Depuratore di Torcegno, la riposta della Provincia dopo le denunce di inquinamento.

E’ arrivata la risposta dell’assessore Mauro Gilmozzi all’interrogazione del Consigliere provinciale Claudio Cia che chiedeva conto degli aggiornamenti sullo stato si salute del torrente Ceggio, affluente del Brenta, dopo le denunce di inquinamento.

Nel mese di ottobre 2016 era stato lo stesso consigliere di AGIRE per il Trentino a effettuare un sopralluogo in quel di Torcegno per verificare lo scarico nel torrente delle acque residuali provenienti dall’impianto di depurazione che serve l’abitato. Raccolti dei campioni d’acqua, uno a monte e l’altro a valle dello scarico, li aveva consegnati ad un laboratorio specializzato nella gestione diretta degli impianti di depurazione: i risultati sono stati tali da portare il consigliere a interessare i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Trento che, in seguito alle attività ispettive effettuate presso l’impianto, hanno denunciato il Sindaco di Torcegno alla Procura della Repubblica. Cia a distanza di tempo ha chiesto aggiornamenti in merito alla situazione del torrente.

Nella risposta della Provincia si ricorda che il Piano provinciale di risanamento delle acque (PPRA) prevede che le pubbliche fognature dell’abitato di Torcegno vengano convogliate, per la loro depurazione, all’impianto sito nel comune di Castel Ivano, frazione Villa Agnedo. Il Comune di Torcegno era stato autorizzato temporaneamente, nel luglio del 2000, a scaricare nel Ceggio le acque reflue dell’impianto di depurazione a sedimentazione meccanica in questione, fino all’entrata in funzione del collegamento con l’impianto di depurazione biologico di Villa Agnedo.

Nel maggio 2002, con decreto del Presidente della Provincia, era stato fissato al 31 dicembre 2015 il termine di validità di tutte le autorizzazioni già rilasciate in via temporanea, relative alle pubbliche fognature non ancora adeguate al PPRA, prescrivendone il relativo adeguamento entro lo stesso termine, fatta salva la possibilità di mantenimento delle esistenti modalità di scarico “per giustificate ragioni tecniche, previa presentazione di una specifica domanda di rinnovo dell’autorizzazione. Qui la risposta della Provincia non specifica se il Comune avesse presentato il rinnovo dell’autorizzazione; dalle verifiche dei Carabinieri del NOE emergeva infatti che l’impianto di depurazione recapitava i reflui nel torrente Ceggio in assenza di valida autorizzazione provinciale, scaduta alla fine del 2015.

A questo punto la risposta dell’Assessore Gilmozzi passa al dicembre 2016 (quindi dopo l’intervento del consigliere Claudio Cia), con il Comune di Torcegno che presenta domanda di autorizzazione per il mantenimento dello scarico esistente, in attesa della realizzazione delle opere di adeguamento previste. Il Servizio Autorizzazioni e valutazioni ambientali ha rilasciato l’autorizzazione allo scarico con determinazione del 26 gennaio 2017. Alla luce della situazione accertata dai Carabinieri del NOE, sono state avanzate varie prescrizioni al Comune di Torcegno, tra le quali il rispetto dei limiti di accettabilità in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti, una pulizia straordinaria di tutti i comparti dell’impianto di trattamento e un controllo sulle acque di scarico per la verifica del rispetto dei limiti fissati in materia di Tutela dell’ambiente dagli inquinamenti.

Il Comune di Torcegno ha ottemperato alle prescrizioni impartite come si rileva dalla nota di data 27 marzo 2017, da cui emerge il rispetto dei limiti di accettabilità contenuti nella tabella 2 allegata al T.U.L.P. in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti. Le analisi biologiche del tratto verranno ripetute come da programma durante il 2018, mentre le analisi chimiche effettuate nel corso del 2016 e del 2017 confermano la situazione di criticità dovuta all’eccessivo carico di nutrienti.

Il tratto interessato, scrive Gilmozzi, “risente anche dei prelievi idrici” (come quelli per la centrale di Carzano) che impediscono di fatto una completa diluizione dei nutrienti che arrivano dallo scarico, confermando le preoccupazioni del Consigliere Cia, che con un’altra interrogazione era intervenuto sulla questione dei prelievi idrici.

Nel caso specifico del torrente Ceggio, le misure previste per migliorare la situazione sono il collettamento al depuratore di Villa Agnedo e il rilascio nel corpo idrico di un deflusso minimo vitale adeguato al mantenimento di una portata continua in alveo. Il Servizio Gestione Risorse Idriche ed Energetiche afferma che per ripristinare un deflusso continuo nel torrente Ceggio, fatta salva la disponibilità idrica del corso d’acqua, si dovrebbero assumere provvedimenti di varia natura, tra i quali l’aumento in via temporanea dei valori di DMV.

Per quanto riguarda l’iter di realizzazione dei due tratti di collettore, sollecitato da Cia, viene confermato il completamento della progettazione della dorsale di fognatura nera che consentirà il collegamento con il collettore principale di fondovalle Borgo Valsugana–Villa Agnedo. Viene confermato inoltre che entrambi i collettori Castelnuovo–Telve e Telve–Torcegno sono stati approvati e finanziati con provvedimenti di assunzione della spesa adottati nel corso del mese di dicembre 2017.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino” dell’8 aprile 2018:

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 7 aprile 2018. L’interrogazione con la risposta completa: Depuratore di Torcegno: dopo le denunce di inquinamento cosa è cambiato?

 

 

 

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino” online: Ceggio, bene ma non benissimo

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Depuratore di Torcegno, la riposta della Provincia dopo le denunce di inquinamento

 

 

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