Cooperazione, da troppo tempo al servizio della politica.

La reputazione della Cooperazione è compromessa da tempo, precisamente da quando ha scelto di rendersi funzionale alle pretese della politica che l’ha ridotta a sportello di collocamento, a cui si rivolgevano i politici che contano per far assumere i loro tanti raccomandati che per nessun motivo dovevano essere poi licenziati.

Non dunque l’efficienza o le competenze hanno determinato il fabbisogno della forza lavoro, ma la logica clientelare, e ora, a distanza di anni, è arrivato il tempo della verità. E la verità è che l’esercito dei raccomandati ha drammaticamente inquinato l’insieme dei meccanismi che normalmente regolano l’incontro tra i posti di lavoro vacanti e le persone in cerca di occupazione.

Non sorprenda, dunque, se ora sentiamo freddamente parlare di esuberi e ancor meno se tra questi non si trovano i raccomandati, ma solo patri, madri e figli. Il triste epilogo degli 80 lavoratori del Sait, licenziati con referendum, segna la deriva a cui si è votata la Cooperazione, la quale, concentrata ad assecondare i desideri della politica e la bramosia di potere e denaro per pochi, da tempo ha rinunciato ai valori che sono l’essenza della sua ragione di esistere.

Cons. Claudio Cia

 

La lettera sul quotidiano “l’Adige” del 5 gennaio 2018:

Esito dell'iniziativa

 

Lettera inviata ai quotidiano locali il 29 dicembre 2017.

 

 

 

La lettera su “La Voce del Trentino”: I raccomandati della cooperazione e l’ora della verità.

 

 

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