i già citati ex Hotel Panorama di Sardagna, il complesso ex Artigianelli di Susà di Pergine o la scuola di sport invernali al Passo del Tonale.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. a quando risale l’ultimo censimento del patrimonio immobiliare riconducibile alla Provincia;
  2. l’elenco dettagliato degli immobili di proprietà della provincia, con valore dell’immobile, ubicazione, destinazione d’uso, superficie, data del contratto di locazione se locato, denominazione dell’eventuale locatario, canone annuale di affitto e data dell’ultimo aggiornamento dello stesso;
  3. quanti immobili risultano non affittati o inutilizzati e per quale valore complessivo.
  4. se tra gli immobili di proprietà della provincia e attualmente affittati, siano noti casi di subaffitto;
  5. se risultano situazioni di morosità nei confronti della Provincia, e se sì per quante situazioni e per quale cifra complessiva.
  6. l’elenco dettagliato degli immobili per i quali la provincia paga un canone di locazione, con ubicazione, destinazione d’uso, superficie, data del contratto di locazione, denominazione del locatore e canone annuale di affitto e data dell’ultimo aggiornamento dello stesso.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione presentata il 10 febbraio 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2638/XV

 

 

Risposta ricevuta in data 5 aprile 2016:

 

risposta interrogazione 2638 – Gestione patrimonio immobiliare Provincia

 

Allegato risposta – patrimonio immobiliare Provincia

 

 

 

 

Gli articoli sulla risposta all’interrogazione: 52 milioni di euro di immobili inutilizzati e affitti passivi per oltre 8 milioni all’anno

 

 

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