Contrasto ai cambiamenti climatici, quale efficacia per le azioni promosse in Trentino?

La Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici, ha portato al raggiungimento del primo accordo sul clima, nel quale 195 nazioni hanno dichiarato il loro impegno per ridurre il surriscaldamento globale. Il testo contiene un obiettivo molto ambizioso, seppur nella genericità delle azioni lasciate alla programmazione dei singoli stati: la crescita della temperatura deve essere bloccata “ben al di sotto dei 2 gradi” rispetto all’era preindustriale e si deve fare tutto lo sforzo possibile per non superare gli 1,5 gradi.

Tra gli elementi di base dell’accordo, c’è un programma di rafforzamento periodico degli obiettivi di riduzione fissati volontariamente dai singoli paesi. Si comincia con un incontro nel 2018 e poi si arriva, nel 2023, alla prima revisione vera e propria per far crescere gli obiettivi di taglio della CO2 (ce ne sarà una ogni 5 anni). Come lo stesso accordo ammette infatti, con i tagli di CO2 che finora i governi hanno messo in campo si va verso un aumento di temperatura insostenibile.

Tra le leggi provinciali che definiscono le norme in materia di emissioni climalteranti vi è in modo particolare l’art. 23 della l.p. n. 19 del 2013 sulla VIA “Strategie e interventi della Provincia per fronteggiare il cambiamento climatico”, attraverso le quali la Provincia intende promuovere una strategia per fronteggiare il cambiamento climatico, tra i cui obiettivi vi sono la riduzione della dipendenza da fonti energetiche non rinnovabili di origine esterna, il raggiungimento dell’autosufficienza energetica, la conservazione della biodiversità e l’aumentare della sua biomassa, in particolare quella boschiva, per incrementare la capacità di assorbimento dell’anidride carbonica e degli altri gas climalteranti da parte degli ecosistemi.

In particolare la Provincia ha l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza energetica entro il 2050, puntando sul contributo delle fonti rinnovabili interne, e mira al conseguimento dell’obiettivo “Trentino Zero Emission” con la riduzione tendenziale delle emissioni di anidride carbonica e degli altri gas climalteranti in misura del 50 per cento rispetto ai livelli del 1990 entro l’anno 2030, e del 90 per cento rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050, tenendo conto dei contesti tecnologici ed economici a scala nazionale ed internazionale.

La legge provinciale n. 5 del 1998 (Disciplina della raccolta differenziata dei rifiuti) all’art. 11 commi 2 e 1 bis, stabilisce in che percentuale devono essere acquisiti prodotti verdi, rendendoli quindi requisiti per poter partecipare ad una gara. L’APPA si occupa del monitoraggio dei cosiddetti “acquisti pubblici verdi”, ma i risultati sono difficilmente riscontrabili sul sito internet dell’Agenzia.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. qual è il livello di anidride carbonica e altri gas climalteranti del 1990 preso a riferimento per valutare il percorso di riduzione delle emissioni e qual è il dato aggiornato alle ultime rilevazioni svolte;
  2. in merito all’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza energetica puntando sul contributo delle fonti rinnovabili interne, quali sono i dati riguardanti i consumi e la produzione di energia a livello locale negli ultimi 5 anni e quali siano le fonti di produzione (idroelettrico, termoelettrico…);
  3. in merito alla “riduzione della dipendenza da fonti energetiche non rinnovabili di origine esterna”, quali sono i dati relativi all’energia di “origine esterna” negli ultimi 5 anni.
  4. in merito all’aumento della biomassa boschiva, quali sono le ultime stime disponibili e quali sono le previsioni in base agli obiettivi che la Provincia si è data;
  5. se gli obiettivi definiti dall’art. 23 della l.p. 19 del 2013 sono conformi a quanto definito dal recente accordo sul clima di Parigi e se non si ritenga opportuna una revisione della normativa, anche attivando forme innovative di partecipazione popolare;
  6. se nella recente l.p. n. 2 del 2016 all’art. 17 “Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, ritenga possibile l’introduzione obbligatoria, e non solo facoltativa, di clausole ambientali nei bandi e in caso negativo, se non ritenga possibile inserire in maniera più incisiva modalità che consentano di premiare chi propone soluzioni innovative e in linea con gli obiettivi ambientali fissati dalla Provincia;
  7. se vengono osservate pienamente le percentuali stabilite dal art. 11 della l.p. 5 del 1998, specie ai commi 2 e 1 bis, riguardanti la copertura del fabbisogno annuale dei beni di consumo con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato, quali sono le percentuali attualmente raggiunte, e se in base alla sua concreta applicazione ritiene che sarebbe possibile alzarle, e se no perché;
  8. se il monitoraggio dei cosiddetti “acquisti pubblici verdi” effettuato dall’APPA risulta pubblicamente consultabile alla data di deposito della presente interrogazione e in caso contrario perché e se non ritenga fondamentale una maggiore e più accessibile informazione alle tematiche in questione;
  9. quali siano le attività informative allo stato attuale attivate dalla Provincia per informare in merito agli obiettivi che la stessa si è data nelle normative citate in premessa (acquisti “verdi”, riduzione delle emissioni climalteranti, autosufficienza energetica…);
  10. se ritenga positiva una modifica del comma 4 dell’art. 23 della l.p. 19 del 2013, eliminando il riferimento alla possibilità di acquisizione di titoli d’uso o di altri meccanismi in aree di foresta pluviale da gestire in modo sostenibile e certificato, a favore invece di buone pratiche sul territorio provinciale;
  11. quali sono le ultime rilevazioni del monitoraggio sullo stato di attuazione della Convenzione delle Alpi e quali sono gli obiettivi raggiunti finora.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

 

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 3 maggio 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 3053/XV

 

 

 

Risposta ricevuta il 7 luglio 2016: risposta interrogazione 3053 – contrasto ai cambiamenti climatici

 

 

 

 

 

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