CENTRO ACQUATICO

  • Trento è priva di un centro acquatico sullo stampo di quelli altoatesini e i cittadini del capoluogo sono costretti a migrare oltre il confine di Salorno. La città si doterà di una struttura analoga?

La città ha avuto la sua occasione con la riqualificazione dell’area ex Michelin: potevamo trovarci con una struttura come le terme di Merano, con un grande parco con vista sul Palazzo delle Albere che avrebbe valorizzato l’area circostante, ma le amministrazioni di centrosinistra hanno preferito accontentare gli appetiti di pochi per lasciare a bocca asciutta molti. E’ proprio il caso di chiamarlo “un buco nell’acqua”! Scartata questa opzione l’unica che vedo realizzabile e che fa parte del nostro programma è quella di un nuovo centro natatorio a sud della città. Sono già previsti a bilancio 8 milioni di Euro, e con l’eventuale partecipazione di privati si potrà dotare la città di un centro che soddisfi la domanda di svago e relax degli abitanti della città e degli ospiti che vedrebbero aumentare l’offerta turistica.

  • C’è una forte richiesta di centri wellness anche da parte dei turisti. I nostri alberghi sono adeguatamente attrezzati? Quali altre misure si possono assumere in questo ambito?

La presenza di centri wellness non dipende certo dalle scelte del Sindaco ma più dalle richieste del mercato turistico e tanti alberghi si stanno dotando di piccole strutture, certo manca una struttura centrale che soddisfi grandi volumi turistici. Poco lontano da Trento abbiamo centri termali come Levico, Roncegno, Garniga, Comano, che però non sono in rete tra loro. Con un po’ di logistica a livello provinciale e visioni meno localistiche da parte di ognuno tutto il territorio potrebbe trarne un beneficio, evitando di costruire costosi “doppioni”.

  • Sulla ristrutturazione della piscina di via Fogazzaro il consiglio ha rinviato la decisione alla prossima legislatura. Crede che il progetto andrà in porto?

Ormai credo la decisione non dipenda più tanto dalla politica ma piuttosto dal tempo che passa, ma la partita dipende anche dal futuro del progetto NOT: se non dovesse andare in porto è chiaro che l’area della piscina sarebbe l’unica che permetterebbe un’espansione dell’attuale ospedale. Penso al 2003 quando l’allora sindaco Pacher rimase folgorato sulla via dell’Acquarena di Bressanone e già si susseguivano voci di un progetto simile proprio all’ex Michelin, ma l’allora assessore Pegoretti aveva però smentito: «Trasformeremo il lido Manazzon in un parco acquatico». Da allora sono già passati 12 anni. Queste scelte vanno assolutamente slegate dai sogni del politico di turno ed elaborate con le società sportive, gli abitanti della zona e condivise con la cittadinanza. Va ricordato che tra i progetti professionalizzanti dell’Istituto “A. Pozzo” vi è proprio l’analisi dell’area sportiva Fogazzaro, con proposta progettuale di riqualificazione sul territorio. Perché non valorizzare le idee dei nostri giovani?

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.