Diffusione delle zecche in Trentino, quali le zone più colpite e le iniziative di prevenzione?

Con l’arrivo dell’estate si ripresenta il pericolo di essere punti dalle zecche. Il clima attuale favorisce particolarmente il proliferarsi nell’ambiente di questo parassita, che di per sé non rappresenterebbe un problema se non fosse che, in alcuni casi, può essere un pericoloso agente di trasmissione di malattie infettive.

Una zona ricca di laghi, e dunque umida, a quote basse, sotto i 1500 metri, costituisce un ambiente ideale per le zecche che sopravvivono meglio in zone ombrose, lontano dall’esposizione diretta al sole. Gli animali domestici sono il veicolo “essenziale”, ma anche gli animali selvatici, specie i roditori stanziati proprio lungo i laghi, sono portatori di questi acari.

La puntura della zecca è indolore: solo dopo ore o qualche giorno può esserci del prurito o irritazioni cutanee, motivi che portano a scoprire lo sgraditissimo “ospite”. In altri casi può accadere che si producano disturbi persistenti come mal di testa, nausea, dolori articolari o muscolari, fiacchezza.

Non è raro scambiare i sintomi con quelli dell’influenza e dunque ritardare la diagnosi. Il fenomeno è grave, poiché le malattie trasmesse dalla puntura di zecca, se non curate per tempo, possono avere strascichi invalidanti e, in taluni casi, addirittura conseguenze mortali. Spesso i trentini non sono adeguatamente informati sui rischi e di conseguenza sottovalutano il parassita.

Da alcuni anni esiste un vaccino contro la TBE (encefalite da zecche). Il suo costo si attesta sui 188 euro (47 euro a trattamento, 3 iniezioni il primo anno, cui segue un richiamo l’anno seguente).

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. quali sono le zone del territorio provinciale più colpite da focolai di zecche, chi si occupa del monitoraggio e se esiste una mappa consultabile aggiornata delle zone a rischio;
  2. quanti casi di infezione derivanti da puntura di zecca sono stati registrati dai vari Pronto Soccorso, e in quanti soggetti sono stati riscontrati disturbi neurologici, suddivisi per tipologia e in numeri assoluti negli ultimi 5 anni;
  3. quali strategie di informazione e prevenzione vengono attuate per ridurre il numero di soggetti punti da zecche e se vi siano margini per rendere disponibile il vaccino a costi inferiori.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 19 luglio 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 3349/XV

 

 

Risposta ricevuta il 25 agosto 2016: risposta interrogazione 3349 – presenza zecche in Trentino

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