Cia (FdI): “Opera teatrale a Pergine: blasfemia o cultura?”

Giovedì sera presso il teatro di Pergine ha avuto luogo una rappresentazione teatrale “dissacrante” il cui manifesto promozionale vedeva la raffigurazione della Vergine Maria con addosso una cintura esplosiva. Per di più non è chiaro il nesso fra l’immagine della Madonna e la trama dell’opera scritta a corredo del post, che riguarda invece un confronto fra tre individui vittime di atti vandalici. Si tratta certamente di una provocazione di pessimo gusto finalizzata ad attirare attenzione sullo spettacolo teatrale. Da cristiano, vedere questa becera immagine mi ha profondamente irritato e rattristato, e credo che la sensibilità di molti credenti sia stata colpita allo stesso modo. Ciò che mi lascia l’amaro in bocca è soprattutto la presenza, nell’attuale dibattito pubblico, di un evidente “doppiopesismo” su alcuni temi. Vero, l’Italia è un Paese secolarizzato e laico, ma troppo spesso si assiste a un’umiliazione dei simboli e dei valori su cui si basa la fede cristiana. La differenza di opinioni è legittima e sacrosanta, ma non può scadere in atti volgari che magari si vorrebbero ammantare di un’opinabile libertà artistica. L’arte è ben altra cosa.

Purtroppo la religione cristiana è divenuta un facile bersaglio, mentre su altri temi vige un insensato “politically correct” per cui non vi è possibilità di esprimere dissenso. Qualche giorno fa, ad una manifestazione Lgbt a Roma, ad aprire il corteo vi era un “Cristo Lgbt” di straordinaria volgarità, con tacchi a spillo e una croce adornata da simboli fallici. Per aver criticato questa sceneggiata un mio post è stato rimosso da Facebook in quanto “incitava all’odio”. Mi chiedo dunque cosa sia l’incitamento all’odio: una critica legittima basata su una richiesta di rispetto per una religione millenaria oppure un’immagine della Madonna cinta d’esplosivo? George Orwell in 1984 fa riferimento a una “neolingua” creata dal regime per sostituire la vecchia lingua basata su pluralismo di visioni del mondo e differenti abitudini mentali; una volta interiorizzata questa neolingua, per la popolazione sarebbe stato sostanzialmente impossibile anche solo pensare qualcosa di diverso dall’opinione dominante. Fortunatamente in Italia non viviamo nell’universo distopico rappresentato dal grande scrittore inglese, ma mi sembra evidente una tendenza a ritenere certi argomenti più “sacri” di altri, a discapito di quelli che sacri lo sarebbero per davvero. Mi ritengo un fedele disincantato e dunque spesso critico verso le reticenze del Vaticano, ad esempio per la recente scoperta delle fosse comuni di bambini nativi americani nei pressi dei collegi cattolici in Canada, o verso i fedeli che partecipano alla Santa Messa per mera abitudine o dovere. Ma per quei credenti che vivono la propria sfera religiosa con sensibilità vera e profonda non è giusto accettare tacitamente rappresentazioni becere e oltraggiose che offendono la loro spiritualità. Mi chiedo infine quale sia la sensibilità dell’amministrazione perginese verso la propria popolazione se queste sono le manifestazioni che avvalla.

Cons. Claudio Cia – Presidente del Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia

 

L’articolo su “L’Adige” del 06.07.2021:

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