Claudio Cia “censurato” dalla Presidente del Collegio IPASVI: la vicenda continua…

In data 23 novembre 2016, la Presidente del Collegio IPASVI, nonostante la mia risposta con segnalazione al Presidente del Consiglio provinciale, ha comunicato al sottoscritto l’inflizione della sanzione disciplinare della censura comminata “quale dichiarazione di biasimo per la mancanza dimostrata nel recepire, applicare e rispettare le norme etico-deontologiche che guidano l’agire professionale dell’infermiere e le azioni assistenziali”.

In data 21 dicembre 2016 ho indirizzato al Presidente del Consiglio provinciale sig. Bruno Dorigatti una nota con cui lo informavo del provvedimento disciplinare inflittomi dall’Ipasvi su iniziativa della dott.ssa Luisa Zappini, che rivestiva, come riveste oggi, anche il ruolo di Dirigente della Struttura della Provincia Autonoma, denominata “Servizio Centrale Unico di Emergenza”, ma anche fino al 2010 un ruolo emergente, a livello locale, del partito UPT (Unione per il Trentino) partito oggi al governo della provincia. Con tale missiva ho chiesto al Presidente Dorigatti, “quale Garante dell’Assemblea legislativa, di evidenziare alla dott.ssa Zappini l’obbligo indifferibile di revocare immediatamente tale provvedimento, in quanto non fondato, illegittimo… ed inoltre gravemente lesivo delle funzioni politico-istituzionali, che intendo esercitare senza pretese limitazioni promosse dalla dott.ssa Zappini, o da altri”.

In data 28 dicembre 2016 il Presidente del Consiglio Provinciale, ha indirizzato al sottoscritto e alla dott.ssa Luisa Zappini, nella sua veste di Presidente del Locale Collegio IPASVI, una nota con cui ribadiva che: “L’intervento ispettivo, che ha dato origine alle denunce e alla censura, si è estrinsecato nella presentazione dell’interrogazione n. 2860/2016. Questo rappresenta un atto tipico della funzione di consigliere provinciale e in particolare rientra fra gli atti della funzione di controllo e di indirizzo politico: funzione che, riconosciuta e garantita a tutti i consiglieri eletti, si esplica nei confronti dell’amministrazione provinciale e dei soggetti ad essa strumentali, come le strutture del servizio sanitario provinciale (Titolo VI del Regolamento interno del Consiglio provinciale)”.

In data 22 febbraio 2017 ho inviato al Presidente del Consiglio Provinciale signor Bruno Dorigatti, una nota lamentando la mancata revoca del provvedimento disciplinare, pregandolo di un nuovo intervento presso il Locale Collegio IPASVI, al fine di nuovamente esplicare e chiarire la natura istituzionale della sua interrogazione.

In data 14 marzo 2017 il Presidente del Consiglio Provinciale signor Bruno Dorigatti, ha inviato alla Presidente del Locale Collegio IPASVI, signora dottoressa Zappini e al sottoscritto, una nuova nota nella quale evidenziava che la sanzione inflitta: “viene a costituire un atto non solo inusuale e anomalo rispetto al ruolo e alla funzione esercitata dal Consigliere provinciale, ma anche lesivo dei diritti e delle prerogative che sono assicurate al consigliere dallo statuto speciale di autonomia e dall’ordinamento assembleare. Sanzionare – ancorché sotto un profilo di disciplina professionale – la formulazione e la presentazione di un’interrogazione consiliare rappresenta davvero una limitazione e un pregiudizio oggettivo dell’esercizio della funzione consiliare, che per sua natura deve essere libera, e che in quanto tale è protetta dall’insindacabilità dei voti e delle opinioni espresse, alla pari dei parlamentari di Camera e Senato (art. 48 bis Statuto speciale)”.

Il Presidente del Consiglio ha precisato inoltre: “Le sarei grato se potesse tener conto di queste mie osservazioni che derivano dalla necessità di tutelare lo status di consigliere, e di riconsiderare una decisione e una procedura di sanzione che rappresenta un’oggettiva censura alla sua libertà d’azione.

In data 23 marzo 2017, alla sovra citata nota del Presidente del Consiglio Provinciale, la Presidente del Locale Collegio IPASVI, signora Luisa Zappini, ha risposto, precisando: “La Sua comunicazione, certamente in larga parte condivisibile, ha tuttavia quale errato presupposto la convinzione che il procedimento disciplinare menzionato abbia avuto, quale origine ed oggetto, l’interrogazione consiliare richiamata nella Sua nota. Tale circostanza è errata e pare pertanto corretto evidenziarlo. La valutazione etica e deontologica assunta dal Collegio, non riguarda in alcun modo l’interrogazione consiliare ma altre condotte, reputate non conformi alla condotta deontologica degli iscritti all’Albo professionale, con riferimento alla dignità dei colleghi e della professione infermieristica. Nel merito della questione, tuttavia, potrà comprendere, non è consentito addentrarsi, essendo il provvedimento assunto, come Lei stesso riferisce, non definitivo. Può tuttavia essere ulteriormente evidenziato, sempre in via generale, che qualora un soggetto politico permanga iscritto nel rispettivo collegio, resta pariteticamente sottoposto al rispetto delle regole etiche e l’incarico o il ruolo politico ricoperto non lo possono esimere dal controllo della propria categoria”.

 

La vicenda prosegue con la mia richiesta di rimessione in termini presso la Commissione Centrale a Roma –> prosegue…

 

 

Esito dell'iniziativa

 

Breve cronistoria dalla comunicazione della sanzione disciplinare della “censura” (novembre 2016) alla risposta della Presidente del Collegio IPASVI al Presidente del Consiglio provinciale Dorigatti (marzo 2017).

 

 

 

 

I documenti citati:

 

 

Lettera al Presidente del Consiglio Provinciale – 21 dicembre 2016

 

Lettera Presidente Dorigatti – 28 dicembre 2016

 

nuova lettera al Presidente – 22 febbraio 2017

 

Lettera del Presidente a Zappini – 14 marzo 2017

 

Risposta Zappini al Presidente – 23 marzo 2017

 

 

 

 

 

L’articolo sul “Trentino” online: Cia punito dall’Ipasvi di Luisa Zappini per le sue interrogazioni

 

 

 

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