Alla Giunta provinciale rimborsi non dovuti?

Si apprende dalla stampa che il Governatore e i sette Assessori che compongono la Giunta provinciale hanno chiesto ed ottenuto per l’anno 2014 un rimborso spese per viaggi pari a 61.273,04 euro.

Entrando nel dettaglio alcuni Assessori risultano sempre in movimento; nella richiesta dei rimborsi la pole position è occupata dagli Assessori Mauro Gilmozzi e Tiziano Mellarini con oltre 12mila euro a cranio, seguiti da Michele Dallapiccola e dal Governatore Ugo Rossi che di rimborsi ne hanno ottenuti oltre 10mila. Ci sono poi gli altri con rimborsi più modesti. Tra tutti la più casalinga appare essere, secondo i media, l’assessore Donata Borgonovo Re.

Dagli interessati sono stati esibiti diversi argomenti a sostegno di queste spese ma ciò che più ha attirato la mia attenzione sono le affermazioni dei due Assessori più rimborsati. Il primo ha dichiarato quanto segue: «ogni giorno per andare al lavoro faccio 120 chilometri da Cavalese a Trento e ritorno». Il secondo per lo stesso motivo ha dichiarato: «uso la mia auto da Mori a Trento».

Io quando andavo a lavorare in ospedale, il tragitto non l’ho mai addebitato all’amministrazione che mi garantiva un reddito e come me ogni altro comune cittadino. Ora che sono Consigliere provinciale, con uno stipendio ben superiore a quello che ho lasciato, non intendo cambiare abitudine pur consapevole che una normativa vigente (Delibera Cons. prov. n. 6 dd. 11.4.2013) concede ai consiglieri “che non risiedono nel comune capoluogo, il rimborso delle spese sostenute per viaggi effettuati dal luogo di residenza a Trento per svolgere la loro attività presso il Consiglio provinciale“. Se questa però è una scelta personale, va anche detto che all’art. 3 della stessa normativa è deliberato che tale rimborso “non spetta ai Consiglieri che sono anche componenti della Giunta provinciale“.

Dunque nessun Assessore può chiedere il rimborso per il tragitto casa lavoro fatta eccezione per l’Assessore Daldoss che – come tutti sanno – non è Consigliere perché non eletto.

Premesso quanto sopra il sottoscritto consigliere interroga il Presidente della Provincia al fine di sapere:

  1. come si conciliano le richieste di rimborso (€ 61.273,04) con l’art. 3 della Delibera Cons. prov. n. 6 dd. 11.4.2013;
  2. se non considera illegale la richiesta di rimborso laddove si evince che la causale è il tragitto percorso da casa a Trento e ritorno;
  3. quali sono le reali causali addotte per giustificare tutti i rimborsi ottenuti.

Chiedo inoltre copia dettagliata (in formato pdf) della richiesta di rimborso delle effettive spese sostenute e relativa documentazione.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta depositata il 3 gennaio 2015. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 1139/XV

 

 

Risposta ricevuta il 18 marzo 2015, nella quale il Presidente Rossi nega l’accesso alle informazioni richieste, per un presunto “profilo di riservatezza” dei dati delle missioni: risposta interrogazione n. 1139

 

 

 

La nuova interrogazione presentata a seguito della risposta insoddisfacente della precedente: Rimborsi alla Giunta provinciale: quando la trasparenza diventa un optional

 

 

 

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige”: Rimborsi, Cia interroga sulla Giunta Rossi

 

 

L’intervento del garante del contribuente Andrea Di Francia che appoggia in pieno la mia richiesta: non esiste segreto d’ufficio, l’impiego di denaro pubblico impone la massima trasparenza (l’intervento sul quotidiano “l’Adige”)

 

 

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