Cittadini onesti pagano le conseguenze dell’utilizzo improprio di soldi pubblici…

In questi giorni la stampa ci ha ricordato che dal 2005 un drammatico incidente costringe Tania, una ragazza di Vigolo Vattaro, a vivere la condizione di non autosufficienza per sopravvenuta tetraplegia. Evento che da subito la famiglia ha affrontato con realismo e spirito di sacrificio. Il papà è passato a un lavoro part time per essere di aiuto alla figlia, l’abitazione è stata adeguata ai nuovi bisogni, è stato richiesto l’assegno di cura (12,16 euro al giorno).

Funzionari, pratiche burocratiche, certificati medici avrebbero dovuto essere garanti della legittimità dei benefici ricevuti, ma, dopo qualche anno, si scopre che un funzionario disonesto e controllori sbadati della Comunità di Valle hanno consentito la creazione di un sistema di distribuzione indebita di denaro pubblico che ha coinvolto 185 famiglie, alcune delle quali risultate poi conniventi.

Non però la famiglia di Tania, che – del tutto inconsapevole e in perfetta buona fede – ha beneficiato del sussidio economico non calcolato correttamente su base ICEF e, dal maggio 2012, se lo è visto sospendere. Nel gennaio 2014 Tania ha perso la mamma, scomparsa tragicamente dopo un incidente in montagna. Ora è stato chiesto alla sua famiglia di restituire le somme ricevute, pari a 39.119,01 euro. Tale richiesta mette in enorme difficoltà questa famiglia, che già deve sostenere ingenti spese, tant’è vero che è stato presentato ricorso al Presidente della Repubblica.

Poiché l’assegno di cura ha lo scopo di sostenere la persona con riconosciuto elevato bisogno di assistenza attraverso la valorizzazione delle risorse familiari e l’erogazione di una specifica provvidenza economica, essendo la famiglia estranea a comportamenti illeciti, non si ritiene forse iniquo penalizzarla con la richiesta di restituzione di cui sopra?

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta in aula, depositata il 3 giugno 2015. Segui l’iter sul sito del Consiglio provinciale: Richiesta di restituzione di un sussidio economico già erogato

 

La mia lettera sul quotidiano “Trentino”: E’ assurdo che Tania venga penalizzata

 

 

Risposta ricevuta nella seduta del 9 giugno 2015: risposta interrogazione n. 1654

 

«Quello che noi abbiamo convenuto (…) per venire incontro alle esigenze delle famiglie in difficoltà, la possibilità non solo di rateizzare la restituzione delle somme che indebitamente sono state versate, naturalmente in gran parte in situazioni di assoluta buonafede dei riceventi… ma non pone nessun tipo di conseguenza in caso di mancato rispetto delle scadenze che sono previste per la restituzione rateizzata (…) »

 

 

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