Dietro le quinte del “caso” De Laurentiis-Dallapiccola, un problema politico

E’ di un paio di mesi fa circa la “sentenza” che l’Assessore Dallapiccola pronunciò in aula consiliare ai suoi colleghi consiglieri provinciali, quelli di opposizione, rei di essere degli ignoranti in quanto incapaci di capire i dettagli del suo elevato e complesso agire politico in materia agricola.

E’ proprio per evitare un’ennesima accusa, da parte dello “Special One” di Giunta, di ignorare una sua perla politico amministrativa, questa volta in materia turistica, che domando di essere illuminato sui retroscena della vicenda “De Laurentiis”: chiedo di abbeverarmi al calice della sapienza, per conoscere e non ignorare.

E’ importante interpellare l’Assessore in oggetto, perché, quando interviene in forma ufficiale, questi rappresenta non solo il Patt, ma tutti. Mancando il chiarimento dell’interessato, ed essendo in sua assenza giunto un giudizio benevolo dalla Chioccia di Giunta, che di tutto ha parlato meno che del fatto specifico, appare di ogni evidenza che quando un rappresentante pubblico viene additato al pubblico ludibrio nazionale, ciò non assume valenza personale, ma collettiva, in quanto interprete e rappresentante dell’intera Comunità trentina, sia di quella che lo ha votato, sia di quella che neanche lo conosce.

Al netto dunque di ogni posizione relativa a ruoli di governo o di opposizione ricoperti, ed anche fuori da ogni tipo di sterile polemica che nulla deve rilevare sul piano personale, il punto è quello di capire se le dissertazioni del Presidente Rossi apparse sulla stampa circa la stranezza caratteriale di uno tra gli imprenditori cinematografici più importanti d’Italia siano autentiche, o se la politica del nostro Assessore al turismo ha, anche in questa fase, ancora mancato e qualche cosa ci è stato nascosto.

E’ palese che i toni assunti dal Presidente del Napoli sono stati impropri, improvvidi e sopra le righe.

La durezza dell’intervento del Presidente del Napoli ha superato, e di parecchio, lo stile, il livello di critica democratica, l’astina del confronto dialettico, a tal punto da ritenere che sia conseguenza di una provocazione o di un rapporto con le istituzioni partenopee non certo idilliaco. Ma se così fosse il problema è politico e non un affare interno al Partito di riferimento o ad un incontro salottiero a due, tra Presidente ed Assessore.

Si tratta di capire per quale motivo vi sia stata improvvisamente un’alzata di scudi contro un nostro rappresentante istituzionale. Se dunque, come si legge, ci troviamo di fronte secondo il Presidente della Giunta ad un personaggio del tutto particolare e, pare di capire, piuttosto strano, perché fare accordi con simili personaggi che si fanno pagare per insultarci?  Se invece lo strano è, come affermato dal Presidente del Napoli, il nostro Assessore, definito “roba da manicomio”, allora si pone un problema di adeguatezza del nostro Assessore.

Ora, se il Presidente del Napoli ha sbagliato, l’Assessore deve pretendere pubbliche scuse; se di offese precedenti si è invece reso protagonista il nostro Amministratore un chiarimento è lui, Assessore, che lo deve, diretto e pubblico.

Il condurre il tutto ad una questione temperamentale riduce la già non edificante immagine pubblica della politica trentina ad una triste farsa, quasi un fenomeno da Circo Barnum, nel quale manca solo la donna cannone, visto che non ci si è fatti mancare nulla nella coreografia degli ultimi mesi e sempre all’ombra bistellata alpina, dalla “ragazzata” del saluto littorio, alla “ingenuità” dell’acquisto voti al discount dei cappelli piumati.

E’ la politica che va riportata al centro, al centro della storia opaca e grigia di una Giunta provinciale che troppo spesso nasconde problemi strutturali con la foglia di fico del dilettantismo provinciale.

I capitali in ballo, non solo morali ma anche economici, hanno connotazione politica e non possono articolarsi secondo profili di improvvisazione.

La politica turistica trentina può sbagliare, può non raggiungere gli obbiettivi prefissati, non è questo il punto. La questione è invece capire se il Trentino turistico, se l’impresa turistica, se la programmazione turistica trentina rientra all’interno di una progettualità, di una profilatura alta ed a lunga veduta, o se vive di spot come quello andato in onda venerdì scorso.

cons. Claudio Cia

 

Lettera pubblicata sul quotidiano “Trentino” del 21 ottobre 2016:

Assessore e Rossi ci facciano capire

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 18 ottobre 2016.

 

 

 

Pubblicato come lettera sul quotidiano “Trentino” del 21 ottobre 2016.

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