Bassa Valsugana e Tesino: altri servizi sanitari sacrificati sull’altare della “riorganizzazione”?

La bassa Valsugana e Tesino dai primi giorni di novembre si sono viste togliere la Guardia medica e ora gli abitanti di questo territorio per le loro necessità sono costretti a rivolgersi all’Ospedale S. Lorenzo di Borgo Valsugana.

Come ben noto tale decisione è in subordine al piano di “riorganizzazione” della sanità trentina.  Una riorganizzazione che oltre a tagliare e a togliere pare non abbia previsto altro, tant’è vero che il personale del Pronto Soccorso, sulla cui attività ricadono le conseguenze delle recenti scelte della Giunta Rossi, ha visto aumentare il numero di accessi, quindi con un incremento del carico di lavoro, senza che per questo sia stato aumentato l’organico.

Altro motivo di grande preoccupazione è il futuro del punto prelievi del Tesino che pare essere destinato al sacrificio sull’altare della “riorganizzazione”. Se ciò fosse vero proverebbe la poca considerazione dei bisogni della periferia e che i servizi ai cittadini, tanto più se anziani, sono considerati secondari ai sacri numeri dettati della ragioneria.

Si interroga l’Assessore competente per sapere se è a conoscenza della criticità descritta presso l’Ospedale San Lorenzo e se è in previsione un rafforzamento del personale presso tale Pronto soccorso e, in caso negativo, quale sarà l’evoluzione dell’organico nei prossimi anni. Si chiede inoltre se conferma o smentisce la chiusura del punto prelievi del Tesino e, in caso di conferma, che indicazioni verranno date alla popolazione in sostituzione di tale servizio.

Cons. Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 30 novembre 2016:

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta immediata in aula, presentata il 24 novembre 2016. Risposta ricevuta nella seduta del Consiglio provinciale del 29 novembre 2016:

 

risposta interrogazione 3799 – ospedale Borgo e punto prelievi Tesino

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Bassa Valsugana e Tesino: altri servizi sanitari sacrificati sull’altare della “riorganizzazione”?

 

 

 

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