Dellai è un personaggio alquanto particolare… parla di visione nel lungo periodo, ma in pochi anni ha fatto e disfatto partiti politici come pochi altri, a dimostrazione che con il futuro ci ha azzeccato poco o nulla, a meno che il suo concetto di futuro non sia funzionale alle sue tornate elettorali.
“Il capoluogo deve ritrovare attenzione alle piccole cose”, ma una riga sotto lo ritroviamo con “la nostra città, infine, deve progettare le cose in grande”. E’ una “grandezza” fine a se stessa, che emerge compulsivamente nella visione politica dellaiana. L’abbiamo vista nei vari progetti tipo Metroland, la ritroviamo nei vari Boulevard o “Stazione internazionale”… un Re Mida al contrario, che invece di trasformare ciò che tocca in oro, lo trasforma in cemento e asfalto, lasciando dietro di sé cubature vuote o inutilizzabili, basti pensare al caso emblematico dell’ex Hotel Panorama a Sardagna. Uno stano valore aggiunto per un territorio che grazie al suo ambiente è vocato al turismo, e che lo stesso Dellai vorrebbe promuovere: “occorre rilanciare il turismo legato alla natura e ai beni storici”, dice.
Mentre Dellai e i suoi discepoli vendono ancora sogni insostenibili, ricordo che nostri concittadini non hanno lavoro, non riescono a pagare mutuo e utenze, a fare la spesa… questo anche grazie alla sua “lungimirante” politica che ha assorbito risorse a discapito di priorità che oggi presentano inesorabilmente il loro conto. Ma questo è un tema che non rientra nel DNA di questa politica basata sul “grande” fine a sé stesso… non meraviglia dunque che anche lo stesso Dellai riconosca che il problema sarà portare la gente a votare! La colpa non è dell’elettore sfiduciato, ma di chi, usando la politica, lo ha privato di quella fiducia.
Io credo che dobbiamo tornare ad occuparci della gente con umiltà, ad ascoltarla, a frequentare le loro case e a percorrere le loro strade, senza ricette magiche imposte. Io personalmente non affiderei il mio futuro in chi non si è ancora reso conto della realtà del presente…
L’articolo sul quotidiano “Corriere del Trentino” dell’11 aprile 2015: