La lettera di data 11 luglio 2016 Prot.n. A036/16/368790/2.5-2016-547, riporta la risposta dell’Assessore provinciale alla Salute e politiche sociali alla mia interrogazione n. 3203 di data 15 giugno 2016 avente a oggetto “Gestione contabile del Centro anziani di via Vannetti a Rovereto e assegnazione alloggi e incarichi ad affido diretto con compenso a volontari ONLUS.
Nel tentativo di non rispondere, l’Assessore afferma che “Pur essendo assolutamente disponibile a fornire tutte le informazioni, cui ciascun Consigliere a diritto ai sensi dell’articolo 151 del Regolamento interno del Consiglio provinciale, devo segnalare che l’interrogazione di cui all’oggetto, non riguarda argomenti di competenza della Provincia Autonoma di Trento”.
Questo in realtà non è vero poiché l’art. 2, comma 2, della Legge Regionale 21 settembre 2005, n. 7 dispone testualmente: “Le aziende sono inserite nel sistema integrato di interventi e servizi sociali e socio–sanitari. Esse partecipano alla programmazione del sistema secondo le modalità definite dalla Province autonome. L’attività socio-sanitaria delle aziende pubbliche di servizi alla persona a carico del fondo sanitario, una volta che queste sono autorizzate e accreditate dal servizio sanitario provinciale, viene svolta tramite la stipulazione degli accordi contrattuali con le aziende sanitarie locali delle due province”.
Nel sistema integrato dei servizi socio–sanitari rientrano anche i servizi semiresidenziali (art. 6, comma 3, lettera c) della Legge provinciale 24 luglio 2012, n. 15) ed inoltre l’art. 13, comma 1, della Legge provinciale 24 luglio 2012, n. 15 dispone esplicitamente il controllo sulla gestione delle aziende pubbliche di servizi alla persona e sugli atti adottati dalle stesse, richiamando l’applicazione dell’art. 20 della Legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 “Sistema dei controlli” che nel testo vigente al comma 2, lettera b) dispone testualmente “il sistema dei controlli è costituito […] dai controlli ispettivi concernenti la trasparenza e la legalità dell’azione amministrativa, il funzionamento della struttura organizzativa e l’adeguatezza dei comportamenti…”
In conseguenza la Provincia, che peraltro impartisce alle APSP specifiche direttive, non solo può ma deve esercitare il controllo come disposto dalla normativa predetta anche acquisendo documentazione di merito, tanto più in presenza di un’interrogazione provinciale che formalmente e documentatamente segnala un problema tutt’altro che irrilevante riguardante il Centro Diurno “Vannetti” di Rovereto.
Pertanto si ritiene necessario ed irrinunciabile ottenere le risposte richieste alle quali ogni Consigliere provinciale ha diritto nell’esercizio delle funzioni di controllo a mezzo di interrogazioni e conseguenti risposte che devono essere fornite con puntualità e precisione, richiamando quanto già esposto in premessa all’interrogazione n. 3203 di data 15 giugno 2016.
Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:
- perché la Convenzione con l’Associazione “Insieme per gli Anziani” ONLUS, pur essendo dichiarata parte integrante ed essenziale della deliberazione n.54 di data 16/12/2015 del Consiglio di Amministrazione APSP “Clementino Vannetti” di Rovereto, sul sito internet dell’APSP medesima non risulta pubblicata in allegato alla deliberazione medesima;
- per quale motivo la deliberazione n.54 di data 16/12/2015 del Consiglio di Amministrazione APSP “Clementino Vannetti” di Rovereto risulti priva del parere contabile benché sia obbligatorio;
- considerato che la deliberazione del Consiglio di Amministrazione APSP “Clementino Vannetti” di Rovereto n.54 di data 16/12/2015, in premessa che è parte essenziale per la validità del provvedimento, recita testualmente: “Il Consiglio di Amministrazione … dato atto che la Convenzione comporta per l’Azienda oneri di rimborso all’Associazione dei costi sostenuti dai volontari per recarsi con mezzo pubblico o con mezzo privato dalla propria abitazione alle sedi dell’Azienda per lo svolgimento del proprio servizio, documentati in modo analitico, che saranno rimborsati entro i limiti stabiliti dalla deliberazione, recante “Criteri per la gestione dei rischi e dei rimborsi nei rapporti con il volontariato”, quali siano i criteri certi e la documentazione contabile di supporto alla corresponsione di detti rimborsi; come siano quantificati; quanti corrispettivi individuali siano stati corrisposti dall’anno 2011 (prima attivazione della Convenzione) e fino all’anno 2016, per quale ammontare individuale per anno e per quale ammontare complessivo per anno; se detti corrispettivi siano corrisposti legittimamente e in base a quale normativa;
- se, con riferimento a quanto evidenziato in premessa della presente interrogazione, le determinazioni del Direttore dell’APSP “Clementino Vannetti” di Rovereto n.207/2015 del 23/12/2015, n.208/2015 del 23/12/2015, n.215/2015 del 28/12/2015, n.217/2015 del 30/12/2015 e n. 219/2015 del 31/12/2015 siano da ritenere legittime o se invece non si ravvisino violazioni di legge: in relazione all’azione non lucrativa e alla gratuita del volontariato ONLUS e ai compensi invece corrisposti, all’utilizzo degli alloggi protetti e al dispositivo di cui all’art. 8, commi 8 bis. e 8.ter. della Legge Provinciale n.27/2010;
- se sia a conoscenza che gli utenti degli alloggi protetti di Via Vannetti, 2 e di Via Unione, 2, affidati in gestione all’APSP “Clementino Vannetti” dal Comune di Rovereto, pagano locazioni a prezzo corrente di mercato, partendo da Euro 490,00 (quattrocentonovanta) mensili per soli metri quadrati 30 (trenta) più il costo aggiuntivo di luce e rifiuti; se tali costi siano ammissibili o invece sproporzionati;
- posto che il servizio di trasporto degli utenti del Centro Diurno “Vannetti” di Rovereto è sempre stato svolto egregiamente e con competenza dagli operatori OSS del Centro medesimo, per quale motivo attualmente tale servizio di trasporto sia affidato al plurimenzionato “volontario” dietro compenso di Euro 6.000 (seimila); inoltre accertato che il servizio richiede specifiche competenze operative trattandosi di utenti parzialmente autosufficienti, quali requisiti possa vantare il “volontario” retribuito per effettuare detto servizio di trasporto peraltro retribuito;
- da chi siano segnalati e con quali criteri d’individuazione i lavoratori socialmente utili di cui alla determinazione del Direttore n. 212/2015 del 24/12/2015; se fra questi risultino persone pensionate e se anche questi figurino fra i “volontari” dell’Associazione “Insieme per gli Anziani” ONLUS.
- se si possa affermare che l’Associazione “Insieme per gli Anziani” ONLUS, visto quanto esposto in premessa, sia estranea ad attività lucrative e di beneficio ai “volontari” che ne fanno parte;
si aggiunge inoltre il seguente interrogativo
- se abbia notizia che il Direttore, con propria determinazione n. 123 del 28/06/2016 quindi in data successiva alla presentazione dell’interrogazione 3203 ha affidato, mediante trattativa diretta, l’incarico di prestazione d’opera ex art. 2222 del Codice Civile concernente servizi ausiliari da erogare nel secondo semestre 2016 presso gli protetti per anziani di Rovereto in Via Vannetti n.2, anche alla moglie, pensionata, del plurimenzionato volontario con un compenso quantificato in Euro 5.000 (cinquemila).
A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.
Cons. Claudio Cia