Agire a Vela insieme alla Lega Nord: l’accoglienza è un valore solo se ha requisiti di ragionevolezza.

Oggi Agire per il Trentino era presenta alla manifestazione organizzata dagli amici della Lega Nord Trentino alla Vela, frazione di Trento, contro il comportamento dell’amministrazione provinciale nella gestione dell’accoglienza di profughi e richiedenti asilo.

I residenti si erano infatti opposti all’operazione di accoglienza ipotizzata pochi giorni fa a Maso Furlani, struttura alle porte della frazione che può contenere fino a 70 persone, cominciando una raccolta firme che solo in due ora sabato mattina ha raccolto oltre 200 firme. L’amministrazione ha risposto portando in fretta e furia i primi 20 profughi, prima che la protesta potesse montare.

L’accoglienza è un valore, ma solo qualora essa poggi su requisiti di ragionevolezza. Il principio dell’accoglienza deve essere calato nella realtà: si possono accogliere solo le persone a cui siamo capaci di garantire una vita dignitosa. Invece, nel nostro caso, ogni limite di buonsenso sembra già oltrepassato.

Gli errori fatti in Europa si propagano grazie all’inettitudine di una politica nazionale e locale slegata dalla vita reale e grazie all’avidità di chi specula sul business dell’accoglienza. Presto non sapremo più aiutare dignitosamente né i profughi attualmente ospitati né i nostri cittadini, che già pagano il prezzo di questa politica. Presto inizieranno a manifestarsi ulteriori segni di malessere sociale, le cui prime vittime saranno proprio chi propagandiamo di voler accogliere.

La maggior parte delle persone che accogliamo in Trentino (oltre il 70%) non hanno diritto allo status di rifugiati e, quindi, cosa fanno queste persone in Trentino? Come si mantengono?

L’Assessore Zeni ha avuto modo di rispondere ad una mia interrogazione che “le persone richiedenti protezione internazionale a cui non sia concesso alcun tipo di riconoscimento non hanno più titolo per rimanere sul territorio dello Stato italiano e quindi non hanno alcuna prospettiva in proposito. Una risposta che ci ha lasciato basiti, evidenziando come sulla gestione dell’accoglienza la Giunta provinciale navighi a vista e sia in totale balìa delle scellerate scelte fatte dal Governo romano. Si tratta di un modello di accoglienza fine a sé stessa, senza la garanzia di una sicurezza sociale per queste persone. È normale che se non si danno possibilità concrete, la via più facile da seguire è quella dello spaccio, dei piccoli furti, oppure, come dimostrano le sempre più numerose segnalazioni, della prostituzione.

E’ prevalsa la politica del buonismo a qualunque costo, dell’accogliamo tutti poi si vedrà. Uno spot capace di convincere ogni disperato che, una volta arrivati in Europa, nessuno ti caccerà via. Solo una minima parte fugge da conflitti e persecuzioni. Non va poi taciuto il fatto che l’iter burocratico per accertare e definire tale diritto dura mediamente 2 anni, tempi che espongono al rischio di non sapere neppure a chi abbiamo aperto la porta di casa.

E’ nell’ambito di queste considerazioni che Agire per il Trentino intende muoversi e a breve, subito dopo l’Assemblea provinciale del 13 maggio, attiveremo i nostri gruppi tematici nei quali tratteremo approfonditamente l’argomento per predisporre un vero e proprio programma.

Nel breve periodo possiamo invece sostenere la proposta di istituzione di un CIE regionale, a breve in discussione in Consiglio regionale. Tale struttura non è al momento a disposizione delle nostre Forze dell’Ordine, e offrirebbe tutti gli strumenti legali per trattenere, identificare e rimpatriare i soggetti clandestini che sono dediti alla commissione di reati, dando una prima risposta alle richieste di maggiore sicurezza da parte dei cittadini.

Cons. Claudio Cia

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