Assestamento del bilancio provinciale: Claudio Cia risponde alla relazione di Rossi.

Claudio Cia ha messo soprattutto l’accento sui problemi della sanità. A suo avviso il presidente Rossi descrivendo il Trentino frutto del lavoro della Giunta da lui guidata “ha dipinto una situazione eccellente” mentre “quest’isola felice in realtà non c’è”. Dimenticando completamente delle criticità. “Ma – ha osservato Cia – gli elettori non si lasciano più prendere in giro”. Non tutto nel Trentino va bene come Rossi vorrebbe dare da intendere, perché – ha evidenziato Cia – i numeri dicono il contrario. Un esempio? Il rischio povertà ed esclusione sociale: se nel 2013 superava di poco il 13%, nel 2016 è diventato il 23,5%.

Tornando alla sanità, il consigliere ha voluto smentire che quella del Trentino secondo il presidente Rossi sarebbe tra i migliori d’Italia. Cia ha ricordato che in base ad un recente sondaggio da lui promosso, alla sanità trentina i cittadini su una scala da 1 a 10 assegnano un 6,63. Questo dimostra, ha aggiunto, che non si è trattato di un “sondaggio strumentale” come l’aveva definito l’assessore alla salute Zeni. Ma – ha proseguito – se il voto dato alla sanità del Trentino è più che sufficiente, il merito è del personale che, seppur depotenziato nei numeri e mortificato sul piano professionale, ha garantito ugualmente le prestazioni moltiplicando il proprio lavoro.

Sempre in base allo stesso sondaggio, il 70% delle persone ha dichiarato che per poter ottenere un esame o una prestazione ambulatoriale, ha dovuto pagare la visita privata perché i tempi di attesa nel pubblico erano troppo lunghi. Ciò significa per Cia che la Provincia con la riorganizzazione del settore sta gradualmente e “volutamente” spingendo i cittadini a spostarsi dalla sanità pubblica a quella privata. Infatti i pazienti non possono più scegliere tra l’una e l’altra ma sono obbligati a rivolgersi al privato in quanto il pubblico può più garantire prestazioni in tempi accettabili. Le liste di attesa si allungano per l’impossibilità oggettiva dei medici disponibili. La Giunta – ha protestato il consigliere – premia il direttore sanitario dell’azienda sanitaria con 40.000 euro per la produttività, mentre i tempi di attesa dell’Apss per esami specialistici urgenti come la colonscopia sono passati da un tempo medio di 43 giorni nel 2015 (già troppo per escludere gravi patologie), ad una media di 79 giorni nel 2017. Come ci si può aspettare – ha chiesto – che le persone non si rivolgano al privato? Anche le visite urologiche sono passate da una media di 30 giorni nel 2015 a 63 giorni del 2017. Ecco perché le visite intramoenia sono aumentate del 12%.

I dati smentiscono Rossi anche in altri casi. Per ordine della Provincia la commissione incaricata di esaminare i disabili che chiedono la visita medico-legale per la patente, lavora un solo giorno al mese. Risultato: 80 visite al giorno con inevitabile stress dei “commissari” oltre a notevoli costi aggiuntivi a carico dei disabili per procurarsi in altro modo il diritto alla patente. Dove sono l’empatia e la vicinanza nei confronti di chi resta indietro di cui ha parlato nella sua relazione il presidente Rossi?

Ultima denuncia di Cia: troppi sono i giovani che abbandonano il Trentino per cercare lavoro. La stragrande maggioranza di loro non fa stages o tirocini lavorativi presso aziende o privati ma nelle pubbliche amministrazioni. E le attività svolte non hanno nulla a che vedere con gli sbocchi lavorativi adatti al percorso di studio.

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 25 luglio 2018:

 

Esito dell'iniziativa

 

Il mio intervento del 24 luglio 2018, in occasione della discussione dell’assestamento del bilancio provinciale, riassunto dall’Ufficio stampa del Consiglio provinciale.

 

 

 

Qui l’articolo originale: Via alla discussione sull’assestamento del bilancio provinciale. Le opposizioni: Rossi troppo ottimista.

 

 

 

L’intervento completo in aula:

 

 

 

 

 

La relazione del Presidente Rossi: Relazione Presidente Rossi – assestamento bilancio 2018

 

 

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