Cia: «Urzì si candidi alle Europee così dimostra che consenso ha»

Il consigliere provinciale Claudio Cia se n’è andato da Fratelli d’Italia per una sorta di incompatibilità con i vertici locali del partito con i quali ormai i rapporti si erano irrimediabilmente deteriorati, soprattutto in occasione della trattativa con il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, per la composizione della giunta provinciale in cui è stato sacrificato per la vicepresidenza a Francesca Gerosa.

Ciò non toglie che Cia abbia lasciato in Fratelli d’Italia molte persone alle quali si sente unito da reciproca stima, tra cui la deputata Alessia Ambrosi, la cui candidatura alle elezioni europee è ancora in forse sempre per dinamiche tutte interno al partito e ostilità tra fazioni.

Consigliere Cia, la candidatura di Alessia Ambrosi alle elezioni europee sembrava cosa fatta. E invece, ancora una volta, c’è chi starebbe cercando di boicottarla. Come vede la situazione?

In casa d’altri non metto becco, tuttavia ho avuto modo negli anni di apprezzare il lavoro di Alessia Ambrosi in Fratelli d’Italia e oltre alla vicinanza politica c’è l’amicizia. Per cui mi sento di dire qualcosa da amico, oltre che da cittadino che osserva quanto sta accadendo.

E dunque da amico cosa pensa?

Per prima cosa mi ha fatto sorridere quando ho letto che Fratelli d’Italia pensava di metterla in campo come candidata al Parlamento europeo, mentre due mesi fa hanno fatto di tutto per impedirle di candidarsi al congresso. Quindi non andava bene quando avrebbe potuto essere eletta alla presidenza provinciale del partito, mentre ora va bene perché si tratta di raccattare voti nelle urne e si punta al suo consenso personale e all’apprezzamento che suscita tra gli elettori.

Pensa che Ambrosi potrebbe farcela ad essere eletta al Parlamento europeo?

Da quanto leggo sul giornale mi pare, innanzitutto, che non ci sia grande unità nel partito nel sostenerla. Anzi emerge che ci sia chi ha posto quasi un veto o comunque ha sollevato perplessità e per questo Alessia Ambrosi sta ancora valutando il da farsi.

Sta parlando del coordinatore regionale Alessandro Urzì, che da commissario aveva deferito Ambrosi ai probiviri?

Certo, così ho letto. E a questo punto, da cittadino suggerirei che a candidarsi alle Europee di giugno siano proprio Alessandro Urzì o Francesca Gerosa, magari entrambi.

Perché?

Visto che Urzì e Gerosa ritengono di aver fatto così bene al Trentino potranno portare in dote i loro voti e dimostrare quanto consenso sono riusciti a costruire in questo anno e mezzo e vedremo se saranno realmente capaci di tirare fuori il partito dal pantano.

Sono messi così male?

Mi pare che in Trentino Fratelli d’Italia stia arrancando, basta vedere le difficoltà che sta incontrando il partito per le elezioni comunali. A Rovereto rischiano di restare fuori perché nessuno li vuole e la scusa è che si tratta di un progetto civico e quindi potrebbero ritrovarsi a correre da soli. Ad Ala la coalizione è già chiusa e loro sono stati esclusi. A Mezzolombardo, dove era sindaco il consigliere provinciale di FdI, Christian Girardi, hanno preferito non presentarsi con il simbolo ma confermare le civiche.

Quindi per lei una candidatura di Urzì alle Europee permetterebbe di “testare” quanto ha seminato? Ma alle Europee basta Giorgia Meloni a tirare il simbolo conterà più dei candidati locali, non pensa?

Certo, ma Urzì è di Bolzano, è stato commissario a Trento ed è stato eletto in Veneto. Nessuno meglio di lui può rappresentare la circoscrizione.

L.P.

Esito dell'iniziativa

 

Articolo sul quotidiano “l’Adige” del 16 aprile 2024:

 

Cia, Urzì si candidi alle europee così dimostra che consenso ha

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