Diritto di riqualifica per Operatori socio sanitari (OSS) assunti come Operatori Socio Assistenziali (OSA).

Per conto di diverse Comunità di Valle del Trentino lavorano Operatori Socio Sanitari (OSS) con tanto di diploma conseguito dopo il corso formativo di due anni.

La loro assunzione è avvenuta dopo aver sostenuto e vinto un concorso pubblico per Operatore Socio Assistenziale (OSA), quindi inquadrati come tali, ma il loro lavoro è quello richiesto al personale OSS. Infatti l’OSA è una figura professionale che ha competenze di tipo sociale, istituzionale e relazionale, mentre l’OSS si rivolge direttamente al benessere fisico dell’anziano o del diversamente abile, promuovendo una progressiva autonomia: non è un caso che quest’ultima sia la figura professionale che più risponde alla domanda sempre maggiore che caratterizza i nostri territori.

Varie sono state le segnalazioni e le richieste per regolarizzare questa anomalia, ma senza esito positivo, perché tali operatori sono sottoscrittori di contratto OSA quindi, secondo le rispettive pubbliche amministrazioni, già di per sé “fortunati” ad avere un lavoro.

Premesso quanto sopra, si interroga l’Assessore competente per sapere:

  1. quanti sono gli OSA assunti nella pubblica amministrazione aventi titolo di studio OSS e impiegati sul territorio;
  2. come si giustifica il fatto che il personale OSA nelle diverse riforme è stato automaticamente riqualificato in profilo OSS, mentre invece quanti l’hanno acquisito con due anni di scuola ma sono stati assunti con contratto OSA si vedono negato il diritto di “riqualifica” contrattuale, nonostante il lavoro a loro richiesto sia quello del personale OSS.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

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