Digitalizzazione dell’istruzione: avviamento all’utilizzo degli e-book nelle scuole di ogni ordine e grado

In ambito scolastico si rileva che le nuove generazioni di “nativi digitali” crescono e imparano in una scuola per tanti aspetti ferma al passato, arenata su strumenti pedagogici spesso superati. Sebbene vi siano progressive aperture, si vedano i libretti digitali, il registro elettronico e la sperimentazione con le lavagne interattive, c’è ancora molto che può essere accolto, sia per incrementare i livelli di apprendimento, sia per facilitare il lavoro dei docenti, sia per evitare all’ente pubblico lo spreco di ingenti risorse economiche.

Un grosso problema è legato al fatto che puntualmente le cartelle dei nostri figli vengono riempite di pesi assurdi, libri di testo per ogni materia, molti dei quali non vengono nemmeno utilizzati, se non qualche pagina. Sono noti gli allarmi dei medici e sono altresì risaputi i timori dei genitori in merito al nesso di causalità tra carico della cartella e problemi di postura. Sorge il dubbio che talvolta, dietro a questa prassi, si nasconda il proposito di calcare la mano per far girare l’economia.

Volendo effettuare un calcolo approssimativo, la spesa media a famiglia per l’acquisto di libri di testo si aggira intorno ai 300 euro. Almeno altrettanti vengono spesi tra cancelleria e attrezzature per un totale di 650 euro. Se poi si contano le spese di trasporto e quelle per la mensa, in alcuni casi il costo annuale sale fino a raggiungere i 2000 euro. Ai costi dei libri e delle attrezzature vanno spesso aggiunti i contributi volontari, richiesti dai docenti ad inizio anno per affrontare le spese di cancelleria e rimpinguare i bilanci sempre più magri. Al conteggio vanno infine sommati i costi delle visite di istruzione e dei progetti extracurricolari.

Vantiamo una tecnologia che in altri tempi non esisteva e che sicuramente può sostituire il cartaceo, con un immediato risparmio per le famiglie. Si segnala il report finale di una sperimentazione pan-europea sull’uso dei tablet nelle scuole, pubblicata a maggio 2015. Il nostro Paese ha avuto un ruolo chiave nella creazione di contenuti, gruppi di valutazione (iGroup) e “flipped classroom”. Altro esempio notevole è il progetto Smart Future di Samsung, adottato in una scuola elementare di Milano attraverso la fornitura di tecnologie in classi selezionate e un processo di formazione all’uso ottimale di questi device per gli insegnanti. O ancora i mezzi offerti dalla Fondazione Snappet, fornitore leader di istruzione integrata su tablet in Italia, San Marino e negli altri paesi europei.

Attualmente il Trentino fornisce i libri di testo in comodato gratuito fino al biennio della scuola secondaria di secondo grado. L’intento è senza dubbio lodevole e contribuisce all’ammortamento delle spese sostenute dalle famiglie. Ecco che in questo contesto diviene intrigante l’idea di modificare il sistema corrente, dando in comodato tablet e notebook da un lato, e licenze per gli e-book dall’altro. Un’infinità di testi ed esercizi potranno essere caricati quotidianamente da ragazzi e insegnanti, servendosi di supporti di memoria e connessione internet.

In Sardegna già avviene qualcosa di analogo. A breve un bando della Regione consentirà a circa ventiquattromila studenti delle superiori di acquistare con un voucher di 400 euro un tablet o un notebook, strumenti informatici portatili da mettere sul banco come normalmente si è sempre fatto con testi e quaderni. L’intervento è promosso dall’assessorato regionale della Cultura e dell’Istruzione e si avvarrà del sostegno dell’Agenzia di Sviluppo, con un occhio di riguardo al tessuto commerciale locale del settore informatica, potendo spendere il voucher soltanto nella rete dei negozi convenzionati e seguendo una semplice procedura.

Si potrà eventualmente stabilire la dazione di una somma di denaro a titolo di cauzione, pari alla metà o all’intero del valore dello strumento scelto. O ancora, si potrà una disciplinare una differenziazione tra scuola primaria e scuola secondaria, prevedendo per la prima l’utilizzo del tablet e per la seconda l’utilizzo del notebook. Ad ogni modo, spetterà alla Provincia individuare nel dettaglio i tempi e le modalità per mutare gradualmente lo stato dell’arte, avendo fin da subito cura di contrastare futuri abusi ed (in)formare preventivamente i docenti.

È notizia di poche settimane fa l’abolizione del divieto di usare smartphone a scuola. Seppure con marginali riserve, si può condividere in linea di massima il ragionamento del sottosegretario all’istruzione Davide Faraone, in merito alla liceità del telefonino con finalità didattiche. “Stiamo costruendo la scuola del futuro che non potrà non avere anche smartphone e tablet in classe. (…) Immagino un uso virtuoso di smartphone e tablet da parte degli studenti nella lettura dei testi in classe o per svolgere i compiti a casa. Per i prof, significa arricchire moltissimo le possibilità della didattica, oggi limitate. Vorrei un uso orizzontale dei dispositivi, spalmato su tutte le materie, con la collaborazione dei docenti”.

Ecco dinanzi a noi l’occasione di dar seguito all’intendimento nazionale e farci portavoce di una evoluzione nel mondo della scuola concretizzando una effettiva crescita tecnologica: vecchio e nuovo si incontrano, fondendosi in un modello creativo e funzionale.

Tutto ciò premesso
IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
impegna la Giunta provinciale

1. ad intraprendere fin da subito iniziative volte ad individuare nel dettaglio tempi e modalità per introdurre lettori di e-book con l’obiettivo di sostituire gradualmente i testi scolatici cartacei;

2. a studiare modalità per assegnare in comodato gratuito tablet e rispettivi e-book (libri in formato digitale) agli alunni della scuola primaria (scuola elementare), agli alunni della scuola secondaria di primo grado (scuola media) e agli studenti iscritti al biennio della scuola secondaria di secondo grado (primi due anni della scuola superiore) e della formazione professionale presso gli istituti con sede in Provincia;

3. a promuovere l’introduzione dei lettori di e-book anche nei successivi anni di formazione scolastica, ovvero i tre anni di liceo.

Cons. Claudio Cia

Cofirmatari:

Cons. Giacomo Bezzi

Cons. Manuela Bottamedi

Cons. Maurizio Fugatti

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