L’amarezza di Cia (FdI): “Trentino in scacco per un titolo nobiliare”

Il sorriso, durante l’intera mattinata, non l’ha quasi mai perso. Ha anche scherzato, Claudio Cia, sulla sua situazione quasi paradossale: Assessore ma ancora per poco, in Fratelli d’Italia ma isolato. «Mi hanno cancellato dalla chat del gruppo consiliare» ha fatto sapere ieri l’assessore «a tempo». Che però non si è tirato indietro: in Aula si è seduto tra i banchi della giunta e poi ha partecipato alla sua prima (e probabilmente ultima) riunione dell’esecutivo. Sorrisi, i suoi, che hanno mascherato un’amarezza profonda. Per i risvolti politici della vicenda. Ma anche per deleghe (come la disabilità) che il meloniano ha mostrato di avere molto a cuore.

Innanzitutto: assessore o consigliere?

«Fino a quando ho le deleghe resto in giunta e sono assessore. Sia chiaro: io non ho chiesto alcuna delega. Mi sono state date. E chi me le ha date me le può togliere».

Il governatore Fugatti.

«Sì. E sono convinto che quando dovrà fare questo passo lo farà a malincuore. Perché c’è stima reciproca. E perché aveva selezionato per me delle deleghe specifiche, conoscendo la mia sensibilità».

Chiederà una compensazione per il suo sacrificio?

«Nella mia vita non ho mai barattato nulla. L’unica cosa che ho chiesto è di non essere io a dovermi dimettere: è giusto che chi mi ha dato le deleghe me le ritiri».

Come giudica i 45 giorni di stallo?

«Malissimo. Il Trentino è stato tenuto sotto scacco per un titolo nobiliare: la vicepresidenza».

Il suo rapporto con FdI sembra al capolinea: è così?

«Sono ancora in FdI. Almeno credo: ho visto che sono stato cancellato dalla chat del gruppo consiliare. Una chat che è in mano al commissario Urzì. Credo che il gruppo dovrà assumere il ruolo che gli è proprio e dovrà soprattutto rappresentare l’autonomia partendo dal proprio interno: se non sappiamo rappresentare l’autonomia del gruppo quale garanzia possiamo dare?».

Con Urzì sono volate scintille.

«Il suo operato è stato disastroso. Qui ci sarà un crollo di tessere. E non perché la gente non riconosca in Meloni una grande leader ma perché la persona scelta da lei per guidare il partito in Trentino non è adeguata. Così la gente scappa».

Lascerà Fratelli d’Italia?

«In tantissimi mi dicono “se te ne vai veniamo con te”. Ho mandato un messaggio alla capo-gabinetto di Meloni, non ho avuto risposta ma non mi sento offeso. Giorgia sta gestendo questioni molto più importanti del Trentino».

È deluso dai suoi colleghi consiglieri?

«Ognuno fa le proprie valutazioni e ha le proprie priorità. Non rimpiango nulla di quello che ho fatto: ho agito pensando di essere stato chiamato da trentini per rappresentarli. Nella convinzione che ogni partito deve innanzitutto trentinizzarsi se vuole rispettare la nostra autonomia: in caso contrario, viene percepito come un intruso. Con il rischio che ci sia la tentazione di romanizzare il Trentino».

Ha deciso Roma sulla giunta?

«Io no di sicuro».

L’articolo sul “Corriere del Trentino” del 08.12.2023:

L’articolo su “L’Adige” del 08.12.2023:

L’articolo su “Il T” del 08.12.2023:

Le belle parole del Presidente Maurizio Fugatti nei miei confronti, in un’intervista rilasciata a “Il T” del 08.12.2023:

Esito dell'iniziativa

 

Testo dell’intervista rilasciata al “Corriere del Trentino” del 08.12.2023.

 

 

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