Cia replica a Zanella (PD) sulla sanità: “Autonomia non significa vivere su un’isola circondata dall’oceano”.

Egregio Direttore, in una recente lettera, il consigliere provinciale del Pd Paolo Zanella parte dai recenti dati che evidenziano l’incremento della spesa sanitaria delle famiglie trentine, per poi attaccarmi direttamente per una presunta complicità nella situazione critica del sistema sanitario, semplicemente in quanto parte dell’attuale maggioranza provinciale, a cui attribuisce, ovviamente, ogni colpa. Mi ricorda che “la sanità pubblica trentina è completamente finanziata e organizzata dalla Provincia autonoma di Trento dal lontano 1994, e pertanto la responsabilità delle scelte in questa materia è integralmente della Giunta provinciale”Lo ringrazio per la lezione, ma Autonomia non significa vivere su un’isola circondata dall’oceano!

È indubbio che l’aumento della spesa sanitaria delle famiglie sia un tema di rilevanza, e comprendo le preoccupazioni espresse a tal riguardo; io stesso ho analizzato in chiave critica tali dati. Tuttavia, bisogna evitare una semplificazione eccessiva della questione, col fine esclusivo di attribuire colpe alla nostra attuale amministrazione provinciale. È fondamentale comprendere che la situazione critica della sanità non è un problema esclusivo del Trentino, ma piuttosto una sfida diffusa a livello nazionale, aggravata dalle politiche di austerità imposte dall’Unione Europea. È necessario considerare i problemi strutturali che hanno contribuito a questa situazione, come la carenza di medici e le politiche che hanno impattato sui servizi sanitari locali. Sono ben note le riduzioni della spesa pubblica e i tagli che hanno avuto un impatto significativo sulla sanità trentina.

Cito solo a titolo d’esempio, per far capire che l’Autonomia non ci rende immuni ai tagli nazionali, il graduale calo dei gettiti arretrati dallo Stato e la loro successiva scomparsa dal 2023, con scostamenti pari a centinaia di milioni di euro in meno. Cito inoltre l’opera sistematica di definanziamento del Servizio Sanitario per 37 miliardi di Euro portata avanti dai governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e Conte. Tagli contrari al buon senso e al fabbisogno reale se si considera che, nel frattempo, sono aumentati di numero i cittadini italiani, l’età media, la complessità e la cronicizzazione delle malattie. Guardiamo al Trentino: in un decennio la popolazione è aumentata di 17.289 residenti, ma soprattutto ci sono 17.952 over 65 in più. L’incidenza delle persone con un’età pari o superiore ai 65 anni è passata dal 19,8% al 22,5%. Va poi considerato il contesto sociale in cui viviamo oggi, frutto di un pensiero ideologico che negli anni ha demolito il ruolo della famiglia, resa così incapace di assumersi compiti di sostegno ai bisogni assistenziali dei propri cari. Abbiamo reso le persone più sole, senza una rete famigliare, e per questo gravano e graveranno sempre più sull’ente pubblico per avere risposte ai loro bisogni assistenziali, ma anche umani.

Questi tagli, avvenuti nel corso degli anni, hanno contribuito a creare una situazione di precarietà anche nel sistema sanitario trentino. Dimentichiamo forse i 100 milioni di Euro tagliati a livello provinciale dal 2013 al 2015 in nome di un efficientamento che non si è mai concretizzato? Sono stati cancellati oltre 300 posti letto nei nostri ospedali, declassate e/o chiuse unità operative degli ospedali di valle, ridotte le guardie mediche, peggiorati i tempi di attesa per l’accesso dei pazienti alle prestazioni sanitarie.

Attribuire unicamente all’attuale amministrazione l’aumento della spesa annuale delle famiglie per la salute e la privatizzazione della sanità, banalizza e distorce la realtà. Con realismo, nonostante le sfide incontrate, la Giunta Fugatti ha compiuto sforzi significativi per cercare di migliorare la risposta ai bisogni sanitari. In quest’ottica ha coinvolto tutti i soggetti, privato convenzionato compreso, disponibili al raggiungimento di questo obiettivo. A tal proposito sono state destinate maggiori risorse rispetto al passato, come dimostrato dall’incremento del bilancio dell’Apss nel corso degli anni. Dal 2012 fino al 2018 il costo annuale dei livelli di assistenza si attestava a 1 miliardo e 200 milioni. Nel 2023 è stato di 1 miliardo e 480 milioni: 280 milioni in più. Questi sono numeri, non sono opinioni personali. Detto ciò, bisogna continuare a lavorare per garantire un servizio sanitario efficace e universale per tutti i cittadini trentini.

Cons. Claudio Cia

 

La lettera sul quotidiano “l’Adige” pubblicato in data 16 aprile 2024:

La crisi della sanità ha radici lontane

Esito dell'iniziativa

 

Lettera inviata al quotidiano “l’Adige” in data 15 aprile 2024, come replica alla lettera del consigliere PD Paolo Zanella del giorno precedente.

 

 

Spesa sanitaria, le colpe della Provincia

 

 

 

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