Cassa del Trentino e dimissioni di Cerea, perché l’incompatibilità non è stata evidenziata prima?

Hanno destato clamore e sconcerto le recenti dimissioni del prof. Gianfranco Cerea dalla carica di Presidente di Cassa del Trentino S.p.A., la società controllata con la quota del 100% dalla Provincia Autonoma di Trento e finalizzata allo svolgimento di attività di raccolta delle risorse finanziarie destinate agli investimenti pubblici a favore del territorio e di attività di supporto tecnico nel coordinamento e nella realizzazione delle strategie del governo provinciale.

Tali dimissioni sono intervenute a seguito della richiesta di un parere indirizzata dall’Università di Trento, presso la quale il prof. Cerea è professore ordinario, all’avvocatura dello Stato e riguardante la compatibilità tra lo svolgimento della professione di docente universitario di ruolo e la presidenza della società controllata dalla Provincia. L’avvocatura dello Stato si è espressa in senso negativo e il prof. Cerea ha optato per mantenere il proprio ruolo all’interno dell’università, rinunciando alla presidenza di Cassa del Trentino S.p.A..

Il pronunciamento dell’avvocatura dello Stato ristabilisce un obbligo di evitare conflitti di interessi, manifesti o potenziali, ma lascia aperto un dubbio enorme sul perché la questione non sia stata sollevata precedentemente, dal momento che il prof. Cerea era già stato alla guida di Cassa del Trentino S.p.A. nel triennio 2012-2014. Evidentemente, aveva fino ad ora prevalso la logica – ben conosciuta e ampiamente praticata dal centrosinistra autonomista – di assegnare senza troppi scrupoli incarichi di rilievo a quegli intellettuali e a quei tecnici che posseggono una caratteristica fondamentale: quella di non disturbare il manovratore.

E d’altra parte il prof. Cerea è anche, per così dire, il padre scientifico dell’ICEF, l’indicatore in base al quale le famiglie trentine si vedono fissare i prezzi per tutta una serie di servizi, dagli asili nido alle mense scolastiche, dalle tariffe per il trasporto studenti all’importo dei buoni di servizio, solo per citarne alcuni. L’economista, organico al centrosinistra autonomista, ha partorito un indicatore che, pur partendo da enunciati condivisibili, penalizza pesantemente chi, a parità di reddito, più risparmia e premia chi più spende. In pratica, si penalizzano le formiche e si premiano le cicale. Non solo, si penalizzano anche i Trentini, che mantengono sul territorio redditi e risparmi, che possono pertanto essere agevolmente rilevati, e sono favoriti gli stranieri che, con il meccanismo delle rimesse, trasferiscono il denaro guadagnato nei paesi d’origine.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. perché si sia reso necessario l’intervento dell’avvocatura dello Stato per segnalare l’incompatibilità tra gli incarichi accademici del prof. Gianfranco Cerea e la sua carica di Presidente di Cassa del Trentino S.p.A, incompatibilità che – se non altro in base a un principio di prudenza – la Provincia avrebbe dovuto autonomamente evidenziare.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione presentata il 16 ottobre 2015. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2207/XV

 

 

Risposta ricevuta il 21 marzo 2016: risposta interrogazione 2207 – dimissioni Cerea

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