Caso Valduga, Cia (FdI): “Non dicevo il falso. Ora il sindaco renda conto del proprio operato ai suoi cittadini”

Si è tenuta stamane la conferenza presso la sede del circolo di Fratelli d’Italia di Rovereto per esprimere la posizione del partito sulla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il sindaco Francesco Valduga, alla presenza del consigliere provinciale Cia, dei consiglieri comunali di Rovereto Pier Giorgio Plotegher e Cristina Luzzi, della consigliera comunale e presidente del circolo di Fratelli d’Italia di Mori Paola Depretto, e del presidente del circolo di Rovereto Giuseppe Di Spirito.

Di seguito un resoconto degli interventi:

Claudio Cia:«È certamente vero che i sindaci devono convivere con un periodo di ‘vacche magre’, tediosi paletti burocratici e con una legislazione sugli enti locali spesso confusa che di fatto limita le possibilità di azione di tanti primi cittadini che vorrebbero darsi da fare per le proprie comunità; tuttavia, non è pensabile che un sindaco possa gestire la cosa pubblica con eccessiva disinvoltura. Affinché i cittadini di Rovereto non si scoprano traditi dal proprio sindaco, spero che l’iter giudiziario si risolva in un’assoluzione di Valduga; non voglio infatti pensare che egli abbia agito in malafede, causando un significativo danno erariale alla sua città. A prescindere dall’aspetto giudiziario, vi è però un dato di carattere politico preoccupante: è emersa infatti una certa arroganza da parte di Valduga che nel 2016, per considerazioni politiche fatte dal sottoscritto sulla situazione che lo vede coinvolto, mi aveva attaccato a livello personale definendomi persona “falsa” e con “rara disonestà intellettuale”, e aggiungendo inoltre: “Se fosse per Cia e i suoi argomenti non avrei nemmeno necessità di rispondere, ritengo che la qualità del dibattito politico debba essere più alta”. La sentenza della Corte dei Conti spero abbia riportato dal suo mondo ideale alla realtà il sindaco, e se non ha voluto rispondere a me nel 2016 per ‘volare in alto’ nella sua concezione di politica, è oggi doveroso che dia le dovute risposte ai suoi cittadini. Da trentino sono orgoglioso della nostra autonomia; di un’autonomia virtuosa che deve basarsi su efficienza, trasparenza e condivisione. Autonomia quindi, e non ‘paravento’ dietro al quale celare modi di fare poco chiari, e neppure autoreferenzialsimo, come quello dimostrato dal sindaco nel definire “incomprensibile” una sentenza che paventa “l’esercizio di un potere discrezionale (…) in aperta violazione di legge”. Ho anche trovato assolutamente scorretta la comparazione fra la situazione della sindaca di Crema, che ha ricevuto un avviso di garanzia perché un bambino si è schiacciato un dito all’asilo, e quella di Valduga che, come emerge dall’attuale sentenza, genererebbe un importante danno erariale al Comune di Rovereto. Concludo con una proposta a tutela dei sindaci: propongo che sia il Consorzio delle Autonomie Locali a farsi carico della difesa dei primi cittadini nei procedimenti giudiziari che li riguardano. Questo perché un grande comune come quello di Rovereto ha a disposizione le risorse per pagare spese legali; risorse che mancano invece a tanti piccoli comuni i cui sindaci (si veda il caso di Lona-Lases) non ricevono un adeguato supporto e sono spesso paralizzati nel loro lavoro al servizio della comunità per il timore di grane giudiziarie».

Pier Giorgio Plotegher: «Esprimo preoccupazione, soprattutto perché il comune di Rovereto attraversa una fase delicata negli ambiti del lavoro, della viabilità e della sicurezza. Un sindaco che deve difendersi in un procedimento giudiziario che si preannuncia lungo e complicato, per forza di cose riuscirà ad occuparsi con meno dedizione ed attenzione alle problematiche urgenti di Rovereto».

Cristina Luzzi: «I cittadini di Rovereto mostrano perplessità sulle conseguenze che potrebbe comportare la conferma del direttore generale Amadori. Cosa succederà ora con gli atti da lui emanati in passato, e che continuerà a emanare in futuro nel suo confermatissimo ruolo? Sono legittimi o nulli? I cittadini di Rovereto meritano una risposta chiara e tempestiva a riguardo».

L’articolo su “L’Adige” del 21.06.2021:

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