Comunali 2020, Cia (AGIRE): “Un polo territoriale non può essere motivato dalla contrapposizione verso qualcuno”.

«La situazione delle forze autonomistiche presenti all’interno della nostra Provincia è –oggi più che mai –confusa». A dirlo è Claudio Cia, leader di AGIRE. «Esse – continua Cia – si trovano intrappolate tra l’incudine (chi vorrebbe un assalto alla diligenza e parla di “conquistare la città di Trento”) e il martello (chi vorrebbe sacrificarle sull’altare elettorale, per poi portarne le membra esanimi in dote al migliore offerente)».

In questo senso, l’idea «di un polo territoriale –scollegato da logiche nazionali, ma il cui unico obiettivo sia il bene della città di Trento – aveva attirato anche AGIRE per il Trentino (il movimento territoriale e autonomista che mi onoro di rappresentare in Consiglio Provinciale). È tuttavia da notare che –soprattutto negli ultimi tempi –le parole di alcuni alfieri mi hanno fatto pensare» dice Cia. «Come si può infatti, parlare di “progetto territoriale con a cuore la città di Trento” e poi mettere dei paletti come “non essere sovranisti” oppure “essere europeisti”? Come si può parlare di “progetto territoriale” se le condizioni per appartenervi non solo non sono locali, nemmeno nazionali, ma addirittura internazionali. Pare di essere ritornati al secondo Dopoguerra: siete pro Nato o Pro Urss? A condimento di tutto ciò, vi è l’eccessivo attendismo che ci ha condotti in una situazione stagnante e logorante, una tipica situazione romana insomma, che mal si sposa con la nostra Autonomia. Di tutte le popolazioni che esistono al mondo, solo a Roma si ricorda con una certa stima un attendista: Quinto Fabio Massimo detto Cunctator, “Temporeggiatore” per l’appunto: colui che durante la seconda guerra punica temporeggiò – continuando a rimandare lo scontro con Annibale – ripristinando lo Stato» sottolinea Cia.

«Anch’io sono convinto del fatto che,– come ebbe a dichiarare Walter Pruner in un suo recente intervento “un recupero di soggettualità, di orgoglio autonomista potrà offrire ancora contributi inimmaginabili”, soprattutto ad una città come Trento, che non ha bisogno di essere “conquistata”, ma che non può nemmeno giacere nell’immobilismo “andreattiano”. Se un dialogo tra forze autonomistiche deve essere avviato, che lo sia nel segno di chi ama e vuole far progredire la nostra città dando una risposta reale ai problemi dei nostri cittadini e non motivato dalla contrapposizione pregiudizievole verso qualcuno» assicura l’assessore regionale di AGIRE.

«È con questa premura che AGIRE per il Trentino nei prossimi giorni valuterà con rispetto i candidati sindaco che verranno proposti al tavolo della coalizione e, comunque sia, sul candidato sindaco di Trento non farà nessuna rottura perché ad oggi altri progetti seri, credibili e concreti non ce ne sono».

Cons. Claudio Cia – AGIRE per il Trentino

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 7 gennaio 2020:

Esito dell'iniziativa

 

Intervista sul quotidiano “l’Adige” del 7 gennaio 2020.

 

 

 

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