Barriere architettoniche nella nuova sede del Servizio Funerario

La Legge Provinciale del 7 gennaio 1991, n. 1 dispone e regola l’eliminazione delle barriere architettoniche degli edifici pubblici o privati aperti al pubblico in Provincia di Trento.

Probabilmente, chi ha progettato e l’autorità che ha autorizzato la ristrutturazione dell’ex sede della Custodia Cimiteriale, ignora tale materia.

Infatti non passa inosservato che l’ingresso dell’appena ristrutturato edificio destinato, fra non molto  a  diventare  sede  del  Servizio  Funerario  comunale è barrierato  da  un’ampia  scalinata preceduta da un selciato lussuosamente pavimentato. Chi vuole accedervi ed accusa deficit motori, sia esso giovane o anziano, viene stoppato ed obbligato ad aggirare l’ostacolo fino a trovare, sul lato destro della costruzione l’ascensore, pure questo barrierato da una porta a vetri, il cui accesso è consentito se, suonato il campanello, qualcuno risponde e apre. L’uso di tale ascensore diventa poi problematico per i soggetti claustrofobici o che soffrono di attacchi di panico: affezione spesso riscontrabile in chi sta vivendo un lutto.

E’ triste constatare come, mentre per il privato l’applicazione della normativa è ferrea fino alla paranoia, l’ente pubblico può ignorarla appellandosi ad una miriadi di distinguo.

Sono stati spesi soldi pubblici, ovvero della gente, per creare ostacoli o per favorire e facilitare l’accesso ad un servizio? Quando si realizzano opere aperte al pubblico il progettista e chi approva, si mette nei panni del cittadino con disabilità?

Tuttavia siamo ancora in tempo per intervenire e sbarrierare l’ingresso principale.

Premesso quanto sopra i sottoscritti consiglieri propongono al Consiglio Comunale di impegnare il signor Sindaco:

  • Ad adoperarsi per non obbligare la gente ad affrontare barriere architettoniche e l’uso dell’ascensore per accedere agli uffici del servizio funerario;
  • A riparare alla grave dimenticanza realizzando una rampa d’accesso all’ingresso principale che risponda ai bisogni di quanti presentano disabilità motorie e rispettosa dello spirito e delle normative provinciali vigenti in materia.

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