Una casa per le vacanze diventa teatro di odio antisemita

Gentile Direttore,

recentemente, una famiglia israeliana ha cercato di prenotare un soggiorno nelle Dolomiti, ma il B&B ha rifiutato la loro richiesta con un messaggio sconvolgente: “Potete stare nel forno a gas”. Il proprietario dell’appartamento ha quindi annullato la prenotazione tramite la piattaforma di affitto case. La storia ci insegna che le grandi tragedie iniziano quando si resta in silenzio di fronte a simili eventi. Non dobbiamo dimenticare che l’odio contro gli ebrei ha causato innumerevoli tragedie storiche, dalle persecuzioni medievali alla Shoah. Ecco perché è importante parlarne.

Questo episodio, avvenuto nelle Dolomiti, un luogo di bellezza naturale universalmente riconosciuta e simbolo di connessione tra popoli di confine, ci ricorda che l’antisemitismo è ancora una delle forme più pericolose di odio e intolleranza. Non è solo un attacco contro il popolo ebraico, ma una ferita nella coscienza dell’umanità. Ogni atto di antisemitismo, dalle parole ai comportamenti, mina i principi fondamentali di dignità e rispetto che dovrebbero unire tutti gli esseri umani. Episodi come questo sono profondamente preoccupanti e devono essere condannati senza esitazione. L’antisemitismo non può mai essere giustificato; ogni manifestazione di odio verso una persona o un gruppo, basata sulla loro origine etnica o religiosa, è inaccettabile.

In un mondo che dovrebbe essere sempre più aperto e interconnesso, è vitale contrastare ogni forma di antisemitismo con l’educazione, la consapevolezza e l’empatia. Solo riconoscendo il valore di ogni essere umano, indipendentemente dalla sua fede o etnia, possiamo costruire una società davvero inclusiva e giusta. Una società più umana per tutti.

Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 9 luglio 2024:
Non si può tacere sull'antisemitismo
L’articolo su “il T quotidiano” del 9 luglio 2024:
L'antisemitismo nell'hotel delle Dolomiti

Esito dell'iniziativa

 

Lettera inviata ai media locali l’8 luglio 2024.

 

 

 

AGGIORNAMENTO: 

 

Qui la smentita dell’accaduto come presentato in un primo momento: Parla l’host che (non) ha rifiutato una famiglia israeliana per antisemitismo: «Airbnb mi ha riabilitato, vi racconto come è andata davvero»

 

 

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