Anomalie e perplessità sulla casa di accoglienza “Padre Angelo”

Casa Padre Angelo rientra tra le varie organizzazioni dislocate sul territorio trentino che si occupano di fornire assistenza a persone in difficoltà. Nello specifico, l’organizzazione in questione ospita nella sua struttura di Trento le madri che vivono una condizione di disagio sociale, madri a cui per decreto è stata temporaneamente tolta o limitata la capacità genitoriale e che pertanto necessitano di un supporto materiale/psicologico alla genitorialità.

Dall’interrogazione n. 2185/XV, si apprende che i posti disponibili al suo interno sono 13 (11 su progetto + 2 di emergenza). Sebbene l’associazione risulti registrata come azienda privata, essa ha la forma di Onlus e nel 2014 ha percepito solo dalla Provincia oltre 600.000 euro per i progetti del tipo “madre-bambino”.

La struttura dovrebbe dare un supporto alloggiativo e formativo ai soggetti ospitati. Invece nella realtà, secondo le testimonianze delle ospiti, pare che di formativo non esista proprio nulla. Risulta infatti che nell’ultimo anno le residenti non siano state coinvolte in alcun progetto di recupero, né formativo né educativo. Inoltre la storia di questa organizzazione appare costellata da incongruenze e contraddizioni, con una gestione che ha portato a denunce, esposti, interrogazioni ed interventi dei Nas.

Nella risposta del 24 febbraio 2016 dell’Assessore alla Sanità Luca Zeni ad un’interrogazione a risposta immediata sulle associazioni beneficiarie di contributi per l’accoglienza ai profughi, risulta essere presente anche Casa Padre Angelo, la quale nel 2015 è stata beneficiaria di quasi 70.000 euro per l’ospitalità, pare, di un’unica profuga, che peraltro sembrerebbe non essere tale, provenendo da un paese dove non sono in corso guerre.

Da una visura camerale la Onlus risulta chiusa, cioè non esiste più dal 31 dicembre del 2014 (subito dopo il primo controllo dei NAS). Tuttavia, da un controllo fatto presso l’Agenzia delle Entrate di Trento, la stessa Onlus chiusa nel 2014 risulta ancora attiva. Com’è possibile che una Onlus sia chiusa e contemporaneamente operativa? E ancora, come può la Provincia finanziare un’entità che allo stato dell’arte non esiste?

La sensazione è che, dietro la nobile facciata dell’aiuto al bisognoso, si possa configurare quanto visto già troppe volte a livello nazionale, con organizzazioni parte di un vero e proprio business legato al mondo dell’accoglienza, con flussi più o meno noti di denaro pubblico che vanno a beneficio più degli enti stessi che dei soggetti ospitati. Di fronte a tali anomalie la politica deve pretendere la massima trasparenza e garantire risposte chiare.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. a quanto ammonta il finanziamento complessivo erogato dalla Provincia all’organizzazione “Casa Padre Angelo”, suddiviso negli ultimi 5 anni;
  2. se risultano altri contributi pubblici erogati a tale organizzazione ed eventualmente da quale ente e per quali importi, suddivisi negli ultimi 5 anni;
  3. se può confermare che da visure camerali la Onlus risulta chiusa dal 31 dicembre del 2014;
  4. se nel 2015 l’organizzazione in premessa abbia beneficiato di contributi erogati dalla Provincia, e in caso di risposta positiva, per quale cifra e perché sono stati erogati contributi verso un’associazione che non risulta più esistente;
  5. se i contributi destinati dalla Provincia all’organizzazione in questione sono determinati in base al numero degli ospiti o in maniera forfettaria;
  6. se corrisponde al vero il fatto che per l’accoglienza di una profuga (presunta tale) la struttura abbia ricevuto nel solo 2015 la somma di 70.000 euro;
  7. quanti sono i posti che sono stati effettivamente messi a disposizione dall’organizzazione in premessa per progetti del tipo “madre-bambino” e per progetti di accoglienza profughi;
  8. quali attività di supporto formativo ed educativo sono state portate avanti negli ultimi 5 anni e quanti soggetti vi hanno preso parte;
  9. qual è il bilancio sociale delle attività svolte, relativo agli anni per i quali l’organizzazione ha ricevuto contributi pubblici.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione presentata il 29 febbraio 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2742/XV

 

 

Risposta ricevuta il 24 marzo 2016:

 

risposta interrogazione 2742 – casa Padre Angelo

 

allegato risposta Casa Padre Angelo – attività svolte

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: I misteri di Casa Padre Angelo

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