DPCM Conte, Cia (AGIRE): “Una forzatura centralista il divieto di spostamento tra Comuni a Natale”.

Le nuove misure di contenimento dell’emergenza Covid-19 presentate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte rappresentano una forzatura centralista che non tiene minimamente conto del nostro territorio e delle nostre peculiarità. Si può abbozzare un mezzo sorriso nella lettura di direttive che, suggerite da un comitato che riunisce decine e decine di esperti, impongono l’anticipo della Messa di mezzanotte alle 20 per rispettare il coprifuoco alle 22 (come se il virus circolasse tra le persone solo e soltanto a partire da quell’ora, e senza contare che magari anticipando l’orario vi è la possibilità che un maggior numero di persone vi partecipino, con il rischio che si creino pericolosi assembramenti).

Decisamente meno fa sorridere invece il divieto di poter circolare all’esterno del proprio Comune nelle giornate del 25 e 26 dicembre, oltre che per Capodanno. La follia centralista ha fatto sì che un piccolo Comune del Trentino, molti dei quali hanno meno di 500 abitanti, sia considerato allo stesso livello non solo di Trento (con quasi 120.000 abitanti) ma anche di Roma (con quasi 3 milioni di abitanti). Risulta evidente come tali direttive non siano volte a contenere l’emergenza e derivanti da evidenze scientifiche, posto che laddove si è voluto (come nel caso dell’allungamento degli orari di apertura dei negozi per la corsa ai regali) si è intervenuti con deroghe ad hoc, ma piuttosto a sottrarre il significato ad una festività così importante per il mondo occidentale come è il Natale. È così che, in un mondo dove i nuclei familiari sono sempre meno numerosi e sempre più distanti, con le feste natalizie che rappresentano spesso l’occasione per incontrarsi e passare del tempo insieme, il Governo Conte impedisce di spostarsi da un Comune all’altro e obbliga a svolgere i pasti solo in presenza dei più stretti conviventi, con buona pace dei discorsi sull’importanza di non lasciare le persone anziane da sole durante questo periodo.

È allora chiaro che, da parte della nostra politica, serve uno scatto d’orgoglio: non è possibile piegarsi a Roma recependo supinamente delle direttive che non tengono minimamente conto del nostro territorio e delle nostre peculiarità. Se gliela diamo vinta questa volta, tra pochi anni non ci sarà nulla per cui varrà la pena combattere.

Cons. Claudio Cia
Segretario Politico di AGIRE per il Trentino

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 5 dicembre 2020:

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